Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


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ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

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Oggi 06/04/2020 è stato approvato il testo del Decreto Liquidità. Dopo il Decreto Cura Italia era una "manovra" necessaria, al fine di sostenere finanziariamente le PMI.

Il testo del decreto a nostra disposizione è ancora una bozza e pertanto il commento che andiamo a fare è basato sul testo che ha circolato in anteprima e alle dichiarazioni serali del presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico. 

Analizziamo in questa sede gli aspetti più direttamente legati ai professionisti ed alle piccole aziende.

L’intenzione dello Stato è quella di mettere a disposizione di questi soggetti le somme necessarie (o almeno una parte) cercando di bypassare la burocrazia e di farlo in pochissimi giorni. Allo scopo di tutelare il sistema bancario è stato previsto che le garanzie della regolare restituzione del prestito saranno a carico direttamente dello Stato, in determinate situazioni al 100%, in altre situazioni la garanzia coprirà dal 70% al 90% dell’importo prestato.

L’importo della garanzia non potrà comunque superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Importi di prestiti fino a 25.000 euro nel decreto liquidità

Per richieste di prestiti fino a 25.000 i nuovi finanziamenti saranno concessi da banche, e altri intermediari finanziari, e la garanzia che coprirà il 100% dell’importo sarà fornita gratuitamente dallo Stato attraverso l’intervento del Fondo centrale di garanzia. Questa modalità (garanzia alle banche del 100% da parte dello Stato) consentirà alle banche di erogare i finanziamenti molto rapidamente e senza particolari indagini di merito creditizio, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo medesimo. Quindi rapidità massima possibile.

Si dovrà trattare di finanziamenti in favore di piccole e medie imprese e di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID 19, da autocertificare ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000.

L’inizio dei pagamenti delle rate di rimborso sarà previsto non prima di 18/24 mesi. La durata dei prestiti sarà da 24 fino a 72 mesi.

Gli importi erogabili saranno di importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, volume di ricavi che risulta dall’ultimo bilancio depositato oppure dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia ovvero, per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, anche mediante autocertificazione ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000.

Dalle dichiarazioni emerse sembra che il prestito debba essere subordinato alla condizione che chi lo richieda abbia già esaurito la propria capacità di utilizzo del credito già rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Piccole e medie imprese con ammontare di ricavi non superiore a 800.000 euro

Per questi soggetti – la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID 19 come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445 – il Decreto Liquidità prevede la garanzia del fondo, con copertura al 100% purché tali finanziamenti prevedano l’inizio del rimborso del capitale a partire da 18/24 mesi e abbiano una durata compresa tra 24 e 72 mesi e comunque, non superiore al 15% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario come risultanti dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia (ovvero, per i soggetti costituiti dal 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, anche mediante autocertificazione ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000).

La predetta garanzia è concessa, sulla base dell’applicazione integrale del vigente modello di valutazione delle imprese, a condizione che:
1) su tali operazioni finanziarie il soggetto richiedente applichi determinate condizioni economiche previste dal testo normativo;
2) il 50% delle somme accordate sia destinato al pagamento dei propri dipendenti e collaboratori, di affitti, locazioni e altri costi fissi aziendali ovvero a saldare i debiti contratti con i propri fornitori.

Maggiori dettagli sulla normativa saranno esaminati dopo la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

Per le imprese colpite dall'epidemia COVID-19, come previsto dall'art. 56 del Decreto Cura Italia, è possibile sospendere e/o prorogare alcune tipologie di prestiti. 

Come? Prima leggi il seguente articolo e subito dopo ti diciamo cosa fare.
Art. 56 - Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19

L’epidemia da COVID-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia. Per queste motivazioni le micro, piccole e medie imprese possono avvalersi (fornendo alcuni documenti) delle seguenti misure di sostegno finanziario per:

  1. le aperture di credito a revoca ed i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  2. per i prestiti non rateali (fidi di conto, finanziamenti di anticipo su effetti o finanziamenti all’import/export) con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. E’ facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Attenzione: possono beneficiare delle misure sopra indicate le imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del presente decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate (sono crediti delle banche come mutui, finanziamenti, prestiti che i debitori non riescono più 20/03/2020 a ripagare regolarmente o del tutto. Rientrano le sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate).

