Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


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ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

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L'azienda deve mantenere questa condizione per meritare l'agevolazione. Non basta la perizia che fotografa solo un momento.

Per accedere alle agevolazioni 4.0 non basta uniformarsi alle circolari pubblicate dall'agenzia delle entrate e MiSe. Quello che conta è l'intenzione lo spirito della norma.

Sono molti, invece, gli imprenditori che credono sia sufficiente la perizia del tecnico abilitato per sollevarli da ogni responsabilità e avere la certezza che l'investimento rientri tra quelli richiamati dall'allegato A o B della norma e rispetti in pieno l'interconnessione del bene al sistema di gestione della produzione!

La perizia, innanzitutto, deve rispettare requisiti formali e sostanziali ma, ricordate che è solo uno degli elementi essenziali da predisporre per dimostrare che l'investimento rientri in quelli agevolati.

La perizia non deve "rappresentare" la foto del momento in cui si promuove l'investimento ma deve rappresentare l'attività "giornaliera e abituale" esercitata dall'impresa. Diviene importante per l'imprenditore dimostrare di aver intrapreso una trasformazione digital e tecnologica e che nel tempo manterrà questo modello. Tra le diverse circolari in tema interconnessione prendiamo spunto per condividere un concetto: periodiche mancanze di interconnessione non compromettono l'applicazione del beneficio ma il periodo in cui il bene opera in mancanza di interconnessione non deve essere preponderante rispetto al periodo in cui tale interconnessione è presente.

L'interpello 956-1660-2018 dice che la mancata interconnessione è ammessa in caso di condizioni oggettive, laddove l'impresa abbia predisposto un sistema valido. Sepcifica che in linea generale, si sarebbe giunti invece ad un parere negativo qualora la mancanza di interconnessione fosse dovuta ad un'evidente deficienza dell'architettura di rete dell'impresa oppure ad una discrezionalità nella scelta. Quindi, è ammesso un momentaneo utilizzo del bene in assenza di interconessione, purchè i dati siano tracciati e il sistema adeguato. 

La circolare 1 marzo 2019 precisa che in caso di perizia giurata , ai fini della decorrenza degli effetti è sufficiente che entro la data di chiusura del periodo di imposta si proceda al giuramento della perizia medesima, non essendo necessario dimostrare in altri modi la data certa di acquisizione. L'introduzione del credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali ha tolto l'obbligo a partire dall'anno 2020 dove è sufficiente una perizia asseverata. In questo caso l'impresa ed il professionista devono utilizzare un'altra modalità per confermare lo scambio del documento in modo da avere traccia certa.

La circolare dell'agenzia  n. 4/E del 30/03/2017 ha specificato, inoltre, che il firmatario della perizia deve dichiarare la propria terzietà rispetto ai produttori e fornitori dei beni strumentali , servizi e beni immateriali oggetto della perizia.

Il concetto di interconnessione è interpretato da alcune circolari, alcune delle quali sembrano sostenere posizioni difformi. Al tal proposito citiamo la circoalre di cui sopra e la circolare 1 agosto 2018. Al contribuente è consentito assumere una condotta fiscale ispirata all'interpretazione contenuta nelle circolari, che sono comunque atti interni, ma, se l'impostazione cambia, l'eventuale accertamento è leggittimo.


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Con COFIDI.IT l’erogazione diretta del credito per le imprese è possibile anche con fondi antiusura, come stabilito dalla legge di Bilancio e  dalla CIRCOLARE n. 1/2021 del Ministero dell’Economia e delle Finanze che consente ai confidi di utilizzare le risorse del Fondo antiusura Legge n. 108/96, per operazioni di liquidità per le micro, piccole e medie imprese a elevato rischio finanziario.

Un strumento d’intervento finanziario in più a disposizione di COFIDI.IT,  per sostenere le imprese in questa fase così difficile e per contrastare il fenomeno dell’usura, che consente di erogare credito direttamente alle imprese fino a € 40.000  con rate fino a 7 anni a tasso fisso del 3,41%, ottenuto grazie ad un emendamento  presentato da Fedart Fidi ed inserito nell’ultima legge di Bilancio al fine di utilizzare i Fondi antiusura per erogare credito direttamente alle imprese.

COFIDI.IT, strumento di garanzia del sistema CNA, oltre alla propria garanzia su finanziamenti bancari offre, negli ultimi anni, anche il  credito diretto alle piccole  e medie imprese in linea con la propria mission mutualistica, ed anche in questa occasione si pone dalla parte delle imprese  per sostenere la loro esigenza di liquidità. 

