Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


  Manifesta le tue esigenze e sarai contattato dalla nostra Area Sviluppo



ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

Per qualsiasi chiarimento scrivi una mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

> Sei una società (srl o spa)?

> Hai un fatturato superiore a 2 milioni di euro e un numero di dipendenti superiore a 10?

> Hai programmato un piano di sviluppo industriale/commerciale, oppure hai da proporre operazioni di investimento straordinarie o di refinancing?


Allora I MINI-BOND possono essere di tuo interesse.

L'ing. Mingolla Andrea ci spiega cosa sono, chi può emetterli, sottoscriverli e come funzionano.


Cosa sono i MINI-BOND? 

Sono un innovativo strumento di finanziamento creato per le società non quotate in Borsa attraverso cui possono emettere titoli di credito (obbligazioni) in cambio di un prestito erogato da soggetti autorizzati (anche diversi dalle banche) che hanno deciso di supportare il tuo progetto. 

Come tutte le obbligazioni, anche i MINIBOND hanno un tasso d’interesse riconosciuto sotto forma di cedola semestrale o annuale, e una data di scadenza. 

In questo modo le società possono avere un altro strumento a disposizione per aprirsi al mercato dei capitali, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dal credito bancario

ATTENZIONE: ci tengo a rimarcare che questo strumento (minibond) non è accessibile alle imprese in crisi, ma consiste in un'opportunità di finanziamento sul mercato dei capitali per le aziende sane, con buone performance negli ultimi esercizi e con precisi programmi di crescita per i prossimi anni, che per motivi diversi decidono di fare a meno del credito bancario o, quantomeno, di integrarlo con strumenti di debito alternativi.


Chi può emetterli?

  1. Il Decreto Sviluppo 2012 e Decreto Destinazione Italia 2013 stabiliscono che gli emittenti devono essere società italiane non quotate (srl o spa), che abbiano fatto certificare da un revisione esterno l’ultimo bilancio approvato;
  2. Il fatturato deve superare i 2 milioni di euro ovvero l’organico deve essere composto da almeno 10 dipendenti;
  3. l'emissione deve essere promossa da uno sponsor.

Chi può sottoscriverli? 

La sottoscrizione di queste obbligazioni è generalmente riservata a investitori istituzionali professionali ed altri soggetti qualificati: banche, imprese di investimento, SGR, società di gestione armonizzate, SICAV, intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del T.U. bancario e le banche autorizzate all’esercizio dei servizi di investimento anche aventi sede legale in uno Stato extracomunitario, purché autorizzate alla prestazione di servizi nel territorio della Repubblica. TRA QUALCHE MESE POTRA' ESSERE SOTTOSCRITTO ANCHE DALLA REGIONE PUGLIA CHE PROPORRA', PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, UNO STRUMENTO PUBBLICO DI MINIBOND.


Chi lo ha già fatto? 

In Italia operano più di 10mila imprese con fatturato superiore ai 5 milioni e utili medi del 10 per cento e come tali sono pronte ad accedere a questo interessante mercato alternativo del credito. Al 31 dicembre 2016 l’Osservatorio sui minibond del Politecnico di Milano ha registrato 221 operazioni per un controvalore di 8,6 miliardi di euro. Rispetto al 2015, nel 2016 è aumentata la proporzione delle PMI, passando dal 48,3% al 73,9%. (fonte: borsaitaliana)


Il ruolo delle BANCHE e gli attori della filiera

Non è necessario appoggiarsi a una banca per emettere un minibond. SARA' POSSIBILE APPOGGIARSI DIRETTAMENTE ALLA REGIONE PUGLIA (INVESTITORE ISTITUIZIONALE).

L'ADVISOR è un consulente destinato ad affiancare l’impresa nella decisione strategica iniziale, nell’analisi del business plan, dell’information memorandum e nella definizione di tempi e modalità dell’emissione. I consulenti legali si occupano di verificare gli aspetti formali e di compliance rispetto ai contratti e ai regolamenti o prospetti del prestito.

L’arranger si occupa invece del collocamento dei titoli sul mercato, individuando i potenziali investitori e occupandosi del ‘fine tuning’ rispetto alla definizione dei rendimenti offerti.

