Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


  Manifesta le tue esigenze e sarai contattato dalla nostra Area Sviluppo


 

ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

Per qualsiasi chiarimento scrivi una mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

legge di bilancio 2019La Legge di Bilancio 2019 orami ha terminato il suo percorso verso l'approvazione promuovendo diverse novità a favore delle imprese. Di seguito potrete leggere un breve testo nel quale sono contenute le indicazioni sulle opportunità previste dalla legge. Il contesto d'interesse di Finanziamenti.Puglia.it è sempre focalizzato sulle imprese, professionisti e giovani pugliesi operativi o che diventeranno operativi nel territorio pugliese.

Il presente estratto, tratto dalla legge di bilancio 2019 mira a comunicare ai soggetti interessati, nonchè anche i nostri clienti, quali sono le novità in termini di strumenti per la crescita e lo sviluppo d'impresa.

  • rifinanziamento di 48 milioni di euro per il 2019, di 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020-2023 e di 48 milioni di euro per il 2024 della cosidetta NUOVA SABATINI, misura di sostegno volta alla concessione - alle micro, piccole e medie imprese - di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti in beni strumentali “Industria 4.0” 
  • Stanziati altri capitali (in tutto fino al 2021 saranno 155 milioni di euro) sulla misura del Contratto di Sviluppo
  • E’ istituito un FONDO DI SOSTEGNO AL VENTUR CAPITAL, con una dotazione di 30 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 e di 5 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025, per sostenere la sottoscrizione da parte dello Stato, tramite il MISE, di quote o azioni di fondi di Venture Capital. I fondi di Venture Capital sono organismi di investimento collettivo del risparmio chiusi e di società di investimento a capitale fisso che investono almeno l’85% del valore degli attivi in piccole e medie imprese non quotate
  • Si istituisce un Fondo finalizzato ad agevolare l’inserimento nelle PMI dei cd. MANAGER PER L'INNOVAZIONE (VOUCHER MANAGER). Trattasi di un contributo a fondo perduto, voucher di importo non superiore a € 40.000, e comunque non superiore al 50% dei costi sostenuti a decorrere dal periodo di imposta 2019 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020. I voucher sono concessi per l’acquisizione di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 e/o di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. I contributi sono altresì concessi alle imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete (disciplinato dall’art. 3 del D.L. 5/2009 - L. 33/2009), avente nel programma comune di rete lo sviluppo di processi innovativi in materia di: a) trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Impresa 4.0; b) organizzazione, pianificazione e gestione delle attività, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. I contributi sono erogati tramite voucher di importo non superiore a € 80.000, per l’acquisizione di consulenze specialistiche.
  • Si interviene sulla misura denominata RESTO AL SUD al fine di promuovere la costituzione di nuove imprese da parte di giovani imprenditori nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nella legge si amplia la platea dei potenziali soggetti destinatari della misura, elevando da 35 a 45 anni l’età massima degli stessi, e sopprimendo l’esclusione delle attività libero professionali dalle attività beneficiarie del finanziamento, quindi le attività professionali sono da oggi ammissibili a presentare domanda a valere su Resto al Sud; 
