Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


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ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

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Abbiamo predisposto questa breve presentazione per comunicarvi che il Consiglio dei Ministri del 2 maggio 2022 ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti.

 
Con il provvedimento si è inteso contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, potenziando strumenti a disposizione e creandone di nuovi, con particolare riguardo ai seguenti ambiti:
  • energia, con misure per ridurne il costo, semplificare ulteriormente i procedimenti autorizzatori per la realizzazione di nuovi impianti e potenziare la produzione energetica nazionale;
  • imprese, con misure per assicurare liquidità alle imprese colpite dalla crisi ucraina, fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, assicurare produttività e attrazione degli investimenti;
  • lavoro, politiche sociali e servizi ai cittadini, con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione, nonché per il personale, il trasporto pubblico locale, le locazioni, i servizi digitali;
  • Credito d’imposta per gli autotrasportatori riconosciuto nella misura del 28% delle spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l’acquisto del gasolio da parte degli autotrasportatori utilizzato in veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore per far fronte all’eccezionale incremento del costo del carburante.

  • previa autorizzazione della Commissione europea, il decreto stabilisce che SACE S.p.A. può concedere, sino al 31 dicembre 2022, garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito per finanziamenti sotto qualsiasi forma concessi alle imprese che debbano fronteggiare esigenze di liquidità riconducibili alle conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi ucraina, ivi compresa la necessità di aprire credito a supporto delle importazioni di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari;
  • previa autorizzazione della Commissione europea, la garanzia del Fondo centrale di garanzia, nella misura massima del 90%, potrà essere concessa in relazione a finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici;
  • specifico riferimento alle PMI agricole e della pesca e dell’acquacoltura: previa autorizzazione della Commissione europea, potrà essere concessa la garanzia diretta dell’ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare pari al 100% dell’importo del finanziamento a beneficio delle PMI che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime;
  • Fondo per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina: sono stati stanziati 200 milioni di euro per il 2022 per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese che abbiano perduto fatturato a causa dalla contrazione della domanda a seguito della crisi ucraina, abbiano registrato l’interruzione di contratti e progetti esistenti, siano state coinvolte nella crisi delle catene di approvvigionamento. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico saranno definite le modalità attuative della misura.

Rafforzamento dei crediti d’imposta

Sono stati previsti diversi crediti di imposta di cui noi abbiamo deciso di comunicare quelli più afferenti le nostre imprese clienti ed i settori nei quali abbiamo acquisito maggiore competenza professionale di consulenza:
  • per investimenti in beni immateriali 4.0: l’aliquota del credito d’imposta previsto dalla legge n. 178/2020 è aumentata, sino 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni, dal 20 al 50%;

  • per formazione 4.0: le aliquote del credito d’imposta previsto dalla legge n. 160/2019 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese);
  • Al fine di promuovere l'interdisciplinarità dei corsi di studio e la formazione di profili professionali innovativi e altamente specializzati che possano soddisfare i fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e dalle filiere produttive nazionali, le università possono promuovere “Patti territoriali per l’alta formazione per le imprese” con soggetti pubblici e privati e ricevere un contributo statale a titolo di co-finanziamento, in particolare al fine di colmare i divari territoriali. I Patti devono recare la puntuale indicazione di progetti volti, tra l’altro, a potenziare l’offerta formativa nelle materie STEM - Science, Technology, Engineering and Mathematics, integrate con altre discipline umanistiche e sociali.

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Industria (o impresa) 4.0, «quarta rivoluzione industriale», internet of things

Le definizioni sono entrate nel linguaggio comune, attirando investimenti milionari e piani governativi con la regia dell’Unione europea. Spesso, però, è rimasto sullo sfondo un dettaglio: cosa significa, industria 4.0, calco italiano di industry 4.0? E come si applica alla realtà produttiva, giustificando pacchetti fiscali e strategie congiunte per spingere sulla «digitalizzazione» della manifattura? 

Con “industria 4.0” si intende un modello di produzione e gestione aziendale. Secondo una definizione che ne dà il Mise, gli elementi che caratterizzano il fenomeno sono «connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time».

In altre parole: utilizzo di macchinari connessi al web, analisi delle informazioni ricavate della rete e possibilità di una gestione più flessibile del ciclo produttivo. Le tecnologie abilitanti, citate sempre dal Mise, spaziano dalle stampanti 3D ai robot programmati per determinate funzioni, passando per la gestione di dati in cloud e l’analisi dei dati per rilevare debolezze e punti di forza della produzione.