La società di rating è un altro attore di riferimento nell’emissione di giudizi indipendenti sulla solvibilità dell’emittente.


Quali costi ci sono per aziende e risparmiatore?

I costi per le società emittenti sono volutamente molto bassi, non essendo previste commissioni. In generale il costo si aggira tra l’1% e il 2,5% per l’emissione complessiva e l’eventuale quotazione del minibond: il costo annuale indicativo va da 5 mila a 15 mila euro.

Con altri 20 mila euro è possibile farsi assegnare un rating dalle società specializzate: il rating, come abbiamo detto, non è obbligatorio ma il suo conferimento, specie se elevato, rende più appetibile l’emissione e consente alla società di indebitarsi a tassi più bassi.

Componenti di costo

  • TASSO di INTERESSE (trimestrale/semestrale/annuale). Dipende dai tassi di mercato, dal merito di credito e dall’eventuale rating dell’emittente, da eventuali garanzie richieste dall’investitore, dallo spread, dal premio per il rischio, dal premio per illiquidità e dalla natura del titolo.
  • COSTI LEGALI (una tantum): redazione del verbale relativo alla delibera di emissione, redazione del contratto di sottoscrizione dei minibond, validazione del term sheet, redazione del contratto di conferimento di banca agente relativi ai pagamenti sui minibond e in caso di ammissione su ExtraMOT assistenza per l’eventuale processo di ammissione e per la redazione del documento di ammissione.
  • Richiesta del codice ISIN
  • Business Plan (predisposto dall’emittente con l’aiuto di un Advisor)
  • Rating
  • Gestione del sito internet e in generale dell’informativa richiesta dall’investitore e/o dall’eventuale borsa di negoziazione
  • Report informativo periodico
  • Fee di collocamento
  • Corrispettivi per quotazione (€ 2.500 una tantum per l’ammissione e nessun corrispettivo durante la vita dello strumento).


Come funzionano? 

Le imprese, per avvalersi di questo mezzo di finanziamento, devono predisporre un piano economico e finanziario, sulla base del quale dovrà essere predisposto un prospetto informativo che dovrà essere messo a disposizione dei potenziali investitori e contenere informazioni in merito a:

  • la storia dell’azienda;
  • il posizionamento di mercato;
  • le caratteristiche del management della azienda;
  • l’andamento economico finanziario storico e prospettico con una analisi del progetto di investimento che si intende finanziare tramite la emissione dei Minibond;
  • il relativo piano di rimborsi con la remunerazione offerta agli investitori.

L’azienda dovrà poi trovare uno sponsor che la assista nella fase di emissione e collocamento.


SE HAI DECISO DI UTILIZZARE QUESTO NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO, E' UTILE ANTICIPARE I TEMPI! 

IN ATTESA CHE LA REGIONE PUGLIA PUBBLICHI IL BANDO SUI MINI-BOND, INVIACI UNA MAIL CON UNA BREVE DESCRIZIONE DEL TUO PROGETTO E SARAI CONTATTATO AL PIU' PRESTO.

Di Rating Aziendale se ne sente parlare molto spesso in Banca, tra Imprenditori, da parte di Consulenti ed altri soggetti per definire in breve lo stato di salute finanziaria di un'impresa. Ma sempre più, per via dell'importanza che riveste questo indice, ci si chiede cosa è il rating? In breve è definito come indice sintetico utilizzato da tutte le banche per misurare la capacità dell’impresa di far fronte ai propri debiti nei confronti di terzi nei tempi prestabiliti in fase contrattuale.

A cosa serve il rating aziendale?

Introdotto dagli accordi di Basilea II, il rating aziendale nasce col fine di generare un valore assegnato dall'istituto bancario all’imrpesa sul quale ci si basa prima di concedere un credito, valutando anticipatamente qual è il grado di rischio di non vedersi saldato il capitale prestato. 

rating aziendale finanziamenti puglia

La tabella accanto rappresenta graficamente i diversi punteggi di un rating, espresso su una scala di 5 classi di rischio.