  • Proroga e rimodulazione dell'IPER-AMMORTAMENTO, che consente di maggiorare il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale. Essa viene riconosciuta anche per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019 ovvero fino al 31 dicembre 2020, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. L'agevolazione consiste nella maggiorazione del costo di acquisizione del 150%, permettendo in sostanza di ammortizzare un valore pari al 250% del costo di acquisto dei beni. La nuova misura prevede una modulazione dell'iperammortamento secondo gli importi degli investimenti effettuati: a) si applica nella misura del 150% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; b) si applica nella misura del 100% per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni; c) si applica nella misura del 50% per gli investimenti compresi tra 10 e 20 milioni; d) non si applica sulla parte di investimenti eccedenti il limite di 20 milioni; e) non si applica agli investimenti che fruiscono dell’iperammortamento 2018, ossia della maggiorazione al 150% disposta dalla legge di bilancio 2018. proroga la maggiorazione, nella misura del 40%, del costo di acquisizione dei beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0 (beni ricompresi nell’Allegato B alla citata legge n. 232 del 2016), in favore dei soggetti che usufruiscono dell’iperammortamento 2019 (di cui al comma 1), con riferimento gli investimenti effettuati nel medesimo periodo previsto dal comma 1, ovvero fino al 31 dicembre 2019 e, a certe condizioni, al 31 dicembre 2020.
  • Modifiche al CREDITO DI IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO: le modifiche prevedono l’abbassamento della quota agevolabile (salvo specifiche ipotesi) dal 50 al 25%, nonché del massimo importo annualmente concedibile a ciascuna impresa da 20 a 10 milioni. Resta ferma la misura del 50% solo con riferimento a specifiche spese, nel caso di attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa, e cioè: per le spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca e, nel caso di attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi, solo per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca nonché con startup e PMI innovative indipendenti. Vengono abbassati nella misura del 25% le spese agevolabili per il personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.Tra le spese agevolabili sono introdotte quelle sostenute per materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.
  • e' istituito dal Ministero dello sviluppo economico, un Fondo per favorire lo SVILUPPO DELL ETECNOLOGIE E DELLE APPLICAZIONI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE, BLOCKCHAIN E INTERNET OF THINGS, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi. La disposizione prevede che il nuovo Fondo sia destinato a finanziare: a) progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri, nelle aree strategiche per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, della Blockchain e dell’Internet of Things, funzionali alla competitività del Paese; b) sfide competitive per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnologici e applicativi; c) il supporto operativo ed amministrativo alla realizzazione di quanto previsto alle lettere a) e b), al fine di valorizzarne i risultati e favorire il loro trasferimento verso il sistema economico produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
  • Prolungato il termine dell'utilizz della misura CREDITO DI IMPOSTA PER LE SPESE DI FORMAZIONE DEL PERSONALE dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Industria 4.0. Si applica anche alle spese di formazione sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018. Il credito d’imposta, fermo restando il limite massimo annuale di 300.000 euro, è attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute dalle piccole imprese e del 40% di quelle sostenute dalle medie imprese. Alle grandi imprese il credito d’imposta è attribuito nel limite massimo annuale di 200.000 euro e nella misura del 30%.
  • INVESTIRE IN START-UP INNOVATIVE. Le buone notizie che riguardano chi decide di entrare nel capitale di start up innovative, introdotte dalla Manovra, sono due: 1) aumenta dal 30% al 40% la misura dell’agevolazione per la detrazione dall’imposta, che è riconosciuta ai soggetti Irpef, e per la deduzione dal reddito, che è riconosciuta ai soggetti Ires, che investono nel capitale sociale di una o più start up innovative; 2) per i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start-up innovative, che acquisiscono l’intero capitale sociale di start-up innovative l’agevolazione passa dal 30% al 50%. Per poter beneficiare di uno sconto sulle imposte dovute, resta l’obbligo per persone fisiche e imprese di mantenere l’investimento per un periodo minimo di 3 anni. I benefici fiscali si possono applicare ai casi che seguono: a) 

