Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


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ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

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Il maxi bonus del 110% previsto dal Decreto Rilancio dovrebbe partire dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 ed i contribuenti potranno accedere per "agevolare" gli interventi di efficientamento energetico, adeguamento sismico, installazione di fotovoltaico e di colonnine di ricarica.

Per tali interventi, come per altre detrazioni in materia edilizia specificamente individuate, in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta”

Le imprese non potranno sfruttare l’incremento della percentuale al 110%, l’incremento della detrazione è rivolto a condomini, persone fisiche, istituti autonomi per le case popolari e cooperative di abitazione.

Gli interventi di efficientamento energetico non saranno applicabili agli interventi effettuati dalle persone fisiche su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale. Quest’ultima condizione potrebbe essere soggetta a revisione in sede di conversione in legge del decreto Rilancio, aprendo anche alle altre abitazioni, con un massimo di due unità per beneficiario ed escludendo le case di lusso.

Per quanto concerne l'Efficientamento energetico

Le detrazioni edilizie per efficientamento energetico permetteranno ai beneficiari di ottenere un’agevolazione sulla spesa sostenuta nella misura del 110%.
La detrazione potrà essere applicata sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, documentate e rimaste a carico del contribuente. I contribuenti hanno un anno e mezzo di tempo per poter sfruttare le agevolazioni edilizie che dovrà peraltro essere ripartita in cinque anni in quote di pari importo.
Saranno agevolabili interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo. La detrazione per l’isolamento termico sarà calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60 mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio.
L’agevolazione sosterrà anche gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici. Tali impianti potranno essere anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di micro-cogenerazione.
La detrazione sugli impianti sarà calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30 mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio e sarà riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.
Infine, il bonus potenziato potrà favorire anche interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di micro-cogenerazione; questa detrazione sarà calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30 mila euro e sarà riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.
Gli interventi, per accedere al 110%, dovranno garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Tale miglioramento dovrà essere dimostrato mediante l'attestato di prestazione energetica (APE), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Per quanto concerne l'adeguamento sismico

Anche gli interventi di adeguamento sismico potranno beneficiare dell’aliquota al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. In caso di cessione del corrispondente credito ad un'impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista spetta nella misura del 90%. Rimarranno tuttavia esclusi gli edifici ubicati in zona sismica 4.

Per quanto concerne gli Impianti fotovoltaici

L’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici permetterà di ottenere, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, una detrazione nella misura del 110%. La detrazione spetterà fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a 48 mila euro e, comunque, nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l'installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di efficientamento energetico o adeguamento antisismico ammessi alla detrazione del 110%.
In caso di intervento congiunto con interventi di ristrutturazione edilizia, il limite sarà ridotto a 1.600 euro per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico. La detrazione è riconosciuta anche per l'installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati, comunque nel limite di spesa di mille euro per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo. La detrazione al 110% è subordinata alla cessione in favore del GSE dell'energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione.

Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 i contribuenti potranno accedere al superbonus del 110%, previsto dal decreto Rilancio, per interventi di efficientamento energetico, adeguamento sismico, installazione di fotovoltaico e di colonnine di ricarica. Le imprese non potranno sfruttare l’incremento della percentuale al 110%, l’incremento della detrazione è rivolto a condomini, persone fisiche, istituti autonomi per le case popolari e cooperative di abitazione. Gli interventi di efficientamento energetico non saranno applicabili agli interventi effettuati dalle persone fisiche su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale. Quest’ultima condizione potrebbe essere soggetta a revisione in sede di conversione in legge del decreto Rilancio, aprendo anche alle altre abitazioni, con un massimo di due unità per beneficiario ed escludendo le case di lusso.

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha finalmente firmato il decreto attuativo del Piano Transizione 4.0 attraverso cui avviare la nuova politica industriale del Paese, in grado di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid.
Il Piano prevede la mobilitazione di 7 miliardi di euro di risorse per le imprese che maggiormente punteranno su:
  1.  innovazione
  2. investimenti green
  3. ricerca e sviluppo
  4. attività di design e innovazione estetica
  5. formazione 4.0.
Sono questi settori decisivi nei quali sarà sempre più fondamentale investire nei prossimi anni per favorire il processo di transizione digitale del nostro sistema produttivo, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, e accrescere le competenze tecnologiche dei lavoratori.
Il decreto definisce le modalità attuative del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. In particolare sono definiti:
  • criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta;
  • gli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta;
  • i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali.
Con la pubblicazione del decreto, che è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, diventeranno attuative le disposizioni delle numerose novità introdotte nella legge di bilancio 2020 per incentivare e supportare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il Made in Italy.

Col decreto rilancio sono previsti lo stanzionamento di 55 miliardi di euro per ripartire. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, quindi, la manovra da 55 miliardi per la ripresa dell'Italia. Speriamo che tutto vada in questo senso e che gli Italiani sappiano gestire il distanziamento sociale al fine di non ritornare in un altro Lock-Down che ci porterebeb nel baratro economico e sociale, oltre che sanitario.