Alla massima affidabilità corrisponde la tripla A (colore verde), al livello più basso corrisponde un indice di rischio troppo elevato per la banca. Ad ogni classe di merito creditizio corrisponde, a livello statistico, una probabilità di insolvenza. 

Ad esempio, guardando la tabella, abbiamo un'impresa che rientra nella classe 3 con RATING ASSEGNATO BBB: questo indice significa che su 100 aziende, con il medesimo rating, circa lo 0,18% hanno una probabilità di insolvenza nei successivi 12 mesi.

In poche e semplici parolese possiamo quindi dire che il rating aziendale altro non è che un punteggio assegnato all’impresa per definite il suo grado di probabilità di incorrere in insolvenza. Più è alto il rating (rating positivo) più l'impresa uando riceve i soldi dalla banca sostiene un costo (tasso globale) inferriore a parità di importo e durata di finanziamento. 

Come si calcola il rating di un’azienda?

L’indicatore di solvibilità in questione viene calcolato direttamente dagli istituti di credito, e in questo caso si parla di rating bancario. Il calcolo  di questo importante indicatore segue una procedura molto complessa che varia anche tra diversi istituti di credito. L’operazione si basa su analizzate dati e informazioni statistici di tipo quantitativo e qualitativo, prendendo come riferimento parametri economico-finanziari, gestionali e organizzativi dell'impresa cliente:

  1. si tratta di una procedura che prevede sia l’analisi delle caratteristiche economico-finanziarie dell’azienda (aspetti quantitativi)
  2. si tratta dell’analisi del suo settore di appartenenza, della sua capacità di management  e della credibilità della sua attività (aspetti qualitativi).

A livello di analisi quantitativa, i primi documenti che si analizzano sono i bilanci. Nella maggior parte dei casi vengono presi in considerazione gli ultimi 3 anni di esercizio, ma molte banche dispongono al loro interno di molte più annualità con cui poter effettuare un’analisi storica. In questo senso viene avviata un'analisi dei dati di bilancio attraverso complessi indici di valutazione al fine di visualizzare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa.

In particolar modo vengono analizzati i seguenti parametri:

  • la liquidità: capacità dell’azienda a realizzare condizioni di equilibrio finanziario a breve e medio termine
  • la solidità: misura gli assetti aziendali, la consistenza di beni ed attività ed il rapporto di indebitamento rispetto ai mezzi propri
  • grado di indebitamento: è un indice che esprimela misura in cui essa ricorre al capitale di terzi per finanziarsi
  • la redditività: capacità dell’impresa di creare valore e conseguire profitto, remunerando in modo adeguato i capitali investiti nell’impresa
  • la Produttività: valutata sulla base di alcuni indici (ricavi pro-capite, rendimento dipendenti, valore aggiunto procapite, reddito operativo procapite) e confrontata con gli stessi indici di altre aziende del settore
  • l’area dello sviluppo che analizza le variazione di alcune voci di bilancio (fatturato, la produzione, i costi del personale, il reddito operativo ed il risultato finale di esercizio). E’ fondamentale per comprendere il trend di crescita o di recessione dell’azienda presa in assoluto e il settore di appartenenza.
  • Negatività (informazioni camerali): ovvero la verifica degli atti pregiudizievoli, procedure concorsuali e il controllo insolvenze, quindi tutti  dati ufficiali concernenti segnalazioni di elementi pregiudizievoli, protesti, procedure concorsuali in corso, etc. E’ importante indagare che l’azienda e/o i componenti del Consiglio di Amministrazione e/o i soci non risultino positivi alle negatività. Tali negatività devono essere assolutamente considerate in un sistema di rating aziendale e vanno ad incidere in modo pregiudizievole sulla valutazione finale.

A livello di analisi qualitativa invece s’intendono tutti quegli aspetti che riguardano l’organizzazione, il comportamento e il settore di riferimento. Attraverso interviste all’azienda si indagano:

  • Andamento ed evoluzione dell’impresa
  • Organigramma aziendale
  • Redazione di un approfondito Business Plan curato da consulenti con comprovata esperienza (ing Andrea Mingolla di Finanziamenti.Puglia.it è un esperto certificato nella redazione dei business plan)
  • Presenza di eventuali controlli di gestione
  • Mercato di riferimento ed evoluzione del settore
  • Notizie stampa
  • Analisi del settore e di mercato

Analizzati i dati ed informazioni di tipo quali-quantitativo, le "macchine" (computer/software) della banca processano, attraverso specifici e diversi algoritmi, il rating aziendale assegnando il giudizio e quindi il rischio di insolvenza.