Per i nostri clienti ci siamo organizzati con una consulenza ad hoc 

  • al fine di prevedere la richiesta di sospensione o non revoca di finanziamenti o altri strumetni previsti dal decreto, chiediamo all'impresa di inviarci un elenco di tutti gli impegni in essere con l'istituto bancario o banche (se più di uno);
  • successivamente contattiamo le filiali bancarie per verificare quale azioni sono attive per l'applicazione dell'art. 56;
  • preparazione della documentazione da allegare alla richiesta;
  • l'impresa invierà a mezzo mail/mailPEC la richiesta in filale così come l'abbiamo predisposta.

In tema incentivi, per ora possiamo, come da decreto chiedere liquidità per rinegoziare situazioni debitorie o far fronte all'emergenza. Lo stato garantisce 80% dell'importo finanziato, ma dobbiamo capire se la banca è d'accordo a finanziare per via dell'affidabilità dell'impresa.

Siamo a disposizione attraverso il numero 340/9701477


 

Immediatamente operativi i provvedimenti del decreto “Cura Italia” che ampliano e semplificano l’intervento del Fondo di Garanzia per le Pmi. Il Consiglio di gestione ha deliberato l’adozione delle misure necessarie per l’applicazione delle numerose disposizioni previste dall’art.49 del Decreto-Legge del 2020 n. 18 recante “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19″. 

Molte sono le novità introdotte dal decreto. Vediamo in breve cosa prevedono.

  1. garanzia gratuita per tutte le operazioni
  2. si applica la percentuale massima di copertura (80% per la garanzia diretta e 90% per la riassicurazione)
  3. importo massimo garantito di 1,5 milioni per singola impresa (al superamento di tale soglia si applicano le misure ordinarie di copertura).
  4. diventano ammissibili le operazioni finalizzate all’estinzione di finanziamenti (rinegoziazione finanziamenti o consolidamento di passività a breve) erogati dalla stessa banca (o gruppo bancario), a condizione che ci sia erogazione di credito aggiuntivo pari ad almeno il 10% del debito residuo
  5. estesa la durata della garanzia sui finanziamenti già garantiti oggetto di sospensione delle rate o della sola quota capitale da parte delle banche finanziatrici, anche in presenza di esposizioni debitorie non-performing e di finanziamenti che presentino rate scadute da più di 90 giorni.
  6. annullato il pagamento delle commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie presentate dalla data di entrata in vigore del decreto.
  7. sono ammessi i finanziamenti a favore di persone fisiche che esercitano l’attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 (finanziamenti inferiori a 18 mesi fino a 3.000 euro di importo).

SIAMO A DISPOSIZONE per supportarvi nell'accesso al Fondo di Garanzia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

[fonte: fondo di garanzia]


 

Portiamo a conoscenza i nostri utenti che la Regione ha deciso di accelerare le procedure di liquidazione e di pagamento alle imprese beneficiarie di incentivi e finanziamenti per garantire maggiore liquidità al sistema produttivo pugliese in difficoltà.

Di seguito riportiamo quanto contenuto nel comunicato stampa divulgato dalla Regione.

L'assessore allo Sviluppo Economico, Cosimo Borraccino, dichiara: "Pur nel quadro di estrema complessità causato dal diffondersi, su tutto il territorio nazionale, dell'epidemia da COVID-19, prosegue incessante l'attività della Regione Puglia cercando di fare il possibile per sostenere il sistema produttivo pugliese che rischia seriamente di essere messo in ginocchio dalle nefaste conseguenze di questa situazione, impensabile fino a poche settimane fa.

Quanto sta accadendo, infatti, sta già comportando fenomeni di recessione economica molto preoccupanti che potranno avere un impatto immediato e molto negativo sulle imprese pugliesi.

Per questo si rende necessario intervenire, ad ogni livello, con la massima urgenza, al fine di evitare il fallimento di molte aziende e le conseguenti ripercussioni sul piano occupazionale, con il rischio di un vero e proprio collasso del nostro sistema economico e sociale.