Se realmente interessati potete contattarci all'indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

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Abbiamo raccolta in questa sintesi le più importanti novità comeprese in questa ampliata misura. Leggi in breve a quale opportunità puoi accedere.

Si amplia la platea dei potenziali beneficiari: possono infatti presentare domanda di finanziamento, non più le imprese costituite entro 12 mesi dalla firma del contratto, ma quelle costituite entro i 5 anni precedenti, con regole e modalità differenti a seconda che si tratti di imprese costituite da non più di 3 anni o da almeno 3 e da non più di 5.

Cambia anche la forma di agevolazione: viene introdotto il fondo perduto in combinazione con il rimborso agevolato, nei limiti delle risorse disponibili e viene innalzato il tetto del finanziamento a tasso zero per le imprese più mature, sempre con il limite di età compreso tra i 3 e i 5 anni. In questo caso le imprese possono richiedere il finanziamento per la copertura degli investimenti fino a 3 milioni di euro (al netto dell’IVA).

In dettaglio, le imprese costituite da non più di 3 anni possono presentare progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o sviluppare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.

Possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 20%. Possono anche chiedere un contributo ulteriore, fino al 20% delle spese di investimento, per l’acquisto di materie prime e servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa.

Le imprese costituite da almeno 3 anni e da non più di 5, possono invece presentare progetti che prevedono spese per investimento fino a 3 milioni di euro per realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti, nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo.

Anche in questo secondo caso, le imprese possono contare su un mix di finanziamento fino al 90% del totale della spesa ammissibile di cui il contributo a fondo perduto non può superare il limite del 15%.

A partire dal 19 maggio 2021 sarà possibile presentare domanda. Se vuoi saperne di più clicca qui: http://www.finanziamenti.puglia.it/finanziamenti/bandi-nazionali-attivi/autoimprenditorialita-giovanile

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Lo sai che uno dei problemi principali delle imprese causato dalla crisi legata al Covid-19 è dovuto al dimezzamento, anche oltre, del fatturato ed alla mancanza della liquidità per affrontare le spese circolanti?

Uno dei parametri fondamentali in azienda per calcolare quanta liquidità è presente in cassa è il cash flow.

Un’errata gestione dei flussi finanziari può determinare persino il fallimento. Se le uscite sono maggiori delle entrate, l’azienda si trova in sofferenza finanziaria e con problemi di liquidità ed il sistema bancario lo rileva in poco tempo e rimane traccia, invece, per mesi o addirittura qualche anno (segnalazioni sofferenze).
  
Migliorare la gestione e aumentare il cash flow è il principio base su cui si deve fondare un’azienda, se non hai liquidità di sicuro non riesci a rispettare i tuoi impegni e pagare i fornitori.
Ovviamente la difficoltà che incontra l'imprenditore è proprio di chiedersi COME aumentare la liquidità aziendale?

Per raggiungere questo obiettivo ci vuole tempo, organizzazione e programmazione col cliente e fornitori. Ad esempio i primi nostri consigli sono:

  • concordare diverse condizioni di pagamento con i clienti, offrendo per esempio uno "sconto cassa" per chi paga subito;
  • scegliere e concentrarsi sui migliori clienti,magari avere un numero ridotto di clienti che permettono maggiore marginalità e tempi di incasso ridotti;
  • oppure negoziare maggiori dilazioni di pagamento con i propri fornitori, a fronte di contratti di maggiore durata, quantità superiore ecc.

Prima di attuare alcune delle azioni necessarie per aumentare la liquidità della tua azienda e migliorare il cash flow è importante calcolare i tempi medi di incasso dei crediti e dei debiti ed individuare i migliori clienti, chi di loro ti garantisce i tempi più veloci di incasso e quali sono i fornitori che incidono maggiormente sulla tua marginalità. Tieni ben in mente che la banca quando misura la solvibilità e garanzie di onorabilità della tua impresa tra gli indici più importanti che analizza è prorpio il CASH-FLOW.