Successivamente c'è la parte "umana" della banca (analisti esperti) ai quali è affisata un'approfondita analisi di quanto emerso dal rating, confrontando i risultati con le aziende considerate maggiormente affidabili nel settore di riferimento al fine di giungere alla valutazione di affidabilità generale di quell'impresa cliente.

Come migliorare il rating aziendale?

Molto spesso, però, ad analisi terminata dalla banca, si riscontra un rating della propria impresa non dei migliori! E la banca cosa fa? Due sono le condizioni che si possono verificare:

  • la tua impresa non è finanziabile
  • la tua impresa ha una alto rischio di insolvenza e quindi viene finanziata ma con un costo del denaro così elevato da farti rinunciare al suo ottenimenro (tasso di interesse globale elevato)! 

Una soluzione a queste due condizioni quale è?

AGIRE per MIGLIORARE il punteggio di Rating.

Per ottenere i maggiori risultati e quasi certo che l'azione di miglioramento del rating aziendale si ottiene se l'impresa avvia una procedura di pianificazione e controllo della gestione in maniera preventiva e non quando ci si trova già nel problema di INSOLVENZA!!!

Non tutte le aziende possono permettersi una figura come un CONTROLLER, ma con qualche sforzo anche le piccole medie-imprese possono migliorare il proprio rating ponendo la giusta attenzione a questi punti che vi elenco in breve:

  • Organizzare al meglio l’utilizzo dei fidi in essere, evitando di eccedere nella movimentazione;
  • Evitare gli “scoperto di conto”
  • Rimborsare regolarmente le rate dei finanziamenti
  • Evitare gli insoluti dai clienti;
  • Assicurarsi che vi sia un valido controllo di gestione;
  • Assicurarsi che esista un solido business plan;
  • Mantenere l’equilibrio tra risorse finanziarie proprie e di terzi.

Come possiamo calcolare il rating della tua azienda?

Chiunque può richiedere informazioni commerciali o un rating della propria azienda, quindi puoi certamente richiedere il rating della tua impresa. Conoscere i dettagli che concorrono ad assegnare il giudizio sulla tua azienda ti permette di fare scelte consapevoli e, come abbiamo visto sopra, di adottare qualche accorgimento per migliorare il punteggio.

Finanziamenti.Puglia.it tutti questi anni di esperienza ha gestito diversi progetti di miglioramento del rating aziendale portando le imprese che ne hanno fatto richiesta a migliorare l'accesso in banca.

Ecco una lista dei possibili benefici che potresti trarre dal conoscere lo stato di salute aziendale:

  • ottenere un nuovo finanziamento a condizioni migliori di mercato
  • ti verranno richieste meno garanzie e meno equity, per ottenere il finanziamento
  • possiamo rinegoziare durata ed interessi del finanziamento 
  • certifica il miglioramento (se per esempio una impresa si è rinovata dopo un periodo di difficoltà)
  • migliorare il rapporto di "fiducia" tra impresa cliente e banca
  • dimostrare attraverso il rating la solidità dell’impresa
  • aumentare la fiducia di altri finanziatori necessari ad investire nello sviluppo dell'impresa

Con queste poche informazioni ma di notevole importanza spero aver trasferito quanto importante e vitale sia diventato il Rating Aziendale e quali sono le procedure complesse da avviare per migliorare la vita economico/finanziaria della propria impresa.


Se sei interessato a questo SERVIZIO  a valore aggiunto per la TUA IMPRESA, contattaci e ti faremo un analisi gratuita dello stato si salute della tua impresa e successivamente potrai chiedere, se interessato, un preventivo di consulenza.


 

 

 

 

imprese di successo business di valore

Se sei su questo sito è perchè hai deciso di aprire la TUA ATTIVITA' IMPRENDITORIAL ma non sai bene come portarla al massimo del suo valore!