In sintesti: 4 miliardi per il taglio delle tasse, 15 per le aziende, 3,25 alla sanità, 1,4 a Università e ricerca, 2 al turismo. Taglio delle tasse per 4 miliardi. A giugno ridotta l'Irap, blocco dei licenziamenti per 5 mesi. Il Rem oscilla da 400 a 800 euro a seconda del nucleo familiare, Bellanova si commuove annunciando la regolarizzazione per 6 mesi di braccianti, colf e badanti. Di seguito, le principali misure condensate solo per titolo:  

  • I contributi a fondo perduto per le Pmi

  • Stop agli aumenti di Iva e accise, plastic e sugar tax

  • Misure per le medie imprese

  • Misure per le imprese sopra 50 milioni di fatturato 

  • 12 miliardi per sbloccare i debiti della Pa

  • Stop dell'Irap a giugno per le imprese fino a 250 milioni  

  • Sconti per chi investe in imprese in crisi

  • Stop dell'Imu a giugno per alberghi e stabilimenti 

  • Sgravi sanificazione estesi al terzo settore

  • Niente tassa suolo pubblico per bar e ristoranti 

  • Fondi startup innovative

  • Cassa integrazione per altre 9 settimane

  • Stop ai licenziamenti per altri 3 mesi

  • Altri 2 mesi per NASpI e DIS-COLL  in scadenza

  • Bonus autonomi sale fino a mille euro

  • Bonus colf e badanti

  • Regolarizzazione braccianti, colf e badanti

  • Bonus babysitter

  • Arriva il Rem

  • Bonus vacanze fino a 500 euro

  • Fondo sostegno affitti e incentivi bici

  • Superbonus

  • Proroga versamenti tasse e contributi

  • Misure per la sanità 

  • Ulteriori 16 mila stabilizzazioni per la scuola

  • Centri estivi e lotta alla povertà educativa

  • Fondi per librerie, musei e luoghi di cultura

  • Misure per gli enti locali

  • Liquidazione piccole banche

  • Buoni postali

  • Misure per lo sport

Arriva la Start Cup Puglia, al suo 13° anno continuativo, il Premio Regionale per l'Innovazione organizzato da ARTI - Agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione, in collaborazione con Regione Puglia e PNI - Premio nazionale per l'innovazione.

In poche parole è una "competizione" nata per premiare le nuove iniziative imprenditoriali ad alto contenuto di conoscenza, offrendo la possibilità di trasformare un'idea di business in un'impresa vera e propria, attraverso attività di accompagnamento progettuale, assistenza tecnica e premi in denaro.

Un'edizione con molte novità, in cui la modalità online diventa essenziale per far fronte alle esigenze di distanziamento sociale: sono online tutte le sessioni di accompagnamento per i partecipanti, che hanno a disposizione coach esperti per definire al meglio il proprio piano di impresa prima di candidarlo; la finale in programma per il 15 ottobre si svolgerà in diretta streaming; il regolamento prevede una nuova menzione speciale legata al contrasto al COVID-19 e all'attuale emergenza sanitaria e sociale. Novità anche sul fronte della grafica e del sito www.startcup.puglia.it, che hanno subito un gradevole restyling.

Per competere, i partecipanti devono redigere un business plan che definisca un'idea imprenditoriale e che verrà sottoposto alla valutazione di esperti del settore. È possibile concorrere per una delle seguenti categorie: Life science, ICT, Cleantech & Energy, Industrial. Anche quest'edizione prevede due fasi. Nella prima, dall'8 maggio al 6 luglio, i potenziali candidati possono richiedere e partecipare alle sessioni online di accompagnamento progettuale sia individuali, sia comuni. Nella seconda fase, dal 20 luglio al 21 settembre, è possibile candidare i business plan alla competizione vera e propria.

I migliori piani d'impresa selezionati parteciperanno alla finale, nella quale si svolgerà una pitch session. In quell'occasione, una Giuria qualificata determinerà i 4 vincitori del concorso a cui andranno premi in denaro di importo compreso tra i 3mila e il 10mila euro.

La Giuria proclamerà il vincitore assoluto di Start Cup Puglia 2020, che riceverà la menzione speciale "Premio Regionale per l'Innovazione". Le altre tre menzioni speciali sono: "Innovazione Sociale", definita in base ai criteri espressi dalla normativa per le Startup Innovative (Legge 221/2012); "Impresa sociale in ottica Pari Opportunità" e l'inedita "Contrasto al COVID-19 e/o alle situazioni di crisi economica o sociale da esso provocate". Un Comitato promotore, costituito da Enti e organizzazioni che sostengono l'iniziativa, supporta la promozione della competizione allo scopo di ampliarne la notorietà e la partecipazione e mette a disposizione ulteriori premi in denaro e in servizi.


Oggi 06/04/2020 è stato approvato il testo del Decreto Liquidità. Dopo il Decreto Cura Italia era una "manovra" necessaria, al fine di sostenere finanziariamente le PMI.