    conferimenti in denaroiscritti alla voce capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start up innovative o delle società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative. È equiparata ad un conferimento in denaro, e costituisce pertanto investimento agevolato, la compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti di capitale, ad eccezione di quelli originati da cessioni di beni o prestazioni di servizi diverse da quelle previste dall’art. 27 del D.L. n. 179/2012 vale a dire le prestazioni dei dipendenti e dei collaboratori o di coloro che apportano servizi resi in favore della start up innovativa; b) conferimenti derivanti dalla conversione di obbligazioniconvertibili in azioni o quote di nuova emissione; c) investimenti in quotedegli OICR che investono prevalentemente in start up innovative.

Per l'applicazione di quete modifiche o integrazioni delle diverse leggi saranno fornite evidenze singolarmente quando i diversi ministeri o agenzie avranno disposto le operatività di legge.


 

Hai mai sentito parlare della misura Nuove imprese a tasso zero?

In poche parole trattasi di una misura gestita da Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia, e consiste in un incentivo rivolto a giovani in maggioranza di numero e quote sociali di età compresa tra i 18 e 35 anni e/o donne che vogliono diventare imprenditori attraverso la costituzione di SOCIETA' e non di altre forme giuridiche di impresa. 

Le imprese che richiedono questa agevolazione devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi, rispetto alla data di presentazione della domanda. Anche le persone fisiche, che ancora non hanno costituito l'impresa,  possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.

Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e, nel nostro specifico caso anche la Puglia è un territorio agevolato da questa misura. A livello di agevolazione trattasi di un puro e semplice finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili.

Facciamo un esempio: ammesso che presentate 100.000 euro di progetto di investimento ed Inviatalia, dopo aver valutato i diversi requisiti di ammissibilità vi comunica che 80.000 euro sono le spese ammesse ad incentivo. Su qeusta ultima somma Invitalia calcola l'ammontare del finanziamento a tasso zero che vi verrà concesso e quindi non fate l'errore di pensare che il 75% di 100.000 euro è il finanziamento a tasso zero. L'agevolazione reale conssite nel finanziamento a tasso zero di importo pari a 60.000 euro, equivalente al 75% delle spese ammesse ad agevolazione!

Attenzione quindi a come considerate la copertura del vostro programma di investimento nel futuro. Ritornando all'esempio, la domanda diventa: a quanto ammonta, quindi, la copertura della quota parte di programma di investimento non agevolato? La risposta è: 100.000 euro è il programma di spesa totale al neto di iva. Le spese ammesse ad agevolazione ammontano a 80.000 euro e su queste ultime si calcola il 75% di importo finanziato a tasso zero coperto da agevolazione: 60.000 euro. Alla fine la copertura con capitali propri o di terzi, ma non supportati da alcuna agevolazione ammontano a 40.000 + IVA.

 

La vera conseguenza di questo calcolo è che il soggetto proponente o i soggetti proponenti, non devono minimamente pensare che essendo disoccupati o che hanno un'idea innovativa, la copertura del programma di ivnestimenti sarà a totale carico dell'agenzia! Assolutamento no...

Le nuove imrpese dovranno dimostrare di essere dotate di coperture proprie o d terzi in grado di sostenere quelle spese del programma di investimento non coperte dal finanziamento a tasso zero.

Per saperne di più puoi cinsultare il riassunto del bando attraverso questo link e se interessati potete contattarci: NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO


 

 

Il Ministero dello Sviluppo economico rifinanzia il bando Marchi+3, il programma di agevolazioni che sostiene la registrazione di marchi dell'Unione europea ed internazionali da parte di micro, piccole e medie imprese.A sette mesi esatti dalla chiusura dello sportello per esaurimento delle risorse, decisa il 3 maggio scorso, il MISE annuncia il rifinanziamento del bando Marchi+3 e la riapertura dei termini per la presentazione delle domande.

Come funziona Marchi+3

Partito con una dotazione di oltre 3,8 milioni di euro, Marchi+3 prevede due misure agevolative:

  • Misura A: Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici
    - deposito domanda di registrazione presso EUIPO di un marchio e pagamento delle tasse di deposito.
  • Misura B: Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso OMPI(Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) attraverso l’acquisto di servizi specialistici.
    - deposito domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione Europea registrato presso EUIPO e pagamento delle tasse di deposito;
    - deposito domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e pagamento delle tasse di deposito;
    - deposito domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e pagamento delle tasse di deposito.

Il contributo è concesso fino all’80% delle spese ammissibili sostenute, con importi variabili in base alla Misura e a seconda del Paese di designazione, fino ad un massimo di 20mila euro per impresa.

Le agevolazioni possono essere richieste da micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, titolari del/i marchio/i oggetto dell'istanza, che abbiano già ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul Bollettino dell’EUIPO per la misura A e/o sul registro internazionale dell’OMPI (Romarin) per la Misura B e ottemperato al pagamento delle relative tasse di deposito.

Per qualsiasi info potete contattarci all'indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

macchinari innovativi sudFinalmente è giunta alla sua pubblicazione la misura denominata Macchinari Innovativi, una delle misure più attese da imprenditori e professionisti del settore Manifatturiero!