Ti sia ben chiaro, non basta solo il coraggio per decire di avviare un'impresa ma oggi è necessario (non puoi fare a meno come il cibo) sedersi e valutare quanto realmente può creare valore la nuova attività!

Appunto, l'argomento non è avviare un'impresa qualunque, ma avviare quella che crea Business di VALORE! Per questo bisogna attraversare il percorso che dai sogni ci porta alla realtà imprenditoriale. 

Ma quali sono i principali punti di forza del Modello di Business di Valore?

Conoscere il settore nel quale si deve avviare l'iniziativa non è semplice come può sembrare. Perchè anche le imprese con molta esperienza negli anni sono arrivati al fallimento? Perchè non hanno digerito bene il cambiamento globale in corso!

Effettuare approfondite analisi del mercato, analizzare i fabbisogni ed i comportamenti di acquisto dei diversi segmenti di mercato individuati, preparare un budget economico frutto di preventivi approfonditi e scelte dei fornitori attenta, redazione di un piano finanziario dove si devono stimare le entrate (poco certe) e le uscite (pi certe) e studiare un bilanciamento per la creazione di liquidità aziendale che oggi equivale all'ossigeno per gli umani!

ALLA FINE, UNA COSA E' CERTA! NON ESISTE IMPRESA SUL MERCATO CHE NON SIA PARTITA DA UN'IDEA DI BUSINESS.

startup crescita

Possiamo GARANTIRVI che sono pochi gli IMPRENDITORI che hanno deciso di investire il loro tempo e denaro in un serio ed approfondito BUSINESS di VALORE. 

Attenzione, alla fine quello che ti serve non è un'idea di business qualunque, ma un'idea business di valore in grado di attirare l'interesse di banche o altri tipi di finanziatori.

 

>>>>> Qui arriva il difficile! <<<<<

La CGIA di Mestre ha pubblicato un'elaborazione per l'anno 2017 più di 1 IMPRESA su 2 CHIUDE l'attività nei primi 5 anni di vita. In caduta libera l’artigianato: nell’ultimo anno lo stock di imprese è diminuito di 18.400 unità e di ben 134.500 dall’inizio della crisi. Su google come su altri motori di ricerca potete trovare diverse fonti che dimostrano quali sono le principlai cause del fallimento di una start-up. Tra le cause sicuramente troverete le competenze inadeguate con l'iniziativa promossa, mancanza di strategie reali coerenti col mercato, difficoltà di accesso al creditocosti di gestione elevati e non pianificati prima, mancanza di un calcolo del cash-flow per la sostenibilità finanziario, etc...

Attenzione, quindi, al Business che intendete intraprendere, perchè le variabili di successo sono tante e raccordarle e modularle in maniera contemporanea ed opportuna non è stato mai così semplice.

Serve l'aiuto di una squadra, preparata e affidabile.


 A QUESTO PUNTO COSA ASPETTI CHE POSSIAMO DIRTI ALTRO?

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voucher digitalizzazione pmiDomanda: mi potete dire se è stata pubblicato l'elenco delle imprese ammesse al voucher digitalizzazione con gli importi assegnati? Si parlava del 16% di agevolazione ma dopo ho saputo che sono stati assegnati ulteriori fondi

Risposta: salve sig. Domenico. In effetti è come scrive lei nella domanda. Con decreto del 14 marzo 2018 il MInistrro dello Sviluppo Economico ha deciso di incrementare il fondo assegnato al voucher digitalizzazione con ulteriori 242 miloni di euro. In data 01 giugno 2018 sono stati pubblicati gli elenchi delle imprese con gli importi ammessi alle agevolazioni. Non le nascondo che siamo soddisfatti anche noi di Finanziamenti.Puglia.it poichè avevamo perso le speranze insieme ai nostri clienti che non ne valeva la pena procedere con gli investimenti. Invece eccoci qui a dire il contrario di tutto!

