Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


  Manifesta le tue esigenze e sarai contattato dalla nostra Area Sviluppo


 

ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

Per qualsiasi chiarimento scrivi una mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

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Le Startup Innovative sono società di capitali che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente "lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico".

Dal 20 Luglio 2016 per costituire una startup innovativa in forma di società a responsabilità limitata i contraenti possono redigere un atto pubblico e firmarlo digitalmente in conformità al modello standard tipizzato.

La Camera di Commercio supporta gli imprenditori nella stesura di Atto e Statuto, verificando la correttezza di quanto dichiarato e assolvendo ai successivi adempimenti obbligatori per loro conto, secondo quanto stabilito dall’art. 25 del CAD.

 

Per completare la procedura assicurati di avere: 

  1. la PEC riferibile unicamente alla tua nuova impresa (se non sei in possesso della PEC, ecco l' elenco dei pubblici gestori)
  2. la FIRMA DIGITALE di tutti i sottoscrittori (se non sei in possesso di tutte le Firme Digitali, consulta l’ elenco dei certificatori attivi oppure richiedi la CNS in Camera)

Attraverso il sito di infocamere è possibile avviare in tempo reale la compilazione del modello costituzione startup in forma di S.R.L. in maniera molto semplice ed esaustiva. Dopo aver compilato Atto e Statuto, ti verranno richieste ulteriori informazioni obbligatorie: in particolare i riferimenti per contattarti.

PERCHE’ VERRAI CONTATTATO?
Dopo aver inviato i dati verrai contattato dalla Camera di Commercio per:

  • sistemare eventuali imperfezioni su quanto inviato
  • procedere con la firma dei documenti in Camera di Commercio; se hai dei soci, al momento della firma dovrete essere tutti presenti affinchè la Camera possa attestare la vostra capacità di agire

COSA FARAI IN CAMERA?

  • potrai ottenere la Firma digitale/CNS per la tua impresa, che ti sarà utile per avere sempre a disposizione i tuoi documenti ufficiali aggiornati (Visura, Atto, Statuto)
  • firmerai digitalmente:
    • l’atto e lo statuto della tua nuova impresa
    • la dichiarazione dei requisiti di startup
    • eventuali altri allegati, in base alle caratteristiche della tua startup 
    • l’eventuale incarico al funzionario camerale che si occuperà per tuo conto dell’invio della pratica
    • il questionario per le verifiche antiriciclaggio
  • pagherai l'imposta per la registrazione degli atti all’Agenzia delle Entrate (200,00 euro) con la possibilità di usare lo strumento di pagamento che preferisci; il versamento sarà effettuato per tuo conto dalla Camera di Commercio.

RICORDATI DI PORTARE CON TE
Documento di identità in originale, Codice Fiscale, dispositivo di Firma Digitale ed eventuali altri documenti che ti verranno indicati dalla tua Camera di Commercio.
PER TUO CONTO LA CAMERA

  • registrerà fiscalmente gli atti all’Agenzia delle Entrate
  • compilerà e invierà la pratica di Comunicazione Unica per richiedere l’attribuzione del codice fiscale e l’iscrizione al registro imprese

A FINE PROCEDURA RICEVERAI VIA PEC:

  • la ricevuta del protocollo che attesta la presa in carico della pratica da parte del Registro Imprese, riportante anche il nr. identificativo
  • la visura dell’impresa, che riporta anche la data diiscrizione alla sezione speciale (generalmente entro 24 ore dalla data di protocollo)

La settimana successiva all’iscrizione in sezione speciale, la tua nuova impresa sarà automaticamente presente nell’home-page di questo sito.
Se lo vorrai potrai farti conoscere in Italia e all’estero completando il tuo profilo con le informazioni riguardanti il tuo modello di business.

fonte: http://startup.infocamere.it/

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Dal 2018 è stato istituito un credito d’imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente. 

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati ed è concesso nei limiti massimi degli stanziamenti annualmente previsti e nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis”.

Il decreto Rilancio (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) ha previsto, per il solo anno 2020, che il credito d’imposta sia concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti effettuati, sempre nel rispetto dei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis”.