La misura è rivolta esclusivamente alle aziende del SUD che hanno deciso di investire nell'acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, software all'insegna della transizione del settore manifatturiero verso la fabbrica intellingente

La misura nelle sue intenzione per cui è nata dovrà sostenere gli investimenti innovativi che, in coerenza con il piano nazionale “Impresa 4.0” e la Strategia nazionale di specializzazione intelligente, consentono l’interconnessione tra componenti fisiche e digitali del processo produttivo, innalzando il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica.

I soggetti beneficiari sono le imprese micro, piccole e medie dimensioni che alla data di presentazione della domanda sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi. Ci sono altri requisiti in campo all'impresa proponente che finanziamenti.puglia.it valuterà per ogni cliente!

La verà novità, in tema di soggetti beneficiari dell'agevolazione, sono i PROFESSIONISTI, "quasi per la prima volta"sono equiparati all'impresa e quindi potranno presentare la domanda di agevolazione se dimostano di essere iscritti all'ordine di competenza oppure ad associazioni professionali riconoscite dal ministero sviluppo economico!

Quando si parla di manifattura si intendono tutti i soggetti che appartengono alla sezione C della classificazione attività economiche ATECO 2007, ad eccezione di alcune attività non ammissibili! I programmi di investimento ammissibili devono prevedere spese non inferiori a euro 500.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00 e, cosa importante, devono prevedere l’acquisizione dei sistemi e delle tecnologie riconducibili all’area tematica “Fabbrica intelligente” della Strategia nazionale di specializzazione intelligente. Per queste aree tematiche il ministero ha pubblicato uno specifico allegato.

A dimostrazione che il ministero ha puntato questo settore, definendolo strategico, le agevolazioni hanno una copertura del 75% massimo (che non è poco) di cui è stato previsto una percentuale di contributo a fondo perduto sommato ad un finanziamento agevolato (a tasso zero) rimborsabile in 7 anni...Il tempo e i fondi non sono di certo a nostro favore! Intendiamo dirvi che a livello di tempistica si potrà presentare domanda dal 29 gennaio 2019 mentre a livello di fondi sono stati stanziati circa 300 milioni di euro che potrebbe soddisfare (è una stima approssimativa) circa dai 700 agli 800 progetti di investimento. 

Che dire...Gli strumenti ci sono, le idee di investimento non mancano in testa ai migliori imprenditori...Partiamo! Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

Finalmente, con la legge di Bilancio 2017, questa misura è stata prorogata fino al 31/12/2018. Come noto, l’iper-ammortamento al 250% riguarda i beni strumentali materiali nuovi e interconnessi, ovvero che siano in primo luogo caratterizzati da un alto tasso di digitalizzazione. Grazie a questa agevolazione fiscale (iper-ammortamento) l'impresa beneficiaria può dedurre il costo del bene ammortizzabile maggiorato del 150% dell'importo del bene acquistato nuovo sia in leasing che con finanziamento. I beni acquistati, però per beneficiare di questa agevolazione, devono rientrare nall'allegato A e B come dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0.

Possono richiedere e beneficiare dell'agevolazione qualsiasi impresa indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui opera.

La misura si applica agli investimenti effettuati nel corso dell'anno 2018, con la possibilità di terminare l'investimento entro il 31/12/2019, ciò vuol dire che l'impresa fino al 31/12/2018 ha tempo per dimostrare di aver almeno firmato il contratto di acquisto del macchinario e bonificato il 20% di acconto calcolato sul totale dell'importo di acquisto, al fornitore. In questi termini sarà possibile portare in iper-ammortamento l'acquisto. Una volta dimostrato la'cquisto entro il 31/12/2018 allora l'impresa ha il beneficio temporale di termina l'investimento entro il 31/12/2019.

Per gli investimenti in iperammortamento superiori a 500.000 € per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B della legge di Bilancio 2017. Altrimenti, per somme inferiori è sufficiente la DSAN del titolare  aministratore della società che certifiche l'avvenuta interconnessione del bene.

