Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


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ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

Per qualsiasi chiarimento scrivi una mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

credito di imposta ricerca e sviluppoLa legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018) ha modificato in maniera significativa le modalità di calcolo per quanto riguarda il credito di imposta Ricerca &Sviluppo, con validità a partire dall’anno 2019. Tra le novità di interesse per consulenti ed imprese ci sono le spese ammissibili, alcune delle quali hanno subito delle importanti modifiche nella loro ammissibilità e nella percentuale di agevolazione. Di seguito un breve elenco, suddiviso per agevolazione concessa, che riesce a spiegare meglio queste modifiche.

Le spese ammissibili, con un contributo del 50%, dal 2019 sono riconducibili alle seguenti voci:

  • personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d'imposta;
  • contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative e con imprese rientranti nella definizione di PMI innovative, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d'imposta, a condizione, in entrambi i casi, che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell'impresa committente.

Le spese ammissibili, ma con un contributo ridotto del 25% (dimezzato rispetto alla precedente normativa) sono riconducibili invece alle seguenti voci:

  • personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo contributo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, con un costo unitario non inferiore a 2 mila euro al netto dell'imposta sul valore aggiunto;
  • contratti stipulati con imprese standard che non rientrano nella classificazione di PMI innovative e di start-up innovative, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d'imposta, a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell'impresa committente;
  • competenze tecniche e privative industriali (brevetti) relative a un'invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne. 

La nuova spesa ammissibile, introdotta a partire dal 2019, con un contributo del 25%, è la seguente:

  • materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. L’impresa può decidere di non sfruttare questa nuova spesa ammissibile nel caso in cui l'inclusione del costo di tali beni tra le spese ammissibili comporti una riduzione dell'eccedenza agevolabile.

Hai deciso di intraprendere un progetto di ricerca & sviluppo? Vuoi verificare se le attività che dovrai intraprendere nel progetto sono quelle che con "certezza" rientrano nella misura Credito di Imposta R&S? 

Chiedi la nostra consulenza specialistica e ti accompagneremo in tutte le fasi che partono dalla proposta e selezione del progetto di ricerca, supporato da professori universitari, coerente con le vostre esigenze imprenditoriali e di penetrazione del mercato con prodotti o servizi innovativi fino alla rendicontazione del progetto di ricerca e sviluppo che porterà la vostra impresa a beneficiare del 50% di agevolazioni fiscali su tutte le spese dimostrabili e sosgenute sul progetto.


 

Anche quest'anno, siamo alla sesta edizione, UniCredit Start Lab sarà l'evento organizzato in diverse novità ed azioni con l'obiettivo di far crescere nuove realtà imprenditoriali (start-up e  PMI innovative) ad alto contenuto tecnologico/innovativo attraverso l'assegnazione di premi in denaro, attività di mentoring, training manageriale, servizi bancari ad hoc e la ricerca di controparti commerciali e strategiche grazie a business meeting con società del network UniCredit e soggetti istituzionali.

Le categorie all'interno delle quali le idee imprenditoriali potranno concorrere per aggiudicarsi l'accesso al programma saranno le seguenti 4:

  • Life Science: categoria all'interno della quale si individueranno i progetti più importanti in tema di biotecnologie e farmaceutica, medical device, digital health care e tecnologie assistive.
  • Digital: rientreranno in questa classe le aziende e idee imprenditoriali relative a sistemi cloud, hardware, app mobile, internet of things, servizi e piattaforme B2B e fintech;
  • Innovative Made in Italy: categoria in cui si ricercheranno aziende ad alto potenziale in settori chiave dell'imprenditoria italiana come l'agrifood, la moda, il design, le nanotecnologie, la robotica, la meccanica e il turismo;
  • Clean Tech: sarà l'ambito d'azione dei business plan inerenti soluzioni per l'efficienza energetica, le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile e il trattamento dei rifiuti;

Maggiori approfondimenti li troverai disponibili sul sito: https://www.unicreditstartlab.eu


 

 

 

 

L'innovazione, la ricerca, lo sviluppo sperimentale sono i temi dello sviluppo economico imprenditoriale di cui si dovrà parlare nei prossimi anni. (fondo nazionale innovazione). Le medie, ma anche le grandi imprese italiane,  nel prossimo futuro saranno obbligate ad investire sempre più i attività di ricerca e sviluppo se intendono tirarsi fuori dalla crisi che attanaglia il paese Italia. I giovani imprenditori che hanno deciso di competere nei mercati internazionali vinceranno questa sfida solo se innovano portando sul mercato nuovi prodotti e servizi, prima che lo faccia un altro.

Tante volte le imprese dotate di progetti relamente innovativi si trovano a fare i conti con le micro dimensione del portafogli finanziario per il quale non riescono a sostenere le spese necessarie a sperimentare. Di consuenza, se l'offerta di innovazione è presente in Italia allora, l'unico strumento mancante, è di tipo finanziario e cioè la copertura delle spese per attività di ricerca e sviluppo.  

A questo scopo il ministero dello sviluppo economico, attraverso il suo ministro, ha voluto avviare e promuovere le condizioni affinchè si costituisse il nuovo strumento denominato FONDO NAZIONALE INNOVAZIONE.

Il Fondo ha una dotazione finanziaria di partenza, prevista nella Legge di Bilancio 2019, di circa 1 miliardo di euro e verrà gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, attraverso una cabina di regia che ha l’obiettivo di riunire e moltiplicare risorse pubbliche e private dedicate al tema strategico dell’innovazione.

