Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


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ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

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Slitta di 6 mesi il termine iniziale di rimborso del capitale per i piccoli prestiti fino a 30.000 euro garantiti dal Fondo PMI. Nella versione del decreto Ucraina licenziata dal Senato, infatti, la durata del periodo di preammortamento viene allungata da almeno 24 mesi ad almeno 30 mesi. Per effetto dell’estensione, quindi, PMI, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, associazioni professionali, società tra professionisti ed Enti del Terzo Settore potranno continuare il pagamento della sola quota di interessi, anziché della rata piena (capitali e interessi), per ulteriori 6 mesi.

[fonte: ipsoa.it]


 

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Dal 3 al 24 maggio 2022, le imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio possono presentare le istanze per l’accesso al contributo a fondo perduto del decreto Sostegni ter.

I soggetti interessati possono trasmettere le istanze per accedere alle agevolazioni a partire dalle ore 12:00 del 3 maggio 2022 e fino alle ore 12:00 del 24 maggio 2022. Le risorse complessivamente disponibili ammontano a 200 milioni di euro.

Chi può presentare la domanda

Possono presentare domanda di contributo le imprese che svolgono in via prevalente una delle attività di commercio al dettaglio i cui codici ATECO 2007 rientrano tra quelli identificati nella classificazione delle attività economiche: 47.19, 47.30, 47.43, 47.71, 47.72, 47.75, 47.76, 47.77, 47.78, 47.79, 47.82, 47.89 e 47.99, ovvero in una delle attività ricomprese nei gruppi 47.5 e 47.6.
Per accedere al contributo, alla data di presentazione della domanda, le imprese devono:
  • presentare un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni di euro;
  • aver subìto una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019;
  • avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato e risultare regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel Registro delle imprese per una delle attività ammissibili;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall'articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014, fatta eccezione per le microimprese e le piccole imprese, che possono accedere alle agevolazioni anche se già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
  • non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del D.Lgs. n. 231/2001.

Chiarimenti in merito ai requisiti di accesso

Importanti indicazioni in merito ai requisiti di accesso sono fornite nell’ambito delle FAQ pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico.
In particolare, il Ministero precisa che:
  • non possono richiedere il contributo i soggetti “only REA”. Per accedere al contributo, spiega il Ministero, devono ricorrere tutti gli elementi di cui all’articolo 2082 del codice civile, relativi alla definizione di “imprenditore”, esercitati in via prevalente. Tale necessaria condizione non è peraltro sufficiente; ad essa deve infatti aggiungersi l’ulteriore requisito della evidenza formale dell’impresa, consistente nella iscrizione della medesima nel Registro delle Imprese (sezione ordinaria o sezione speciale). Pertanto, pur esercitando un’attività economica, i soggetti “only-REA” (ad esempio gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi), non sono ammissibili alle agevolazioni in quanto non definibili “imprese”
  • non possono accedere al contributo i soggetti che esercitano solo in via secondaria una delle attività ammissibili;
  • sono escluse le imprese costituitesi e/o che hanno avviato la propria attività nel 2021 non potranno accedere al contributo, non essendo possibile confrontare il fatturato del 2021 con quello del 2019;
  • ai fini della quantificazione della riduzione del fatturatorilevano i ricavi di cui all'articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del TUIR relativi ai periodi d’imposta 2019 e 2021;
  • al fine della determinazione dalla riduzione di fatturato, per un’impresa che svolge più di una attività economica, i ricavi devono riferirsi a quanto complessivamente conseguito nell’esercizio di riferimento;
  • al fine della determinazione della riduzione del fatturato, per le imprese costituite nel corso dell’anno 2019 - ad esempio il 1° ottobre 2019 - si potrà far riferimento ai valori degli imponibili delle fatture emesse e dei corrispettivi certificati nel periodo ottobre-dicembre 2019 (ipotizzando il caso di soggetti con esercizio coincidente con anno solare) e al valore dei medesimi importi registrati nel corrispondente periodo del 2021;
  • per i soli rivenditori, in base a contratti estimatori, di giornali, di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici, per i distributori di carburante e i rivenditori di tabacchi e beni di monopolio, il valore dei ricavi può essere determinato, alternativamente, secondo le modalità di cui all'articolo 18, comma 10, del D.P.R. n. 600/1973. Il medesimo criterio di quantificazione dovrà essere applicato per la determinazione degli ulteriori valori reddituali riportati nella presente istanza.