Non concentrarti sul fatturato, che deve aumentare a tutti i costi negli anni. Se il fatturato di un'azienda diminuisce nel tempo perchè sono state attuate delle particolari scelte strategiche che puntano ad una ri-orgnanizzazione commerciale o strutturale dell'azienda, attraverso una relazione tecnica possiamo dimostrare che nel breve periodo queste azioni faranno conseguire un aumento del cash flow al fine di trasformare un punteggio negativo che la "macchina bancaria" assocerebbe a questo stato dell'impresa in un miglioramento del Rating perchè l'impresa dimostra che è sana e solvibile!

Non concentrare tutti gli sforzi a conseguire utili di bilancio (aggiustare col commercialista i numeri per far uscire un utile maggiore). In alcuni casi, l'imprenditore consapevole di non riuscire a conseguire utili reali aziendali, col supporto del consulente fiscale cerca artefizi fiscali (leciti) per aumentare l'utile "su carta". Anche se si riesce a combinare i numeri, purtroppo nella realtà sarà dei fatti finanziari le analisi messe in campo dalle banche faranno emergere in pochi minuti che l'impresa non è ugualmente solvibile perchè, conseguire un utile non certifica con certezza matematica e finanziaria che l'impresa produce cash-flow finanziario. 

Concentrati a dimostrare alla tua banca che sul conto, nel tempo, l'impresa mette da parte capitali e in poche parole, oltre a far fronte agli impegni finanziari di breve, riesce a creare liquidità e metterla in cassa!

Se non hai costantemente sotto controllo queste informazioni, possiamo aiutarti a intraprendere insieme le giuste strategie prima che sia troppo tardi.

Contattaci per una consulenza gratuita. Inviaci una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Equilibrio finanziario e equilibrio economico sono strettamente correlati. I costi e i ricavi, infatti, sono misurati, rispettivamente, da uscite ed entrate finanziarie. Cosa significa valutare l’andamento economico del tuo business? Vuol dire calcolare l’ammontare dei costi e dei ricavi della tua attività e verificare che gli indici di redditività ad essi connessi forniscano dei risultati positivi.

Il MOL, già considerato in relazione alle voci dello Stato Patrimoniale, è uno dei più importanti indicatori perché misura la redditività della sola gestione caratteristica dell’impresa. Il rapporto tra MOL e fatturato indica il margine di guadagno per ogni unità di fatturato.

mol fatturato

In questo caso, poiché la redditività è fortemente influenzata dal settore in cui operi, non esiste un valoreottimale in senso assoluto. E’ importante conoscere l’evoluzione della redditività nel tempo (analizzando i propri bilanci) e nello spazio (analizzando i bilanci dei propri concorrenti) per capire se è sufficientemente buona o se e come possa essere migliorata.Puoi proseguire l’analisi economica della tua impresa attraverso il calcolo di altri indicatori di redditività come il ROE e il ROI che sono considerati tra i principali indici di bilancio utilizzati nel processo di valutazione del merito di credito da parte della banca.

Il ROE (Return on Equity) dice già molto a chi valuta il tuo merito di credito perché misura il rendimento del capitale proprio ed è dato dal rapporto tra l’utile netto d’esercizio e il capitale netto che hai conferito nella tua impresa.redditività

Il ROE ti consente di valutare quanto rende il capitale proprio conferito nell’impresa ed eventualmente confrontarlo con investimenti alternativi. Per chi sta analizzando l’azienda esso rappresenta un indicatore immediato della redditività. Non esiste un valore fisiologico, in quanto questo varia molto in relazione al settore di riferimento. In termini generali, è auspicabile un valore positivo più elevato possibile.

Il ROI (Return On Investment) è un indice di redditività molto utilizzato che esprime, in termini percentuali, quanto rendono gli investimenti che hai fatto.

roiCome si fa a dire se un valore del ROI è da considerarsi un buon indice di redditività degli investimenti oppure no? Questa risposta dipende da una serie di fattori interni ed esterni. In ogni caso è utile il confronto con il valore medio di settore e una analisi del trend dell’indice nel tempo. In generale, è auspicabile un valore positivo più elevato possibile.

[fonte: cerved]


PER APPROFONDIRE PUOI CHIEDERE UNA CONSULENZA GRATUITA AI NOSTRI ESPERTI CHE ANALIZZERANNO I TUOI BILANCI.

CONTATTA L'ING. ANDREA MINGOLLA AL NUMERO 340/9701477


 

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La diffusione su scala globale del COVID-19 rappresenta la più grande emergenza sanitaria dal dopoguerra. Oltre al pesante bilancio di vite umane e all’impatto sulla quotidianità, la pandemia porta con sé un danno economico di vasta portata, di cui si iniziano a percepire le prime conseguenze.