Il beneficio entra in vigore per l'impresa nel momento in cui è riconosciuta l'entrata in funzione del bene. Requisitio fondamentale per rientrare nell'iper-ammortamento è quella che il bene acquistato sia funzionale alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0 (rientrano nell'allegato A della legge di Bilancio 2017) e beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0 (rientranti nell'allagato B della legge di Bilancio 2017). Questa misura è cumulabile con le altre misure previste nel pacchetto industria 4.0 come ad esempio, rcedito di imposta mezzogiorno, sabatini, fondo di garanzia, etc...

 

 

 

 

> Sei una società (srl o spa)?

> Hai un fatturato superiore a 2 milioni di euro e un numero di dipendenti superiore a 10?

> Hai programmato un piano di sviluppo industriale/commerciale, oppure hai da proporre operazioni di investimento straordinarie o di refinancing?


Allora I MINI-BOND possono essere di tuo interesse.

L'ing. Mingolla Andrea ci spiega cosa sono, chi può emetterli, sottoscriverli e come funzionano.


Cosa sono i MINI-BOND? 

Sono un innovativo strumento di finanziamento creato per le società non quotate in Borsa attraverso cui possono emettere titoli di credito (obbligazioni) in cambio di un prestito erogato da soggetti autorizzati (anche diversi dalle banche) che hanno deciso di supportare il tuo progetto. 

Come tutte le obbligazioni, anche i MINIBOND hanno un tasso d’interesse riconosciuto sotto forma di cedola semestrale o annuale, e una data di scadenza. 

In questo modo le società possono avere un altro strumento a disposizione per aprirsi al mercato dei capitali, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dal credito bancario

ATTENZIONE: ci tengo a rimarcare che questo strumento (minibond) non è accessibile alle imprese in crisi, ma consiste in un'opportunità di finanziamento sul mercato dei capitali per le aziende sane, con buone performance negli ultimi esercizi e con precisi programmi di crescita per i prossimi anni, che per motivi diversi decidono di fare a meno del credito bancario o, quantomeno, di integrarlo con strumenti di debito alternativi.


Chi può emetterli?

  1. Il Decreto Sviluppo 2012 e Decreto Destinazione Italia 2013 stabiliscono che gli emittenti devono essere società italiane non quotate (srl o spa), che abbiano fatto certificare da un revisione esterno l’ultimo bilancio approvato;
  2. Il fatturato deve superare i 2 milioni di euro ovvero l’organico deve essere composto da almeno 10 dipendenti;
  3. l'emissione deve essere promossa da uno sponsor.

Chi può sottoscriverli? 

La sottoscrizione di queste obbligazioni è generalmente riservata a investitori istituzionali professionali ed altri soggetti qualificati: banche, imprese di investimento, SGR, società di gestione armonizzate, SICAV, intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del T.U. bancario e le banche autorizzate all’esercizio dei servizi di investimento anche aventi sede legale in uno Stato extracomunitario, purché autorizzate alla prestazione di servizi nel territorio della Repubblica. TRA QUALCHE MESE POTRA' ESSERE SOTTOSCRITTO ANCHE DALLA REGIONE PUGLIA CHE PROPORRA', PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, UNO STRUMENTO PUBBLICO DI MINIBOND.


Chi lo ha già fatto? 

In Italia operano più di 10mila imprese con fatturato superiore ai 5 milioni e utili medi del 10 per cento e come tali sono pronte ad accedere a questo interessante mercato alternativo del credito. Al 31 dicembre 2016 l’Osservatorio sui minibond del Politecnico di Milano ha registrato 221 operazioni per un controvalore di 8,6 miliardi di euro. Rispetto al 2015, nel 2016 è aumentata la proporzione delle PMI, passando dal 48,3% al 73,9%. (fonte: borsaitaliana)


Il ruolo delle BANCHE e gli attori della filiera

Non è necessario appoggiarsi a una banca per emettere un minibond. SARA' POSSIBILE APPOGGIARSI DIRETTAMENTE ALLA REGIONE PUGLIA (INVESTITORE ISTITUIZIONALE).

L'ADVISOR è un consulente destinato ad affiancare l’impresa nella decisione strategica iniziale, nell’analisi del business plan, dell’information memorandum e nella definizione di tempi e modalità dell’emissione. I consulenti legali si occupano di verificare gli aspetti formali e di compliance rispetto ai contratti e ai regolamenti o prospetti del prestito.