Il termine industrie 4.0 (scritto così, in tedesco) sarebbe stato utilizzato per la prima volta all’Hannover Messe, una fiera sulle tecnologie industriali, per poi essere sdoganato negli anni successivi da gruppi di lavoro del governo federale. Oggi la Germania è, non a caso, considerata uno dei paesi di avanguardia in un processo che vede coinvolti grossi gruppi industriali, poli universitari e startup tecnologiche agevolate a livello fiscale.

L'industria 4.0 include un mix tecnologico di robotica, sensoristica, connessione e programmazione e rappresenta una nuova rivoluzione rispetto al modo di fabbricare prodotti o erogare servizi ed organizzare i processi di lavoro. 

La domanda da porre a questo punto è: come avviene questo passaggio/percorso di paradigma dalla manifattura tradizionale a quella digitale?

Grazie a nuovi modelli di produzione sempre più interconnessi ed automatizzati, intelligenti e comunicanti tra loro, una tracciabilità e rintracciabilità dei processi tali da portare ad una gestione delle informazioni collettiva, condivisa e collaborativa a livello di filiera. 

Da dove nasce tutto in Italia?

Il 21 settembre 2016 è stato pubblicato dal Ministro per lo Sviluppo economico il "Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020". Si tratta di un piano organico che prevede una serie di provvedimenti, incentivi, investimenti utili a favorire l'innovazione e la digitalizzazione in tutte le fasi dei processi produttivi dell’industria italiana, in base a tre principali linee guida:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica;
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali;
  • agire su fattori abilitanti.

Esso è costruito su incentivi indirizzati su quattro direttrici strategiche:

  1. Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione;
  2. Competenze e Ricerca: creare e diffondere competenze e cultura, stimolare e finanziare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc;
  3. Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete (Piano Banda Ultra Larga), garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali;
  4. Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Le agevolazioni previste dall'Industria 4.0

In particolare si articola in due sezioni per le quali sono state adottate diverse misure di finanza agevolata:

  • INNOVAZIONE
  • COMPETITIVITÀ

Per la sezione INNOVAZIONE le misure predisposte dallo Stato  in vigore al 2022 sono:

  • credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione e design
  • patent box sui beni immateriali,
  • agevolazioni per investimenti in startup e Pmi innovative.
  • credito di imposta formazione 4.0

Per la sezione COMPETITIVITA' le misure predisposte dallo Stato in vigora al 2022 sono: 

  • fondo di garanzia
  • Nuova Sabatini
  • credito di imposta beni strumentali 4.0 materiali ed immateriali
  • credito di imposta beni strumentali non 4.0 (ex superammortamento)
  • Ace (aiuto per la patrimonializzazione),
  • Ires al 24% e introduzione dell’Iri, detassazione del salario di produttività.

 

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Dal 3 maggio al 24 maggio i commercianti potranno presentare domanda per richiedere contributi a fondo perduto a sostegno di quelle attività che sono state maggiormente colpite durante l’emergenza Covid.

E’ quanto stabilisce il Ministero dello sviluppo economico che rende operativo il Fondo dedicato al rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio, con il quale vengono messi a disposizione 200 milioni di euro per l'anno 2022.

I beneficiari della misura, presente nel decreto sostegni ter, devono aver conseguito ricavi non superiori a 2 milioni di euro nel 2019 e aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. 

Possono accedere al contributo le imprese che svolgono in via prevalente un’attività di commercio al dettaglio, identificate dai codici della classificazione delle attività economiche ATECO 2007 previsti  (pdf), che presentano un ammontare di ricavi, riferito al 2019, non superiore a 2 milioni di euro e che hanno subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019.

Le medesime imprese, inoltre, devono possedere i seguenti requisiti alla data di presentazione dell’istanza:

  • avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato e risultare regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel Registro delle imprese;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall'articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, fatte salve le eccezioni previste dalla disciplina europea di riferimento in materia di aiuti Stato;
  • non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Agevolazione

L’agevolazione è riconosciuta sotto forma di contributo a fondo perduto. Nello specifico, le risorse finanziarie destinate all’intervento agevolativo sono ripartite tra i soggetti aventi diritto, riconoscendo un importo determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l’ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d’imposta 2019, come segue:

  • 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a euro 400.000,00;
  • 50%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a euro 400.000,00 e fino a euro 1.000.000,00;
  • 40%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a euro 1.000.000,00 e fino a euro 2.000.000,00.

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 3 maggio 2022 e sino alle ore 12:00 del 24 maggio 2022, esclusivamente tramite la procedura informatica, raggiungibile all’indirizzo che sarà comunicato su questa sezione con congruo anticipo prima dell’apertura dello sportello.