Di fronte alle sfide e ai rischi che si delineano all’orizzonte, i leader aziendali sono giustamente preoccupati delle ricadute sui propri dipendenti e sul proprio business nell’immediato così come per gli impatti nel prossimo futuro. Per reagire alla crisi e prepararsi alla ripresa, si può attingere all’esperienza e alle best practice che le crisi affrontate nel passato ci hanno insegnato, adeguando tali soluzioni al nuovo contesto e nello stesso tempo affincarsi a professionisti che sono specializzati nella creazione e gestione di modelli di business.

Il nostro tecnico specializzato in finanza aziendale e miglioramento delle performance dr. Salvatore De Prisco in partnership con l'ing. Andrea Mingolla sono in prima linea nell'affiancare gli imprenditori nel delicato compito di individuare ed utilizzare modelli di business che garantiscano la continuità aziendale sopratutto a livello finanziario pesantemente devastate dalle varie misure di contenimento applicate dallo stato italiano. 

L’esperienza quotidiana a fianco delle imprese evidenzia sempre più la difficoltà del piccolo imprenditore a gestire l’aspetto finanziario della sua azienda che solitamente viene lasciata in secondo piano rispetto alle altre aree (produzione, commerciali, tecnica, etc.

Questa situazione di crisi dovuta al Covid-19 ha reso necessario mettere in risalto e potenziare altre aree organizzative come, appunto, quella finanziaria (gestione della liquidità).
Diventa quindi importante per l’imprenditore, ancor prima del prodotto e/o servizio da offrire sul mercato, disporre in tempo reale le informazioni (dati) necessari a capire lo stato di salute finanziario e quanta liquidità ha in cassa per poter gestire ed onorare i propri debiti, senza troppi problemi che producono l'insonnia per l'imprenditore.
Il nostro intervento, quale consulenti esperti in finanza d’impresa, è quello di permette appunto di fare una corretta pianificazione e gestione della finanza aziendale e di porsi al fianco dell’imprenditore con una visione d’insieme molto più ampia della sua. Serve quindi un supporto pratico e specialistico con strumenti adatti per raccogliere, elaborare e rendicontare le informazioni finanziarie il più velocemente possibile ma presentandole in modo semplice.

Oggi per l'imprenditore diviene necessario avere al proprio fianco professionalità che siano in grado di rappresentare le esigenze finanziarie dell'impresa al sistema bancario ed ottenere la giusta liquidità a costi non esagerati per l'imprenditore e con le opportune garanzie.

Cosa possiamo fare per te?

I vantaggi sono diversi come anche le attività da svolgere che ti proponiamo che vanno dalla predisposizione del business plan, verifica dei dati della Centrale Rischi per tenere sotto controllo la situazione bancaria al monitoraggio e negoziazione delle condizioni bancarie, ristrutturazione di posizioni e di debiti con banche e con fornitori. Siamo in grado di supportarti nel cambio di paradigma (modelli organizzativi e familiari). Questa crisi non si vince con interventi spot, isolati. La formula che noi abbiamo adottato è la visione di insieme, che consideri l’azienda per quella che è: un complesso organizzato per l’esercizio duraturo dell’impresa.

Non esitare quindi a contattarci e scrivici per avere una consulenza gratuita ed un’analisi della situazione finanziaria della tua impresa. I contatti che devi utilizzare sono i seguenti: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - CONTATTO dr. De Prisco Salvatore 339/7563797 - CONTATTO ing. Andrea Mingolla 340/9701477

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Viene istituito iI “Fondo a sostegno dell’impresa femminile“, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile.

Il Fondo prevede il finanziamento di iniziative imprenditoriali e di azioni di promozione dei valori dell’imprenditoria tra la popolazione femminile.

Viene inoltre istituito, presso il MISE, il Comitato Impresa Donna con il compito di attualizzare le linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse del Fondo formulare raccomandazioni sui temi della presenza femminile nell’impresa e nell’economia. Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero o agevolato sono tra gli strumenti messi a disposizione. 

Vediamo quali sono i criteri e modalità di accesso al fondo

Il Ministero dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministero per le pari opportunità e la famiglia, hanno il compito di stabilire i criteri e le modalità di accesso al fondo da parte degli enti privati, tramite un decreto, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge. Inoltre, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2021, è stato istituito il “Comitato Impresa Donna”, presso il Ministero dello sviluppo economico, per garantire il corretto utilizzo delle risorse del fondo d’investimento.