Le nostre imprese clienti hanno ottenuto il 50% del contributo e se lei gradisce controllare quale importo è stato assegnato alla sua impresa il link da cui attingere formalment ele informazioni è il seguente: (ELENCO IMPRESE AMMESSE AL VOUCHER DIGITALIZZAZIONE E RELATIVO IMPORTO CONCESSO)

A questo punto cosa succede? Le imprese devono dimostrare di aver realizzato l'investimento entro 6 mesi dalla data di pubblicazione del decreto di assegnazione del voucher.


 

Siglato il patto per la digitalizzazione delle imprese cooperative tra Unioncamere e l'Alleanza delle Cooperative Italiane. L'obiettivo  del patto è quello di agevolare il duro percorso di trasformazione 4.0 del mondo cooperativo attraverso la rete dei Punti Impresa Digitale (PID) e i progetti di sistema COOP 4.0.

In brevissimo cosa prevedere il patto? Ecco in sintesi gli obiettivi:

  • rinforzare la sinergia dell’azione dei Punti impresa digitale (PID) e quella dell’Alleanza delle Cooperative Italiane;
  • inserire nei servizi offerti dai PID specifici contenuti dedicati al mondo cooperativo realizzati in collaborazione con l'Alleanza delle Cooperative;
  • supportare la veicolazione dei servizi rivolti alle Cooperative realizzati dall’Alleanza delle Cooperative Italiane nell’ambito dei suoi progetti di sistema “COOP 4.0" attraverso la rete dei PID; 
  • facilitare la diffusione e l’interscambio delle esperienze e buone prassi condotte a livello territoriale.

Se sei una cooperativa contattaci. Ti spiegheremo come funziona e cosa fare per competere prima delle altre cooperative.

accesso al credito bancario

(articolo redatto da ing. Mingolla Andrea e dr. Martellotta Domenico)

Come ormai molti sappiamo, la crisi iniziata nel 2008 ha avuto un forte impatto sul sistema finanziario ed economico italiano modificando in modo permanente il rapporto tra banche e imprese. Le banche dopo la crisi hanno modificato i loro modelli di selezione delle imprese da finanziare aumentando i "filtri di valutazione del merito creditizio". Le imprese di piccole dimensioni (specialmente quelle sotto i 2 miloni di fatturato), anche se meritevoli di credito, hanno incontrato difficoltà a collocarsi tra quelle affidabili. Il motivo di queste difficoltà che si sono tramutate in CREDIT CRUNCH (non accesso al credito) è legato a due motivazioni: 1) NON CAPACITA' di SAPERSI OGGI PRESENTARE alla banca e 2)quali informazioni QUALITATIVE e QUANTITATIVE devono fornire le imprese sull'attività quando chiedono di accedere al credito?

In finanziamenti.puglia.it abbiamo creato un servizio, rientrante nel pacchetto FINANZIAMENTIPUGLIA 4.0, grazie al quale alcune imprese, attente ai nostri consigli ed analisi, sono riuscite ad accedere al credito bancario.

Ma cosa prevede questo servizio? 

Consiste in un analisi prima e nella creazione di un report dopo finalizzato alla creazione delle condizioni ideali per portare la TUA impresa al facile accesso al credito bancario. 

In breve cosa faremo per TE se richiedi il servizio?

In breve, cosa facciamo per le imprese che si affidano alla nostra consulenza?

  1. Spieghiamo quali sono le informazioni importanti che ogni banca legge con attenzione nel bilancio delle imprese;
  2. Forniamo gli strumenti per presentarsi in modo appropriato al mercato finanziario;
  3. Seguiamo le imprese nel rapporto con la banca in modo da rendere trasparente ed efficace il suo rapporto con essa;
  4. Dimostriamo come si può migliorare il rating dell’impresa;
  5. Spieghiamo come gestire e comunicare il grado di esposizione al rischio di credito commerciale;
  6. Per i progetti di sviluppo individuiamo finanziatori non bancari a cui potersi rivolgere col nostro supporto.

Se credi che il nostro servizio e soprattutto la nostra competenza possa aiutarti a creare le MIGLIORI CONDIZIONI per ACCEDERE AL CREDITO BANCARIO, CONTATTACI.

Avrai il supporto di un ingegnere gestionale esperto in finanza agevolata e gestione d'impresa, un ex-dirigente bancario con esperienza trentennale nella valutazione del merito di credito delle imprese, un dottore commercialista esperto in programmazione finanziaria.