Contributo “teorico”

Il contributo “teorico” spettante è determinato applicando alla differenza tra l'ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l'ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d’imposta 2019 una delle seguenti percentuali:
  • 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 50%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 da 400.000 a 1.000.000 di euro;
  • 40%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 da uno a 2 milioni di euro.
Come chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico del modello di istanza:
  • per la determinazione dell’“ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2019” occorre dividere l’importo complessivo dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 per il numero dei mesi in cui la partita IVA è stata attiva per il medesimo periodo. Pertanto, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, nel caso di partita IVA attivata anteriormente al 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo dei ricavi realizzati nel periodo d’imposta 2019 per 12 mesi. Nel caso, invece, di partita IVA attivata, ad esempio, il 1° aprile 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo dei ricavi realizzati a partire dal mese di aprile per 9 mesi;
  • per la determinazione dell’“ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021” occorre dividere l’importo complessivo dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 per il numero dei mesi in cui la partita IVA è stata attiva per il medesimo periodo.

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Abbiamo predisposto questa breve presentazione per comunicarvi che il Consiglio dei Ministri del 2 maggio 2022 ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti.

 
Con il provvedimento si è inteso contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, potenziando strumenti a disposizione e creandone di nuovi, con particolare riguardo ai seguenti ambiti:
  • energia, con misure per ridurne il costo, semplificare ulteriormente i procedimenti autorizzatori per la realizzazione di nuovi impianti e potenziare la produzione energetica nazionale;
  • imprese, con misure per assicurare liquidità alle imprese colpite dalla crisi ucraina, fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, assicurare produttività e attrazione degli investimenti;
  • lavoro, politiche sociali e servizi ai cittadini, con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione, nonché per il personale, il trasporto pubblico locale, le locazioni, i servizi digitali;
  • Credito d’imposta per gli autotrasportatori riconosciuto nella misura del 28% delle spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l’acquisto del gasolio da parte degli autotrasportatori utilizzato in veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore per far fronte all’eccezionale incremento del costo del carburante.

  • previa autorizzazione della Commissione europea, il decreto stabilisce che SACE S.p.A. può concedere, sino al 31 dicembre 2022, garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito per finanziamenti sotto qualsiasi forma concessi alle imprese che debbano fronteggiare esigenze di liquidità riconducibili alle conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi ucraina, ivi compresa la necessità di aprire credito a supporto delle importazioni di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari;
  • previa autorizzazione della Commissione europea, la garanzia del Fondo centrale di garanzia, nella misura massima del 90%, potrà essere concessa in relazione a finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici;
  • specifico riferimento alle PMI agricole e della pesca e dell’acquacoltura: previa autorizzazione della Commissione europea, potrà essere concessa la garanzia diretta dell’ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare pari al 100% dell’importo del finanziamento a beneficio delle PMI che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime;
  • Fondo per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina: sono stati stanziati 200 milioni di euro per il 2022 per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese che abbiano perduto fatturato a causa dalla contrazione della domanda a seguito della crisi ucraina, abbiano registrato l’interruzione di contratti e progetti esistenti, siano state coinvolte nella crisi delle catene di approvvigionamento. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico saranno definite le modalità attuative della misura.

Rafforzamento dei crediti d’imposta

Sono stati previsti diversi crediti di imposta di cui noi abbiamo deciso di comunicare quelli più afferenti le nostre imprese clienti ed i settori nei quali abbiamo acquisito maggiore competenza professionale di consulenza:
  • per investimenti in beni immateriali 4.0: l’aliquota del credito d’imposta previsto dalla legge n. 178/2020 è aumentata, sino 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni, dal 20 al 50%;

  • per formazione 4.0: le aliquote del credito d’imposta previsto dalla legge n. 160/2019 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese);
  • Al fine di promuovere l'interdisciplinarità dei corsi di studio e la formazione di profili professionali innovativi e altamente specializzati che possano soddisfare i fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e dalle filiere produttive nazionali, le università possono promuovere “Patti territoriali per l’alta formazione per le imprese” con soggetti pubblici e privati e ricevere un contributo statale a titolo di co-finanziamento, in particolare al fine di colmare i divari territoriali. I Patti devono recare la puntuale indicazione di progetti volti, tra l’altro, a potenziare l’offerta formativa nelle materie STEM - Science, Technology, Engineering and Mathematics, integrate con altre discipline umanistiche e sociali.