Pertanto, per gli investimenti effettuati nel 2020, è venuto meno il presupposto dell’incremento minimo dell’1% dell’investimento pubblicitario rispetto all'investimento dell’anno precedente, quale requisito per l’accesso all'agevolazione. Il beneficio è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Anche per il biennio 2021-2022 il bonus pubblicità sarà concesso nella misura unica del 50% del valore assoluto degli investimenti pubblicitari effettuati. Viene confermata e prorogata la disciplina speciale prevista dal decreto Cura Italia e dal decreto Rilancio. E’ quanto previsto dalla legge di Bilancio 2021 per sostenere il settore dell’editoria nell’attuale periodo di emergenza da Covid-19. L'agevolazione, prevista a favore di imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali, sarà concessa entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascuno anno. L'incentivo potrà essere richiesto all'Agenzia delle Entrate, una volta stabiliti i termini per la presentazione delle domande.


 

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L’incentivo Smart Money ha l’obiettivo di facilitare l’incontro tra startup innovative e la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati per rafforzare la presenza delle startup in Italia e supportare le potenzialità delle imprese innovative in difficoltà nell’affrontare l’emergenza epidemiologica da COV1D-19.

In poche parole, cosa finanzia?

Smart money prevede due forme di intervento a sostegno delle startup innovative:
  1. Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Per ottenere l’agevolazione, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo che: 
    • contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nei dettagli operativi in una fase successiva
    • puntino sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali all’interno dell’impresa, attraverso i soci e/o il team proposto, o con professionalità da reperire sul mercato
    • siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori. 
I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto. N.B.:  Per presentare domanda di agevolazione, bisogna essere in possesso di un pre-accordo o un contratto che evidenzi il coinvolgimento di un ente abilitato nello sviluppo del progetto presentato. 
servizi ammissibili possono riguardare: 
  • la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto
  • la gestione della proprietà intellettuale
  • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale
  • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie
  • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale
  • i lavori preparatori per campagne di crowfunding 
Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco.N.B. : Si può presentare domanda per le spese da sostenere dopo la domanda di agevolazione e nei 18 mesi successivi all’ammissione. L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 10.000 euro che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili.Il contributo è riconosciuto ai sensi del “de minimis” e nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento (UE) n. 1407/2013, ai sensi del quale l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di 200.000 euro in tre anni. 
  1. Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative
Smart money prevede una seconda forma di sostegno per le startup innovative che completeranno il piano di attività ammesso con la linea di intervento 1. Le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euronon raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi. E la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding. Per questa linea di intervento è previsto un contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30.000 euro.

A chi si rivolge?

Possono presentare domanda di agevolazione le startup innovative costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Devono avere sede in Italia, essere di piccole dimensioni e trovarsi in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 30 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.

Chi sono gli enti abilitati a fornire servizi?

Le startup innovative possono chiedere il finanziamento per l’acquisto dei servizi forniti dai seguenti enti:
  • incubatori certificati e acceleratori
  • innovation hub, i poli di innovazione che aiutano le imprese nella trasformazione digitale e ad accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo
  • organismi di ricerca.
Per l’attività di rafforzamento patrimoniale con operazioni di investimento nel capitale delle startup sono abilitati anche business angels e investitori qualificati.
 
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Il Ministero dello Sviluppo economico informa che sono circa 300 le domande presentate dalle micro, piccole e medie imprese nella prima settimana di apertura dello sportello per richiedere le agevolazioni in favore della Digital Transformation dei processi produttivi. Altre 169 domande risultano invece in fase di compilazione.

L'ammontare di risorse richieste finora è pari a circa 37 milioni di euro rispetto ai 100 milioni di euro complessivi messi a disposizione dal MiSE.

L'importo medio dei progetti presentati è di circa 250.000 euro. La maggior parte di essi, 134, riguarda le attività di investimenti, 114 sono invece dedicati all'innovazione di processo e 49 all'innovazione dell'organizzazione.