L’arranger si occupa invece del collocamento dei titoli sul mercato, individuando i potenziali investitori e occupandosi del ‘fine tuning’ rispetto alla definizione dei rendimenti offerti.

La società di rating è un altro attore di riferimento nell’emissione di giudizi indipendenti sulla solvibilità dell’emittente.


Quali costi ci sono per aziende e risparmiatore?

I costi per le società emittenti sono volutamente molto bassi, non essendo previste commissioni. In generale il costo si aggira tra l’1% e il 2,5% per l’emissione complessiva e l’eventuale quotazione del minibond: il costo annuale indicativo va da 5 mila a 15 mila euro.

Con altri 20 mila euro è possibile farsi assegnare un rating dalle società specializzate: il rating, come abbiamo detto, non è obbligatorio ma il suo conferimento, specie se elevato, rende più appetibile l’emissione e consente alla società di indebitarsi a tassi più bassi.

Componenti di costo

  • TASSO di INTERESSE (trimestrale/semestrale/annuale). Dipende dai tassi di mercato, dal merito di credito e dall’eventuale rating dell’emittente, da eventuali garanzie richieste dall’investitore, dallo spread, dal premio per il rischio, dal premio per illiquidità e dalla natura del titolo.
  • COSTI LEGALI (una tantum): redazione del verbale relativo alla delibera di emissione, redazione del contratto di sottoscrizione dei minibond, validazione del term sheet, redazione del contratto di conferimento di banca agente relativi ai pagamenti sui minibond e in caso di ammissione su ExtraMOT assistenza per l’eventuale processo di ammissione e per la redazione del documento di ammissione.
  • Richiesta del codice ISIN
  • Business Plan (predisposto dall’emittente con l’aiuto di un Advisor)
  • Rating
  • Gestione del sito internet e in generale dell’informativa richiesta dall’investitore e/o dall’eventuale borsa di negoziazione
  • Report informativo periodico
  • Fee di collocamento
  • Corrispettivi per quotazione (€ 2.500 una tantum per l’ammissione e nessun corrispettivo durante la vita dello strumento).


Come funzionano? 

Le imprese, per avvalersi di questo mezzo di finanziamento, devono predisporre un piano economico e finanziario, sulla base del quale dovrà essere predisposto un prospetto informativo che dovrà essere messo a disposizione dei potenziali investitori e contenere informazioni in merito a:

  • la storia dell’azienda;
  • il posizionamento di mercato;
  • le caratteristiche del management della azienda;
  • l’andamento economico finanziario storico e prospettico con una analisi del progetto di investimento che si intende finanziare tramite la emissione dei Minibond;
  • il relativo piano di rimborsi con la remunerazione offerta agli investitori.

L’azienda dovrà poi trovare uno sponsor che la assista nella fase di emissione e collocamento.


SE HAI DECISO DI UTILIZZARE QUESTO NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO, E' UTILE ANTICIPARE I TEMPI! 

IN ATTESA CHE LA REGIONE PUGLIA PUBBLICHI IL BANDO SUI MINI-BOND, INVIACI UNA MAIL CON UNA BREVE DESCRIZIONE DEL TUO PROGETTO E SARAI CONTATTATO AL PIU' PRESTO.

Di Rating Aziendale se ne sente parlare molto spesso in Banca, tra Imprenditori, da parte di Consulenti ed altri soggetti per definire in breve lo stato di salute finanziaria di un'impresa. Ma sempre più, per via dell'importanza che riveste questo indice, ci si chiede cosa è il rating? In breve è definito come indice sintetico utilizzato da tutte le banche per misurare la capacità dell’impresa di far fronte ai propri debiti nei confronti di terzi nei tempi prestabiliti in fase contrattuale.

A cosa serve il rating aziendale?

Introdotto dagli accordi di Basilea II, il rating aziendale nasce col fine di generare un valore assegnato dall'istituto bancario all’imrpesa sul quale ci si basa prima di concedere un credito, valutando anticipatamente qual è il grado di rischio di non vedersi saldato il capitale prestato. 

rating aziendale finanziamenti puglia

La tabella accanto rappresenta graficamente i diversi punteggi di un rating, espresso su una scala di 5 classi di rischio.