È un atto dirigenziale finalizzato ad assicurare, nei prossimi mesi, la maggiore liquidità possibile alle imprese, riorganizzando la macchina amministrativa e le attività degli uffici regionali in modo da accelerare le attività di liquidazione e di pagamento ai soggetti beneficiari di incentivi e finanziamenti regionali, anche a valere sui fondi strutturali col supporto di Puglia Sviluppo SpA, ARTI (Agenzia regioanle per le tecnologie e l'innovazione) e Innovapuglia SpA. 

Questo, ovviamente, nel pieno rispetto della trasparenza e del rigore nei controlli e nelle verifiche, ma con uno sforzo maggiore da parte delle strutture regionali in modo da rendere più tempestive le liquidazioni in un momento in cui le imprese hanno bisogno di liquidità.


 

Vi ricordate quando abbiamo scritto dell'intervento Estrazione dei Talenti previsto dalla Regione Puglia e gestito attraverso ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione?

Ve lo diciamo brevemente di seguito: l'ARTI PUGLIA attraverso questo intervento (estrazione talenti) finanzia percorsi personalizzati di accompagnamento e accelerazione rivolti a Team di Aspiranti Imprenditori Innovativi nell’ambito delle aree prioritarie di innovazione indicate dalla Strategia regionale per la Ricerca e l’Innovazione.

Vi ricordate l'inventivo Voucher Innovation Manager?

Buone notizie in merito...

Il Ministro dello Sviluppo economico ha firmato il decreto che aumenta la dotazione finanziaria di circa 46 milioni di euro per i voucher per consulenza in innovazione a favore di micro, PMI e reti di imprese. 
Il provvedimento è stato adottato per assegnare le risorse alle 1.784 domande di agevolazione di imprese che non era stato possibile finanziare lo scorso 20 dicembre, quando era stato pubblicato l’elenco delle richieste ammesse.

Le prime 1.831 domande hanno potuto infatti usufruire dei 50 milioni di euro messi a disposizione inizialmente. A seguito del grande apprezzamento della misura da parte delle imprese, sono state presentate 3.615 richieste che hanno determinato un ammontare complessivo di finanziamenti necessari pari a circa 95 milioni di euro, superiori alla dotazione finanziaria inizialmente disponibile per l’intervento.

L’obiettivo dei voucher per consulenza in innovazione è quello di sostenere i processi di trasformazione tecnologica, digitale e gestionale delle micro, piccole e medie imprese e delle reti d’impresa attive su tutto il territorio nazionale.

Per chiarimenti siamo disponibili via mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


fonte: sito internet Cerved Know - https://know.cerved.com/tool-educational/riforma-crisi-dimpresa-cosa-cambia/

codice crisi di impresaIl testo del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 e ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali.

Molte le cose che cambiano per l'imprenditore. Vediamole insieme.

1- Obiettivi della riforma

Con il decreto “Crisi d’impresa”, l’istituzione della procedura di allerta con l’OCRI - Organismo di Composizione della Crisi - e la conseguente creazione del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, l’Italia si adegua alle norme di altri paesi europei, che cercano di mettere a punto strumenti per anticipare l’emersione della crisi e limitare l’aggravarsi di crisi aziendali.

Uno tra gli scopi della riforma è infatti quello di EVITARE che il ritardo nel percepire i SEGNALI DI CRISI di un’impresa possa poi portare ad uno stato di crisi irreversibile. Il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  • consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;
  • salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa.

La riforma prevede le seguenti modifiche alla legge fallimentare:

  • si sostituisce il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare l’onta sociale e personale che si accompagna alla parola “fallito”;
  • si introduce un sistema di allerta allo scopo di consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e si dà priorità alla continuità aziendale favorendo proposte che comportino il superamento della crisi;
  • si privilegiano, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
  • si semplificano le disposizioni in materia concorsuale;
  • si prevede la riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali;
  • si istituisce presso il Ministero della Giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
  • si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dei dipendenti.

 

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