Oltre il 90% del tessuto imprenditoriale pugliese è costituito da micro imprese (meno di 2 milioni di fatturato, meno di 10 dipendenti).
Per la maggior parte di questa categoria imprenditoriale, intraprendere progetti di innovazione diviene quasi impossibile per diversi motivi: necessità di sostenere costi elevati in ricerca e sviluppo che potrebbero portare, in alcuni casi, a risultati poco concreti per l'impresa e giungere allo stop del progetto, mancanza di personale altamente qualificato in azienda deputato al processo di innovazione dell'impresa, assenza percorsi di digitalizzazione della micro impresa, mancanza di aggregazione tra gli imprenditori per il conseguimento di obiettivi comuni, e tanto altro!!!

Hai mai sentito parlare del Piano Industria 4.0? Continua a leggere...

Industria 4.0 è un pacchetto contenente numerosi strumenti che hanno lo scopo di rilanciare la competitività delle micro imprese, in questo caso pugliesi, sostenendole nei loro programmi di investimento e di innovazione. L'ambizione maggiore di questo pacchetto è riuscire a proporre e divulgare una nuova cultura d’impresa focalizzata sulle competenze indispensabile a massimizzare i benefici delle nuove tecnologie.

Finanziamenti.Puglia.it, sempre attenta a fornire strumenti per lo sviluppo dei propri clienti, ha progettato e portato sul mercato da pochi mesi, un servizio collaudato tra alcune imprese pugliesi denominato FINANZIAMENTIPUGLIA 4.0.

Ma cosa offre questo importante ed efficace servizio?

Attraverso questo servizio, ad alto valore aggiunto, cosa viene offerto alle imprese:

  1. analisi innovazione: analisi dello stato attuale del livello d'innovazione aziendale;
  2. mappatura innovazione: fotografia dell'attuale stato della maturità dell'innovazione all'interno dell'azienda cliente. Punti di forza/debolezza e minacce/opportunità. Individuazione delle aree prioritarie di intervento;
  3. innovation budget: cosa vuole fare da grande l'impresa? Programmazione  comune obiettivo di accompagnare e supportare le imprese nella trasformazione digitale;
  4. reti di imprese: condivisione di obiettivi comuni con altri imprenditori dello stesso o diverso settore per aumentare la dimensione di impresa e rendersi innovativi e competitivi sui mercati internazionali;
  5. condivisione conoscenze: accompagnamento dell'impresa cliente verso le strutture di trasformazione digitale (centri di trasferimento tecnologico e i Competence Center) istituiti a livello nazionale e presenti anche in Puglia;
  6. formazione speciastica: ricerca corsi di alta formazione per il trasferimento delle conoscenze nel percorso di digitalizzazione e innovazione dell'impresa. La ricerca mira a selezionare quei corsi che siano a "costo zero" per il cliente;
  7. finanza agevolata/ordinaria: ricerca e proposta dei diversi strumenti di finanza agevolata e finanza ordinaria a supporto degli investimenti in ricerca ed innovazione;
  8. progettualità: stimolo e supporto alle imprese nella realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Quali sono stati i risultati conseguiti attraverso questo servizio?

Attraverso l'analisi dei processi aziendali abbiamo individuato filoni di ricerca "occulti" e successivamente, con un programma di ricerca e innovazione assistita da un piccolo centro di ricerca, abbiamo implementato un modello che ha permesso al cliente di gestire i processi aziendali e i relativi costi ad essi associati finalizzandoli alle tematiche di ricerca, sviluppo ed innovazione sotto il cappello del pacchetto INDUSTRIA 4.0. Per alcune di queste imprese abbiamo promosso la costituzione di una start-up innovativa deputata alla gestione dei costi di ricerca ed innovazione concentrando su quest'ultima tutti i benefici fiscali e finanziari messi a disposizione dallo stato e dalla Regione Puglia. Un'impresa, di tutte quelle sottoposte a questo servizio, oggi è in fase di presentazione del progetto di espansione internazionale su una piattaforma di equity-crowdfounding per una capitalizzazione di 200.000 euro.


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