Il testo del decreto a nostra disposizione è ancora una bozza e pertanto il commento che andiamo a fare è basato sul testo che ha circolato in anteprima e alle dichiarazioni serali del presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico. 

Analizziamo in questa sede gli aspetti più direttamente legati ai professionisti ed alle piccole aziende.

L’intenzione dello Stato è quella di mettere a disposizione di questi soggetti le somme necessarie (o almeno una parte) cercando di bypassare la burocrazia e di farlo in pochissimi giorni. Allo scopo di tutelare il sistema bancario è stato previsto che le garanzie della regolare restituzione del prestito saranno a carico direttamente dello Stato, in determinate situazioni al 100%, in altre situazioni la garanzia coprirà dal 70% al 90% dell’importo prestato.

L’importo della garanzia non potrà comunque superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Importi di prestiti fino a 25.000 euro nel decreto liquidità

Per richieste di prestiti fino a 25.000 i nuovi finanziamenti saranno concessi da banche, e altri intermediari finanziari, e la garanzia che coprirà il 100% dell’importo sarà fornita gratuitamente dallo Stato attraverso l’intervento del Fondo centrale di garanzia. Questa modalità (garanzia alle banche del 100% da parte dello Stato) consentirà alle banche di erogare i finanziamenti molto rapidamente e senza particolari indagini di merito creditizio, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo medesimo. Quindi rapidità massima possibile.

Si dovrà trattare di finanziamenti in favore di piccole e medie imprese e di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID 19, da autocertificare ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000.

L’inizio dei pagamenti delle rate di rimborso sarà previsto non prima di 18/24 mesi. La durata dei prestiti sarà da 24 fino a 72 mesi.

Gli importi erogabili saranno di importo non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario, volume di ricavi che risulta dall’ultimo bilancio depositato oppure dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia ovvero, per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, anche mediante autocertificazione ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000.

Dalle dichiarazioni emerse sembra che il prestito debba essere subordinato alla condizione che chi lo richieda abbia già esaurito la propria capacità di utilizzo del credito già rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Piccole e medie imprese con ammontare di ricavi non superiore a 800.000 euro

Per questi soggetti – la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID 19 come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445 – il Decreto Liquidità prevede la garanzia del fondo, con copertura al 100% purché tali finanziamenti prevedano l’inizio del rimborso del capitale a partire da 18/24 mesi e abbiano una durata compresa tra 24 e 72 mesi e comunque, non superiore al 15% dell’ammontare dei ricavi del soggetto beneficiario come risultanti dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia (ovvero, per i soggetti costituiti dal 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, anche mediante autocertificazione ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000).

La predetta garanzia è concessa, sulla base dell’applicazione integrale del vigente modello di valutazione delle imprese, a condizione che:
1) su tali operazioni finanziarie il soggetto richiedente applichi determinate condizioni economiche previste dal testo normativo;
2) il 50% delle somme accordate sia destinato al pagamento dei propri dipendenti e collaboratori, di affitti, locazioni e altri costi fissi aziendali ovvero a saldare i debiti contratti con i propri fornitori.

Maggiori dettagli sulla normativa saranno esaminati dopo la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

Per le imprese colpite dall'epidemia COVID-19, come previsto dall'art. 56 del Decreto Cura Italia, è possibile sospendere e/o prorogare alcune tipologie di prestiti. 

Come? Prima leggi il seguente articolo e subito dopo ti diciamo cosa fare.
Art. 56 - Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19

L’epidemia da COVID-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia. Per queste motivazioni le micro, piccole e medie imprese possono avvalersi (fornendo alcuni documenti) delle seguenti misure di sostegno finanziario per:

  1. le aperture di credito a revoca ed i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  2. per i prestiti non rateali (fidi di conto, finanziamenti di anticipo su effetti o finanziamenti all’import/export) con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. E’ facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Attenzione: possono beneficiare delle misure sopra indicate le imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del presente decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate (sono crediti delle banche come mutui, finanziamenti, prestiti che i debitori non riescono più 20/03/2020 a ripagare regolarmente o del tutto. Rientrano le sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate).

Per i nostri clienti ci siamo organizzati con una consulenza ad hoc 

  • al fine di prevedere la richiesta di sospensione o non revoca di finanziamenti o altri strumetni previsti dal decreto, chiediamo all'impresa di inviarci un elenco di tutti gli impegni in essere con l'istituto bancario o banche (se più di uno);
  • successivamente contattiamo le filiali bancarie per verificare quale azioni sono attive per l'applicazione dell'art. 56;
  • preparazione della documentazione da allegare alla richiesta;
  • l'impresa invierà a mezzo mail/mailPEC la richiesta in filale così come l'abbiamo predisposta.

In tema incentivi, per ora possiamo, come da decreto chiedere liquidità per rinegoziare situazioni debitorie o far fronte all'emergenza. Lo stato garantisce 80% dell'importo finanziato, ma dobbiamo capire se la banca è d'accordo a finanziare per via dell'affidabilità dell'impresa.

Siamo a disposizione attraverso il numero 340/9701477


 

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