La disponibilità di finanziamenti consente alle micro, piccole e medie imprese interessate di poter, anche in forma aggregata, continuare a presentare nei prossimi giorni le domande per l'incentivo.

Cosa prevede questo incentivo? http://www.finanziamenti.puglia.it/finanziamenti/bandi-nazionali-attivi/digital-transformation-mise


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Cento milioni di euro vengono messi a disposizione dal bando Digital Transformation a favore delle PMI che intendono avviare una trasformazione digitale dei loro processi produttivi tramite l'implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel Piano Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

A chi si rivolge

Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che, alla data di presentazione della domanda, risultino;

  • iscritte come attive nel Registro delle imprese;
  • operano in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio;
  • hanno conseguito, nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100.000,00;
  • dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.

Le PMI in possesso dei predetti requisiti possono presentare, anche congiuntamente tra loro, purché in numero comunque non superiore a dieci imprese, progetti realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, compresi il consorzio e l’accordo di partenariato in cui figuri, come soggetto promotore capofila, un DIH-digital innovation hub o un EDI-ecosistema digitale per l’innovazione, di cui al Piano nazionale Impresa 4.0.

Attività economiche ammesse

Le PMI, ai fini dell’accesso alle agevolazioni, devono operare in via prevalente/primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, nonché, al fine di accrescerne la competitività e in via sperimentale per gli anni 2019-2020, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali, anche in un’ottica di maggiore accessibilità e in favore di soggetti disabili.
Sulla base dei settori ammessi, nell’allegato n. 1 del provvedimento attuativo dell’intervento sono identificate le attività economiche ammissibili.

Cosa finanzia

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di

  1. tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e/o;

  2. tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:

    1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori;

    2) al software;

    3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;

    4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange-EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things.

  3. A tal fine i progetti devono prevedere la realizzazione di:

    1. attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione, ovvero;

    2. investimenti.

I progetti di spesa devono, inoltre, essere realizzati nell'ambito di una unità produttiva dell’impresa proponente ubicata su tutto il territorio nazionale, prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 50.000,00 e non superiore a 500.000,00; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e prevedere una durata non superiore a 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dal soggetto beneficiario, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

I progetti agevolabili nell’ambito dell’intervento Digital Transformation possono essere cofinanziati nell’ambito del PON Imprese e Competitività 2014-2020.

Le agevolazioni

Le risorse finanziarie per la concessione delle agevolazioni ammontano a euro 100.000.000,00.
Per entrambe le tipologie di progetto ammissibili a beneficio le agevolazioni sono concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50 percento, articolata come segue:

  1. 10% sotto forma di contributo;

  2. 40% come finanziamento agevolato.

Fermo restando l’intensità agevolativa e l’articolazione dei benefici sopra indicate, le agevolazioni per i progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione sono concesse alle condizioni ed entro le intensità massime di aiuto previste dall’articolo 29 del regolamento UE 651/2014, mentre le agevolazioni per i progetti di investimento vengono concesse nei limiti e secondo i massimali stabiliti dal Regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 “de minimis”.

Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni.

Termini e modalità di presentazione delle istanze

Le domande di accesso alle agevolazioni, concesse mediante procedura valutativa a sportello di cui all’art. 5 d.lgs. n. 123/98, potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura informatica, a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020.

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Un'informazione sintetica ma di buon proposito.

Trattasi del Bonus Pubblicità, misura che viene prorogata per il biennio 2021-2022, introdotta per il 2020 dal decreto Rilancio. E quanto previsto dal disegno di legge di Bilancio 2021 a sostegno del settore editoriale colpito dalla crisi da Covid-19.

Il credito d’imposta sarà concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale, entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascuno anno. Dalla lettura della disposizione emerge che, nel 2021 e nel 2022, saranno esclusi dall’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione gli investimenti pubblicitari sulle emittenti radio-televisive.

Qualche notizia in più

Dal 2018 è stato istituito un credito d’imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali (articolo 57-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successive modificazioni).
Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente. Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati ed è concesso nei limiti massimi degli stanziamenti annualmente previsti e nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis”.