PER  RICHIEDERE LA NOSTRA CONSULENZA CONTATTACI ALL'INDIRIZZO MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

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Le domande di contributo si possono presentare fino al 2 maggio solo sul sito di Invitalia. Possono farne richiesta le società di gestione degli impianti di selezione e di riciclo di rifiuti in alluminio, aventi codice CER 150104 che hanno registrato una riduzione dei ricavi nel 2021 e 2022.

 

Il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto del 31 dicembre 2021, hanno disposto la nascita di un Fondo a sostegno delle società di gestione degli impianti di rifiuti che nel 2020 hanno continuato a operare nonostante le difficoltà causate dall’emergenza da Covid-19 e dal calo della domanda di materiale riciclato. Il Fondo, con una dotazione di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, si rivolge alle società di gestione degli impianti di selezione e di riciclaggio di rifiuti in alluminio, aventi codice CER 150104, che abbiamo registrato una riduzione dei ricavi. Queste potranno presentare domanda di contributo fino al 20% della riduzione dell’ammontare dei ricavi del 2020 rispetto ai ricavi relativi al 2019, fino ad un massimo di 200 mila euro.

Di seguito vi forniamo qualche informazioni in più. Per chi è interessato inviateci una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1) Quali soggetti possono presentare domanda di accesso al contributo? Possono presentare domanda di accesso al contributo straordinario le società di gestione degli impianti di selezione e di riciclo di rifiuti in alluminio aventi codice CER 150104 e che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso anche dei requisiti individuati all’articolo 3 del decreto n. 554 del 31 dicembre 2021.

2) Qual è forma dell’agevolazione concedibile e l’ammontare della dotazione finanziaria? L’agevolazione di cui al decreto n. 554 del 31 dicembre 2021 è concessa nella forma del contributo in conto esercizio, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e ai sensi di quanto previsto dalla sezione 3.1 del quadro temporaneo.

3) Qual è l’ammontare massimo dell’agevolazione concedibile? È prevista la concessione di un contributo fino al 20% (venti per cento) della riduzione dell’ammontare dei ricavi registrata dal soggetto richiedente nell’esercizio 2020 rispetto al valore dei ricavi relativo all’esercizio 2019. Il contributo non può comunque risultare superiore ad euro 200.000,00.

4) Il contributo è cumulabile con altri interventi agevolativi? Il contributo è cumulabile con altri aiuti ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.1. del quadro temporaneo di cui alla Comunicazione della Commissione C(2020) 1863 final del 19 marzo 2020 e successive modificazioni e integrazioni.


 

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Prende il via il Fondo Imprese Femminili del Ministero dello sviluppo economico che incentiva le donne ad avviare e rafforzare nuove attività imprenditoriali per realizzare progetti innovativi e sviluppare imprese femminili già operative.

A partire da maggio potranno essere presentate le domande per richiedere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, secondo il calendario delle date di apertura degli sportelli:

  • per l’avvio di nuove imprese femminili o costituite da meno di 12 mesi la compilazione delle domande è possibile dalle ore 10 del 5 maggio 2022 mentre la presentazione a partire dalle ore 10 del 19 maggio 2022;
  • per lo sviluppo di imprese femminili costituite oltre 12 mesi la compilazione delle domande è possibile dalle ore 10 del 24 maggio 2022 mentre la presentazione a partire dalle ore 10 del 7 giugno 2022.

Il Fondo dispone di 160 milioni di euro di fondi PNRR che hanno integrato i 40 milioni di euro già stanziati in legge di bilancio 2021 ed è articolato su incentivi dedicati a imprese femminili (intese come imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome) con sede legale e/o operativa situata sul territorio nazionale. L’avvio di nuove attività imprenditoriali sarà inoltre supportato con azioni dirette ad affiancare le donne nel percorso di formazione ma anche attraverso servizi di assistenza tecnico-gestionale della misura.

Le agevolazioni saranno concesse a fronte di programmi di investimento nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, commercio e turismo, nonché nella fornitura dei servizi.

Per maggiori dettagli inviare mail ad: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

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Il Fondo a sostegno dell'impresa femminile - FONDO  IMPRESE FEMMINILI - è stato istituito dall’articolo 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 al fine di promuovere e sostenere l'avvio e il rafforzamento dell'imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell'imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e di massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

La misura è rivolta, quindi, esclusivamente alle imprese femminili e lavoratrici autonome. Di seguito, per favorire e rendere chiaro cosa si intende per impresa femminile e lavoratrice autonoma, forniamo in dettaglio le definizioni:

Per impresa femminile si intende l’impresa a prevalente partecipazione femminile, intesa come impresa che, in funzione della tipologia imprenditoriale, presenta le seguenti caratteristiche:

  1. la società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale;
  2. la società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
  3. l’impresa individuale la cui titolare è una donna;
  4. la lavoratrice autonoma.