Alla massima affidabilità corrisponde la tripla A (colore verde), al livello più basso corrisponde un indice di rischio troppo elevato per la banca. Ad ogni classe di merito creditizio corrisponde, a livello statistico, una probabilità di insolvenza. 

Ad esempio, guardando la tabella, abbiamo un'impresa che rientra nella classe 3 con RATING ASSEGNATO BBB: questo indice significa che su 100 aziende, con il medesimo rating, circa lo 0,18% hanno una probabilità di insolvenza nei successivi 12 mesi.

In poche e semplici parolese possiamo quindi dire che il rating aziendale altro non è che un punteggio assegnato all’impresa per definite il suo grado di probabilità di incorrere in insolvenza. Più è alto il rating (rating positivo) più l'impresa uando riceve i soldi dalla banca sostiene un costo (tasso globale) inferriore a parità di importo e durata di finanziamento. 

Come si calcola il rating di un’azienda?

L’indicatore di solvibilità in questione viene calcolato direttamente dagli istituti di credito, e in questo caso si parla di rating bancario. Il calcolo  di questo importante indicatore segue una procedura molto complessa che varia anche tra diversi istituti di credito. L’operazione si basa su analizzate dati e informazioni statistici di tipo quantitativo e qualitativo, prendendo come riferimento parametri economico-finanziari, gestionali e organizzativi dell'impresa cliente:

  1. si tratta di una procedura che prevede sia l’analisi delle caratteristiche economico-finanziarie dell’azienda (aspetti quantitativi)
  2. si tratta dell’analisi del suo settore di appartenenza, della sua capacità di management  e della credibilità della sua attività (aspetti qualitativi).

A livello di analisi quantitativa, i primi documenti che si analizzano sono i bilanci. Nella maggior parte dei casi vengono presi in considerazione gli ultimi 3 anni di esercizio, ma molte banche dispongono al loro interno di molte più annualità con cui poter effettuare un’analisi storica. In questo senso viene avviata un'analisi dei dati di bilancio attraverso complessi indici di valutazione al fine di visualizzare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa.

In particolar modo vengono analizzati i seguenti parametri:

  • la liquidità: capacità dell’azienda a realizzare condizioni di equilibrio finanziario a breve e medio termine
  • la solidità: misura gli assetti aziendali, la consistenza di beni ed attività ed il rapporto di indebitamento rispetto ai mezzi propri
  • grado di indebitamento: è un indice che esprimela misura in cui essa ricorre al capitale di terzi per finanziarsi
  • la redditività: capacità dell’impresa di creare valore e conseguire profitto, remunerando in modo adeguato i capitali investiti nell’impresa
  • la Produttività: valutata sulla base di alcuni indici (ricavi pro-capite, rendimento dipendenti, valore aggiunto procapite, reddito operativo procapite) e confrontata con gli stessi indici di altre aziende del settore
  • l’area dello sviluppo che analizza le variazione di alcune voci di bilancio (fatturato, la produzione, i costi del personale, il reddito operativo ed il risultato finale di esercizio). E’ fondamentale per comprendere il trend di crescita o di recessione dell’azienda presa in assoluto e il settore di appartenenza.
  • Negatività (informazioni camerali): ovvero la verifica degli atti pregiudizievoli, procedure concorsuali e il controllo insolvenze, quindi tutti  dati ufficiali concernenti segnalazioni di elementi pregiudizievoli, protesti, procedure concorsuali in corso, etc. E’ importante indagare che l’azienda e/o i componenti del Consiglio di Amministrazione e/o i soci non risultino positivi alle negatività. Tali negatività devono essere assolutamente considerate in un sistema di rating aziendale e vanno ad incidere in modo pregiudizievole sulla valutazione finale.