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Industria (o impresa) 4.0, «quarta rivoluzione industriale», internet of things

Le definizioni sono entrate nel linguaggio comune, attirando investimenti milionari e piani governativi con la regia dell’Unione europea. Spesso, però, è rimasto sullo sfondo un dettaglio: cosa significa, industria 4.0, calco italiano di industry 4.0? E come si applica alla realtà produttiva, giustificando pacchetti fiscali e strategie congiunte per spingere sulla «digitalizzazione» della manifattura? 

Con “industria 4.0” si intende un modello di produzione e gestione aziendale. Secondo una definizione che ne dà il Mise, gli elementi che caratterizzano il fenomeno sono «connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time».

In altre parole: utilizzo di macchinari connessi al web, analisi delle informazioni ricavate della rete e possibilità di una gestione più flessibile del ciclo produttivo. Le tecnologie abilitanti, citate sempre dal Mise, spaziano dalle stampanti 3D ai robot programmati per determinate funzioni, passando per la gestione di dati in cloud e l’analisi dei dati per rilevare debolezze e punti di forza della produzione.

Il termine industrie 4.0 (scritto così, in tedesco) sarebbe stato utilizzato per la prima volta all’Hannover Messe, una fiera sulle tecnologie industriali, per poi essere sdoganato negli anni successivi da gruppi di lavoro del governo federale. Oggi la Germania è, non a caso, considerata uno dei paesi di avanguardia in un processo che vede coinvolti grossi gruppi industriali, poli universitari e startup tecnologiche agevolate a livello fiscale.

L'industria 4.0 include un mix tecnologico di robotica, sensoristica, connessione e programmazione e rappresenta una nuova rivoluzione rispetto al modo di fabbricare prodotti o erogare servizi ed organizzare i processi di lavoro. 

La domanda da porre a questo punto è: come avviene questo passaggio/percorso di paradigma dalla manifattura tradizionale a quella digitale?

Grazie a nuovi modelli di produzione sempre più interconnessi ed automatizzati, intelligenti e comunicanti tra loro, una tracciabilità e rintracciabilità dei processi tali da portare ad una gestione delle informazioni collettiva, condivisa e collaborativa a livello di filiera. 

Da dove nasce tutto in Italia?

Il 21 settembre 2016 è stato pubblicato dal Ministro per lo Sviluppo economico il "Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020". Si tratta di un piano organico che prevede una serie di provvedimenti, incentivi, investimenti utili a favorire l'innovazione e la digitalizzazione in tutte le fasi dei processi produttivi dell’industria italiana, in base a tre principali linee guida:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica;
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali;
  • agire su fattori abilitanti.

Esso è costruito su incentivi indirizzati su quattro direttrici strategiche:

  1. Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione;
  2. Competenze e Ricerca: creare e diffondere competenze e cultura, stimolare e finanziare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc;
  3. Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete (Piano Banda Ultra Larga), garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali;
  4. Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Le agevolazioni previste dall'Industria 4.0

In particolare si articola in due sezioni per le quali sono state adottate diverse misure di finanza agevolata:

  • INNOVAZIONE
  • COMPETITIVITÀ

Per la sezione INNOVAZIONE le misure predisposte dallo Stato  in vigore al 2022 sono:

  • credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione e design
  • patent box sui beni immateriali,
  • agevolazioni per investimenti in startup e Pmi innovative.
  • credito di imposta formazione 4.0

Per la sezione COMPETITIVITA' le misure predisposte dallo Stato in vigora al 2022 sono: 

  • fondo di garanzia
  • Nuova Sabatini
  • credito di imposta beni strumentali 4.0 materiali ed immateriali
  • credito di imposta beni strumentali non 4.0 (ex superammortamento)
  • Ace (aiuto per la patrimonializzazione),
  • Ires al 24% e introduzione dell’Iri, detassazione del salario di produttività.

 

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Dal 3 maggio al 24 maggio i commercianti potranno presentare domanda per richiedere contributi a fondo perduto a sostegno di quelle attività che sono state maggiormente colpite durante l’emergenza Covid.