Per lavoratrice autonoma si intende la lavoratrice la cui attività è ricompresa nell’ambito dell’art. 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81, ivi inclusa la libera professionista iscritta agli ordini professionali e l’esercente una delle professioni non organizzate in ordini o collegi di cui all’art. 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Per saperne di più sulle novità contenute nella nuova misura clicca qui: http://www.finanziamenti.puglia.it/finanziamenti/bandi-nazionali-attivi/fondo-imprese-femminili-incentivi-per-avviare-nuove-imprese-o-sviluppare-imprese-esistenti


 

 

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Cos'è la finanza agevolata?

Con finanza agevolata si indica tutta una serie di strumenti finanziari che il legislatore prevede per supportare la spesa privata incentivando, così, la nascita, lo sviluppo, l’innovazione, la ricerca e la competitività sul mercato delle imprese. Questi fondi possono essere erogati da diversi enti:

  • Europa tramite finanziamenti diretti (ossia gestiti dall’Unione stessa) ed indiretti (la cui gestione è affidata agli enti territoriali);
  • Nazione attraverso la promulgazione di leggi, decreti e s.m.i.;
  • Regione con le leggi regionali;
  • Enti locali (es. camere di commercio).

Esistono diverse tipologie di investimenti ammissibili alle agevolazioni, questi variano in base agli obbiettivi della misura cui si intende accedere (es. se si effettuasse un investimento che non rientra nella logica della tecnologia 4.0  a non si potrebbe accedere al credito d’imposta previsto da “Impresa 4.0”). Per aiutarti a capire meglio ora spiegheremo in dettaglio le tipologie di bandi con cui si potrebbe avere a che fare, il modo in cui il pubblico sostiene l’investimento e le principali opportunità del momento per avviare la tua attività o sostenere un nuovo investimento nella tua impresa.


Tipologia di bando

 

Ne esistono principalmente 3 tipi diversi ognuno prevede un budget limitato, quello che cambia è la modalità con cui vengono valutate le richieste pervenute e le tempistiche di erogazione dei fondi:

  • A sportello (es. guarda capitolo “Opportunità di investimento”): prevede che le istanze siano valutate in ordine cronologico e che i fondi siano erogati seguendo la cronologia della presentazione delle domande ammissibili;
  • Click day (es. Bando ISI-INAIL): è simile alla procedura a sportello ma prevede una piccola finestra temporale per la presentazione delle domande online ed un budget inferiore agli altri tipi di bando, il sostegno per gli interventi ammessi viene erogato senza seguire l’ordine cronologico di presentazione delle domande;
  • A graduatoria (es. molti dei bandi rivolti all’agricoltura come quelli del PSR o per lo sviluppo delle filiere): questo tipo di bando non prevede la valutazione in termini di ordine cronologico di presentazione della domanda ma attribuisce un punteggio all’iniziativa di investimento presentata che tiene conto della rispondenza di tale attività agli obbiettivi del bando.

Tipologia delle agevolazioni erogabili

Ogni sostegno prevede un’aliquota (ossia una percentuale) che moltiplicata per le spese ammissibili (elencate di volta in volta nei relativi bandi) permetterà di calcolare la spesa agevolata.

Le agevolazioni si articolano in diverse tipologie di contributo: a fondo perduto, in conto interessi, finanziamento a tasso agevolato, credito d’imposta.

  1. Contributo a fondo perduto: questo tipo di sostegno potrebbe essere visto come un vero e proprio investimento da parte del soggetto pubblico nell’attività d’impresa agevolata: si struttura come un contributo in conto capitale erogato con bonifico bancario. Le somme di cui sopra non sono soggette a restituzione né alla maturazione di interessi, da qui la definizione di “fondo perduto”.
  2. Contributo in conto interessi: è una sovvenzione pensata per abbattere il tasso d’interesse applicato sul prestito dal soggetto finanziatore (banca).
  3. Finanziamento agevolato: sono prestiti concessi da un ente pubblico (es. Invitalia), da un istituto bancario o da entrambi (co-finanziamento) con tassi e condizioni migliori rispetto allo standard di mercato.
  4. Credito d’imposta: è un beneficio fiscale ossia un credito che può essere riscosso non pagando imposte dovute allo Stato fino a concorrenza.
  5. Opportunità d’investimento: al momento esistono diverse vie per avviare una nuova attività d’impresa o investire in una già avviata, ti riportiamo a seguire alcuni esempi.