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, prevista dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato  
  • la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per dichiarare, ai sensi dell’articolo  47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018 e, per l’anno 2020, di cui all’articolo di cui all’articolo 57-bis, comma 1-ter, del D.L. n. 50 del 2017.

L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria (articolo 5, comma 3, del D.P.C.M. n.  90 del 2018), pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso.
Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

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Qual'è una delle principali attività strategiche che l'imprenditore di qualsiasi dimensione deve organizzare per conseguire risultati che possono "allettare" le banche? Organizzare un modello di pianificazione e controllo della gestione su misura.

Qualsiasi imprenditore o direzione aziendale nei prossimi anni è chiamata ad organizzare l'impresa in modo tale da potersi modellare ai continui cambiamenti del mercato e alla straordinaria eccezionale emergenza sanitaria abbatutasi anche sul tessuto economico mondiale. Ormai i modelli organizzativi anni 90 sono del tutto obsoleti e nel frattempo sono nate nuove sfide alle quali le imprese devono saper rispondere immediatamente. 

Da un'importante ricerca è stato realizzato e pubblicato un elenco delle sfide alle quali gli imprenditori sono chiamati nel prossimo futuro, che di seguito abbiamo voluto "copiare" e pubblicare:

  1. avere la capacità di creare dei modelli in grado di predire il futuro e allungare, quindi, la visione prospettica;
  2. reinventare il processo di formulazione della strategia che deve diventare un processo in divenire;
  3. debellare le patologie della gerarchia formale;
  4. gli strumenti di controllo è opportuno che vengano reinventati per incoraggiare il l’auto controllo e superare il controllo come insieme di vincoli dall’esterno;
  5. sviluppare misure di performance olistiche;
  6. destrutturare e disaggregare le organizzazioni, con soluzioni “snelle” e flessibili che facilitino la capacità e la rapidità di adattarsi e innovare;
  7. dare libero sfogo all’immaginazione e alla creatività delle persone;
  8. favorire la comunità di interessi;
  9. creare una democrazia dell’informazione.

Come si può cogliere da queste prime indicazioni le attività di pianificazione e controllo non possono né devono essere abbandonate, ma devono caratterizzarsi e svolgersi in modo spesso molto diverso rispetto al passato.

Il controllo di gestione deve essere a supporto della strategia

Questi cambiamenti valgono per tutte le attività che si svolgono in impresa da quelle di fabbricazione a quelle di vendita, ma l’aspetto critico oggi è la strategia. Non ci si può più permettere di commettere “errori” strategici in passato anche sopportabili. La strategia una volta formulata ed esplicitata deve essere poi attuata dalle persone che operano in azienda. Il «nuovo» controllo di gestione deve essere a supporto di queste attività e il controller deve uscire dagli angusti spazi della gestione operativa per aprirsi all’ambiente esterno e alla strategia.

Lo scenario planning permette di preparare un contingency plan

Oggi quello che è necessario fare è in primo luogo scenario planning. Se si fossero individuati i segnali deboli e si fosse prestata loro più attenzione, già a settembre/ottobre 2019 si sarebbe potuto elaborare un contingency plan per prepararsi a rispondere alla pandemia qualora questa si fosse propagata dalla Cina al resto del mondo. Preparare delle alternative di azione da praticare.

La strategy execution

La strategy execution (attuazione o esecuzione della strategia) è tanto semplice da immaginare quanto complessa da realizzare. Tuttavia, oggi si dispone degli strumenti e delle soluzioni organizzative che consentono una sua più efficace realizzazione. Dopo tanti anni di frustranti tentativi con la pianificazione strategica, oggi si può cambiare in modo costruttivo.

Balanced scorecard: come tradurre la strategia aziendale in azioni di gestione operativa

Un modo intelligente per cambiare modo di pianificare è quello smart e flessibile che è applicabile dal 1992, da quando si dispone della balanced scorecard.