La centralità dell’innovazione tecnologica e dell’adeguato supporto a tutta la filiera delle imprese innovative è essenziale per garantire al Paese la possibilità di crescere, competere, generare nuove opportunità di lavoro qualificato, creare e distribuire nuova ricchezza in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Senza questi elementi nessun Paese può crescere in modo stabile, sostenibile e duraturo, specie, in un settore come quello dell’innovazione, oggi dominato da operatori stranieri, usualmente extraeuropei, largamente supportati da mercati ed investitori, da grandi soggetti pubblici e privati.

Lo strumento operativo di intervento del Fondo Nazionale è il Venture Capital, ovvero investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di startup, scaleup e PMI innovative. Per difendere l’interesse nazionale contrastando la costante cessione e dispersione di talenti, proprietà intellettuale e altri asset strategici che nella migliore delle ipotesi vengono “svendute” all’estero con una perdita secca per il sistema Paese.

Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto (SGR) multifondo che opera esclusivamente attraverso metodologie di cd Venture Capital. Si tratta dello strumento finanziario elettivo per investimenti diretti o indiretti allo scopo di acquisire minoranze qualificate del capitale di startup, scaleup e PMI innovative. Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale. La selettività, flessibilità e rapidità degli investimenti sono gli elementi che consentono al VC la natura di strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione. Oltre che il modo migliore per allineare gli interessi di investitori e imprenditori verso il comune obiettivo della crescita economica.

fabbrica intelligente, agrifood

IN data 14 febbraio è stato firmato il decret dal ministro dello sviluppo economico allo scopo di aumentare di 150 milioni di euro le risorse finanziarie disponibili per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei settori applicativi “Agrifood”, “Fabbrica intelligente” e “Scienze della vita”.

Il fondo in questione nato per finanziate queste tipologia di investimenti è il Fondo per la crescita sostenibile.

Lo scopo di aumentare i fondi è dovuto al successo molto rilevante e le risorse, pari a circa 400 milioni complessivi, sono state rapidamente esaurite, nello stesso giorno di apertura dello sportello, lo scorso 27 novembre.

Le risorse ora messe a disposizione sono destinate, in particolare, alle procedure negoziali e cioè a quelle richieste comprese tra 5 e 40 milioni di euro, da realizzare sull’intero territorio nell’ambito di Accordi per l’innovazione sottoscritti dal MiSE con le Regioni e altre Pubbliche Amministrazioni interessate.

Le agevolazioni sono concedibili nella forma del contributo alla spesa e del finanziamento agevolato, in misura coerente con i limiti fissati dal regolamento (UE) n. 651/2014. Per favorire la massima copertura delle proposte progettuali, le agevolazioni possono coprire fino al 50% delle spese per ricerca industriale e fino al 25% delle spese per sviluppo sperimentale, mentre il finanziamento agevolato è destinato alle sole PMI.


 

Quasi 44 milioni di euro per il rilancio delle aree di crisi industriale nelle province di Brindisi e Lecce. 

Invitalia, l'agenzia per l'attrazzione degli investimenti e lo sviluppo del territorio, interviene con gli incentivi della Legge 181/89 nel Sud della Puglia.

Adesso sarebbe strategico che politica, imprenditoria, associazioni di categoria, professionisti e territorio convergessero verso l'unico obiettivo utile: essere partecipi attivi del proprio futuro!

L’obiettivo di questi fondi è quello di favorire gli investimenti e creare nuova occupazione attraverso progetti di ampliamento, ristrutturazione e delocalizzazione.

Le iniziative imprenditoriali debbono prevedere programmi di investimento con spese ammissibili di importo non inferiore a euro 1.500.000.

Le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile con:

  • contributo a fondo perduto in conto impianti
  • contributo a fondo perduto alla spesa
  • finanziamento agevolato
  • Elenco delle attività economiche prioritarie (codici ATECO 2007)
    10.3 – Lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi;
    10.4 – Produzione di oli e grassi vegetali e animali;
    11 – Industria delle bevande;
    13 – Industrie tessili;
    14.1 – Confezione di articoli di abbigliamento (escluso abbigliamento in pelliccia), ad eccezione della classe 14.11 (confezione di abbigliamento in pelle);
    14.3 – Fabbricazione di articoli di maglieria;
    55.10 - Alberghi e strutture simili;
    55.20.1 – Villaggi turistici;
    55.20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed breakfast, residence;
    82.92.10 - Imballaggio e confezionamento di generi alimentari.

    Per chiarimenti e consulenza contattate ing. Andrea Mingolla al 340/9701477

    Il via scatterà alle ore 12.00 del 29 marzo 2019, quando le imprese interessate potranno inviare online le domande per chiedere le agevolazioni. Il termine ultimo è fissato per il 28 maggio. I 43,8 milioni disponibili sono così distribuiti:

    • 18,6 milioni per la provincia di Lecce
    • 14,9 per la provincia di Brindisi
    • 10,3 per il comune di Brindisi

    I fondi sono stati assegnati dal Ministero dello Sviluppo Economico con la pubblicazione di tre Avvisi pubblici, uno per ogni area. 

    Le imprese possono contare su tre tipologie di incentivi: contributo in conto impianti (a fondo perduto), contributo diretto alla spesa e finanziamento agevolato.

    Dopo la scadenza del 28 maggio, Invitalia inizierà la verifica dei progetti che porterà - sulla base dei criteri indicati negli Avvisi pubblici – alla creazione di una graduatoria dei progetti ritenuti più meritevoli di finanziamento.

    Per consulenza specialistica siamo a disposizione solo su appuntamento al numero di telefono 340/9701477


     

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