E’ quanto stabilisce il Ministero dello sviluppo economico che rende operativo il Fondo dedicato al rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio, con il quale vengono messi a disposizione 200 milioni di euro per l'anno 2022.

I beneficiari della misura, presente nel decreto sostegni ter, devono aver conseguito ricavi non superiori a 2 milioni di euro nel 2019 e aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. 

Possono accedere al contributo le imprese che svolgono in via prevalente un’attività di commercio al dettaglio, identificate dai codici della classificazione delle attività economiche ATECO 2007 previsti  (pdf), che presentano un ammontare di ricavi, riferito al 2019, non superiore a 2 milioni di euro e che hanno subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019.

Le medesime imprese, inoltre, devono possedere i seguenti requisiti alla data di presentazione dell’istanza:

  • avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato e risultare regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel Registro delle imprese;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall'articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, fatte salve le eccezioni previste dalla disciplina europea di riferimento in materia di aiuti Stato;
  • non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Agevolazione

L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto. Nello specifico, le risorse finanziarie destinate all’intervento agevolativo sono ripartite tra i soggetti aventi diritto, riconoscendo un importo determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l’ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d’imposta 2019, come segue:

  • 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a euro 400.000,00;
  • 50%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a euro 400.000,00 e fino a euro 1.000.000,00;
  • 40%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a euro 1.000.000,00 e fino a euro 2.000.000,00.

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 3 maggio 2022 e sino alle ore 12:00 del 24 maggio 2022, esclusivamente tramite la procedura informatica, raggiungibile all’indirizzo che sarà comunicato su questa sezione con congruo anticipo prima dell’apertura dello sportello.

PER  RICHIEDERE LA NOSTRA CONSULENZA CONTATTACI ALL'INDIRIZZO MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

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Le domande di contributo si possono presentare fino al 2 maggio solo sul sito di Invitalia. Possono farne richiesta le società di gestione degli impianti di selezione e di riciclo di rifiuti in alluminio, aventi codice CER 150104 che hanno registrato una riduzione dei ricavi nel 2021 e 2022.

 

Il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto del 31 dicembre 2021, hanno disposto la nascita di un Fondo a sostegno delle società di gestione degli impianti di rifiuti che nel 2020 hanno continuato a operare nonostante le difficoltà causate dall’emergenza da Covid-19 e dal calo della domanda di materiale riciclato. Il Fondo, con una dotazione di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, si rivolge alle società di gestione degli impianti di selezione e di riciclaggio di rifiuti in alluminio, aventi codice CER 150104, che abbiamo registrato una riduzione dei ricavi. Queste potranno presentare domanda di contributo fino al 20% della riduzione dell’ammontare dei ricavi del 2020 rispetto ai ricavi relativi al 2019, fino ad un massimo di 200 mila euro.

Di seguito vi forniamo qualche informazioni in più. Per chi è interessato inviateci una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1) Quali soggetti possono presentare domanda di accesso al contributo? Possono presentare domanda di accesso al contributo straordinario le società di gestione degli impianti di selezione e di riciclo di rifiuti in alluminio aventi codice CER 150104 e che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso anche dei requisiti individuati all’articolo 3 del decreto n. 554 del 31 dicembre 2021.

2) Qual è forma dell’agevolazione concedibile e l’ammontare della dotazione finanziaria? L’agevolazione di cui al decreto n. 554 del 31 dicembre 2021 è concessa nella forma del contributo in conto esercizio, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e ai sensi di quanto previsto dalla sezione 3.1 del quadro temporaneo.

3) Qual è l’ammontare massimo dell’agevolazione concedibile? È prevista la concessione di un contributo fino al 20% (venti per cento) della riduzione dell’ammontare dei ricavi registrata dal soggetto richiedente nell’esercizio 2020 rispetto al valore dei ricavi relativo all’esercizio 2019. Il contributo non può comunque risultare superiore ad euro 200.000,00.

4) Il contributo è cumulabile con altri interventi agevolativi? Il contributo è cumulabile con altri aiuti ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.1. del quadro temporaneo di cui alla Comunicazione della Commissione C(2020) 1863 final del 19 marzo 2020 e successive modificazioni e integrazioni.


 

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