Tre le grandi idee alla base di questo innovativo strumento di pianificazione e controllo sono:

a) realizzare un collegamento diretto e costante nel tempo tra strategia (missione e obiettivi strategici) e gestione operativa, facilitando un progressivo allineamento di quest’ultima alla prima;

b) non limitarsi ad osservare i soli risultati economico-finanziari, se si vuole esprimere una compiuta valutazione delle performance aziendali;

c) cercare di misurare anche quelle variabili che pur essendo di difficile ed oggettiva quantificazione in quanto intangibili hanno, in determinati business, una forte valenza strategica (un esempio emblematico la notorietà del brand), nella convinzione che le persone prestano attenzione solo a ciò che viene misurato (“you get what you measure”)

Queste tre idee per essere realizzate richiedono una precisa scelta di metodo: quali variabili considerare oltre a quelle economico-finanziarie e come organizzarle. Benché la logica situazionale renda difficile definire a priori quali variabili considerare nella specifica Bsc di un’azienda, si possono però tentare delle generalizzazioni.

Kaplan e Norton suggeriscono di considerare quattro macro-aggregati di variabili strategicamente rilevanti, quattro prospettive (perspective). Così la performance aziendale può essere strategicamente indirizzata e poi monitorata:

- ancora attraverso i tradizionali indicatori della prospettiva economico-finanziaria, ma valorizzati come indicatori preziosi al fine di guidare le strategie di crescita aziendali e per comunicare con i mercati finanziari (financial perspective);

- ricorrendo ad indicatori espressione delle relazioni che l’impresa riesce ad instaurare con i suoi clienti (customer perspective), dall’andamento dei quali dipende la capacità nel tempo di mantenere e/o sviluppare i ricavi di vendita;

- attraverso indicatori legati ai processi gestionali critici (process persective) dai quali dipende la capacità di soddisfare prima e fidelizzare poi i clienti e quindi spendendo in modo efficace, destinando prioritariamente risorse ad attività che creano valore per il cliente;

- introducendo un macro-aggregato di variabili, per catturare le performance in un’area nella quale si gioca il successo nel medio/lungo termine dell’impresa; è questa l’area nella quale si tratta di misurare la capacità di un’impresa di apprendere dall’esperienza e di tradurre questo patrimonio di conoscenze in preziosi stimoli per l’innovazione (learning & innovation perspective); ed è invece proprio questa una prospettiva spesso trascurata e per la quale bisogna “inventarsi” degli indicatori per misurare anche ciò che è difficile ma imprescindibile tentare di misurare.

Questo è l’impianto metodologico della Bsc proposto per realizzare un sogno: tradurre con sistematicità la strategia aziendale in azioni di gestione operativa.

Quest’approccio è eguagliato per snellezza e flessibilità solo dal «Playing to win» proposto da Roger Martin, lo studioso che ha evidenziato i limiti del tradizionale planning e dal Discovery driven planning suggerito da Rita McGrath (Columbia University).

Il process costing

Sempre a supporto di questo nuovo approccio al planning c’è il process costing, evoluzione costruttiva dell’Activity Based Costing. Gli elementi caratterizzanti di questo approccio sono tre:

1) sono i processi che si svolgono e come si svolgono per ottenere prodotti e servizi quelli che assorbono risorse e generano costi e non i centri di costo;

2) i prodotti non sono l’unico nè il più importante oggetto di calcolo dei costi, molto più rilevanti sono i clienti che generano spesso elevati costi da complessità;

3) i driver dei costi non sono più, come in passato, solo i volumi, ma il grado di complessità con il quale si svolgono i processi.

Con questi strumenti si può innovare un processo sempre più rispondente alle esigenze della gestione strategica di impresa.

La strategia aziendale va comunicata all’intera azienda

Così se si desidera ottenere un allineamento dell’intera azienda alla strategia aziendale, questa va prima di tutto esplicitata e successivamente comunicata, almeno nei suoi tratti generali. Poi si possono ulteriormente definire delle coordinate più o meno dettagliate e per queste si deve decidere se e come formalizzarle, quale strumento scegliere. Dopo di che il resto è comunque azione.

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