Obiettivo prioritario tutto al femminile è quello di definire un insieme di strumenti capaci di intervenire su profili quali la nascita di imprese, l’assistenza all’attività imprenditoriale, uno specifico supporto alle startup ad elevato contenuto tecnologico e una promozione delle azioni condotte a livello regionale. E cosa ancor più importante, il Fondo non risulta esclusivamente finalizzato a sostenere l’avvio di attività o a rafforzare finanziariamente quelle esistenti, ma anche e soprattutto a diffondere la cultura imprenditoriale tra le donne, anche finanziando e sostenendo la loro formazione.

I valori dell’imprenditoria tra la popolazione femminile

Al fine di favorire la diffusione dell’imprenditoria femminile, il Governo ha previsto l’istituzione di un nuovo Fondo a sostegno dell’impresa femminile presso il Ministero dello Sviluppo Economico, prevedendo contributi a fondo perduto ma anche finanziamenti a tasso zero o agevolato.

Fondo Impresa Femminile: tipologie di interventi

Il fondo d’investimento della nuova legge di Bilancio, destinato alle imprese femminili, consiste in una dotazione di 20 milioni di euro all’anno da elargire tra il 2021 ed il 2022. Tali interventi sono:

  • contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili, con particolare attenzione alle imprese individuali e alle attività libero professionali in generale e con specifica attenzione a quelle avviate da donne disoccupate di qualsiasi età;
  • Finanziamenti a tasso zero, finanziamenti agevolati, combinazioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti per avviare e sostenere le attività di imprese femminili;

  • Incentivi per rafforzare le imprese femminili, costituite da almeno 36 mesi, sotto la forma di contributo a fondo perduto del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’ottanta percento della media del circolante degli ultimi 3 esercizi;

  • Percorsi di assistenza tecnico-gestionale, per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi;

  • Investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start up innovative di cui all’art. 25 del D.L. n. 179 del 2012 e delle PMI innovative di cui all’articolo 4 del D.L. n. 3/2015, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali;

  • Azioni di comunicazione per la promozione del sistema imprenditoriale femminile italiano e degli interventi finanziati attraverso le norme del presente articolo.

Il Fondo sostiene:

a) interventi per supportare l’avvio dell’attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia;

b) programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile;

c) programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello comunitario e nazionale.

I programmi e le iniziative per la promozione e formazione dell’imprenditoria femminile può svolgersi attraverso:

a) iniziative per promuovere il valore dell’impresa femminile nelle scuole e nelle Università;

b) iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne;

c) iniziative di orientamento e formazione verso percorsi di studio STEM;

d) iniziative di sensibilizzazione verso professioni tipiche dell’economia digitale;

e) azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati di cui al presente articolo.

Istituito il Comitato Impresa Donna (organo di controllo)

L’art. 17 della bozza della Legge di Bilancio istituisce anche, al comma 9, il Comitato Impresa Donna presso il Ministro dello sviluppo economico la cui composizione sarà decisa con un successivo decreto del Mise in concerto con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia.

Il Comitato Impresa Donna ha il compito di controllare il corretto utilizzo delle risorse del fondo d’investimento della Legge di Bilancio 2021 e, cooperando con il Ministero dello sviluppo economico, deve:

  1. contribuire ad indicare le linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse del Fondo;
  2. condurre analisi economiche, statistiche e giuridiche relative alla questione di genere nell’impresa;
  3. formulare raccomandazioni relative allo stato della legislazione e dell’azione amministrativa, nazionale e regionale, in materia di imprenditorialità femminile e più in generale sui temi della presenza femminile nell’impresa e nell’economia;
  4. contribuire alla redazione della Relazione annuale sulle attività svolte da presentare al parlamento.

Il Comitato dovrà anche condurre analisi economiche e/o giuridiche relative all’imprenditoria femminile; fornire indicazioni relative alla presenza femminile nelle imprese e nell’economia italiana a livello nazionale e regionale; e suggerire indicazioni relative allo stato della legislazione e dell’azione amministrativa, nazionale e regionale, in materia di imprenditorialità femminile.

La partecipazione al Comitato è a titolo gratuito, non sono previsti compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese e altri emolumenti comunque denominati ai suoi partecipanti.

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