Resto al Sud (Bando Nazionale a sportello)

È rivolto a imprenditori e aspiranti tali tra i 18 ed i 55 anni residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia, nelle isole minori marine del Centro-Nord, nonché in quelle lagunari e lacustri. Questo incentivo presenta la concreta possibilità, per chi ha maturato esperienze nell’ambito professionale, di creare e sviluppare una propria attività d’impresa con un’agevolazione che copre il 100% delle spese con un finanziamento che può arrivare fino a 200.000€ per società composte da 4 soci. L’agevolazione si articola con un fondo perduto al 50% ed un finanziamento a tasso agevolato per il restante 50%.

SE VUOI SAPERNE DI PIU' SU RESTO AL SUD CLICCA QUI:

http://www.finanziamenti.puglia.it/finanziamenti/bandi-nazionali-attivi/misura-a-favore-dei-giovani-imprenditori-nel-mezzogiorno-resto-al-sud


NIDI (Bando della Regione Puglia a sportello)

 

Acronimo per “Nuove Iniziative D’Impresa”, nidi è il fondo creato dalla regione Puglia per sostenere l’autoimpiego di persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro tramite la nuova costituzione o l’investimento in imprese attive da più di 6 mesi a patto che ricadano in una delle casistiche citate nel bando. L’agevolazione consiste in un’aliquota variabile in funzione delle spese ammissibili:

  • Per la costituzione di nuove imprese: 100% fino a 50.000€, 90% tra 50.000 e 100.000€, 80% tra 100.000 e 150.000€, cui si aggiungono 10.000€ per il sostegno delle spese di gestione per inizio attività;
  • Per le aziende attive da più di 6 mesi: 80% per investimenti tra 100.000 e 250.000€ e 20.000€ per le spese di gestione per inizio attività.

SE VUOI SAPERE DI PIU' SU N.I.D.I. REGIONE PUGLIA CLICCA QUI: 

http://www.finanziamenti.puglia.it/finanziamenti/bandi-regione-puglia/startup-n-i-d-i


 

Fondo Imprese Femminili (Bando Nazionale a sportello)

Nato con l’obbiettivo di promuovere la nascita o il consolidamento di imprese femminili (ossia a prevalente partecipazione femminile), il fondo le attività dei settori:

  • industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli
  • fornitura di servizi;
  • commercio e turismo.

Il sostegno si articola in maniera diversa in funzione del tipo di iniziativa, delle caratteristiche del richiedente e dell’entità delle spese ammissibili:

  • Per nuove iniziative d’impresa è previsto il solo sostegno a fondo perduto con un’aliquota variabile dal 50 al 90% ed un contributo pubblico massimo di 125.000€ per spese ammissibili di 250.000€;
  • Per il consolidamento di imprese esistenti l’aliquota di sostegno è fissata all’80% e si articola al 50% come contributo a fondo perduto e per la restante parte come finanziamento a tasso agevolato; il tetto delle spese ammissibili è fissato a 400.000€.

SE VUOI SAPERE DI PIU' SULLA MISURA FONDO IMPRESE FEMMINILI CLICCA QUI: 

http://www.finanziamenti.puglia.it/finanziamenti/bandi-nazionali-attivi/fondo-imprese-femminili-incentivi-per-avviare-nuove-imprese-o-sviluppare-imprese-esistenti


Come possiamo aiutare la tua impresa? 

Da oltre 10 anni operante sul territorio Pugliese e Campano, il Brand FinanziamentiPuglia è un punto di riferimento in tema di finanza agevolata, finanza d'impresa, formazione manageriale, ricerca & sviluppo, Piano Nazionale Industria 4.0  e reti d'impresa. Lo staff di FinanziamentiPuglia è composto da diversi studi professionali, ognuno gestito da un team di esperti professionisti con al seguito un curriculum di eccellenza per i risultati finora conseguiti. La nostra consulenza avrà l’obbiettivo di valutare il tuo progetto di investimento ed indirizzarti verso lo strumento più rispondente alle tue esigenze: ci conosceremo, analizzeremo le tue esigenze e le criticità del tuo progetto imprenditoriale. Realizzeremo il tuo business plan dettagliato. A questo punto ti accompagneremo passo dopo passo curando per te i rapporti tra banca e impresa. Una volta messi tutti i tasselli al loro posto saremo pronti per presentare la domanda di sostegno.

[articolo a cura del dr. agronomo Pizzileo Gabriele]



 

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