A livello di analisi qualitativa invece s’intendono tutti quegli aspetti che riguardano l’organizzazione, il comportamento e il settore di riferimento. Attraverso interviste all’azienda si indagano:

  • Andamento ed evoluzione dell’impresa
  • Organigramma aziendale
  • Redazione di un approfondito Business Plan curato da consulenti con comprovata esperienza (ing Andrea Mingolla di Finanziamenti.Puglia.it è un esperto certificato nella redazione dei business plan)
  • Presenza di eventuali controlli di gestione
  • Mercato di riferimento ed evoluzione del settore
  • Notizie stampa
  • Analisi del settore e di mercato

Analizzati i dati ed informazioni di tipo quali-quantitativo, le "macchine" (computer/software) della banca processano, attraverso specifici e diversi algoritmi, il rating aziendale assegnando il giudizio e quindi il rischio di insolvenza.

Successivamente c'è la parte "umana" della banca (analisti esperti) ai quali è affisata un'approfondita analisi di quanto emerso dal rating, confrontando i risultati con le aziende considerate maggiormente affidabili nel settore di riferimento al fine di giungere alla valutazione di affidabilità generale di quell'impresa cliente.

Come migliorare il rating aziendale?

Molto spesso, però, ad analisi terminata dalla banca, si riscontra un rating della propria impresa non dei migliori! E la banca cosa fa? Due sono le condizioni che si possono verificare:

  • la tua impresa non è finanziabile
  • la tua impresa ha una alto rischio di insolvenza e quindi viene finanziata ma con un costo del denaro così elevato da farti rinunciare al suo ottenimenro (tasso di interesse globale elevato)! 

Una soluzione a queste due condizioni quale è?

AGIRE per MIGLIORARE il punteggio di Rating.

Per ottenere i maggiori risultati e quasi certo che l'azione di miglioramento del rating aziendale si ottiene se l'impresa avvia una procedura di pianificazione e controllo della gestione in maniera preventiva e non quando ci si trova già nel problema di INSOLVENZA!!!

Non tutte le aziende possono permettersi una figura come un CONTROLLER, ma con qualche sforzo anche le piccole medie-imprese possono migliorare il proprio rating ponendo la giusta attenzione a questi punti che vi elenco in breve:

  • Organizzare al meglio l’utilizzo dei fidi in essere, evitando di eccedere nella movimentazione;
  • Evitare gli “scoperto di conto”
  • Rimborsare regolarmente le rate dei finanziamenti
  • Evitare gli insoluti dai clienti;
  • Assicurarsi che vi sia un valido controllo di gestione;
  • Assicurarsi che esista un solido business plan;
  • Mantenere l’equilibrio tra risorse finanziarie proprie e di terzi.

Come possiamo calcolare il rating della tua azienda?

Chiunque può richiedere informazioni commerciali o un rating della propria azienda, quindi puoi certamente richiedere il rating della tua impresa. Conoscere i dettagli che concorrono ad assegnare il giudizio sulla tua azienda ti permette di fare scelte consapevoli e, come abbiamo visto sopra, di adottare qualche accorgimento per migliorare il punteggio.

Finanziamenti.Puglia.it tutti questi anni di esperienza ha gestito diversi progetti di miglioramento del rating aziendale portando le imprese che ne hanno fatto richiesta a migliorare l'accesso in banca.

Ecco una lista dei possibili benefici che potresti trarre dal conoscere lo stato di salute aziendale:

  • ottenere un nuovo finanziamento a condizioni migliori di mercato
  • ti verranno richieste meno garanzie e meno equity, per ottenere il finanziamento
  • possiamo rinegoziare durata ed interessi del finanziamento 
  • certifica il miglioramento (se per esempio una impresa si è rinovata dopo un periodo di difficoltà)
  • migliorare il rapporto di "fiducia" tra impresa cliente e banca
  • dimostrare attraverso il rating la solidità dell’impresa
  • aumentare la fiducia di altri finanziatori necessari ad investire nello sviluppo dell'impresa

Con queste poche informazioni ma di notevole importanza spero aver trasferito quanto importante e vitale sia diventato il Rating Aziendale e quali sono le procedure complesse da avviare per migliorare la vita economico/finanziaria della propria impresa.


Se sei interessato a questo SERVIZIO  a valore aggiunto per la TUA IMPRESA, contattaci e ti faremo un analisi gratuita dello stato si salute della tua impresa e successivamente potrai chiedere, se interessato, un preventivo di consulenza.


 

 

 

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