Resto al Sud 2.0: il fondo perduto fino al 100% per gli under 35 che vogliono fare impresa in Puglia
Voucher fino a 50.000 € o contributi fino al 75% a fondo perduto per avviare la tua attività nel Mezzogiorno.
aggiornato al 30 giugno 2026 · A cura di Andrea Mingolla – Finanziamenti Puglia · Tempo di lettura: 7 min
Resto al Sud 2.0 è l’incentivo che finanzia a fondo perduto la nascita di nuove imprese, studi professionali e attività di lavoro autonomo dei giovani tra i 18 e i 35 anni in Puglia e nelle altre regioni del Mezzogiorno.
Hai un’idea d’impresa nel cassetto ma ti blocca il capitale di partenza? Se hai meno di 35 anni e vuoi avviare la tua attività in Puglia, Resto al Sud 2.0 è probabilmente l’occasione più concreta del momento. È la nuova versione, completamente rinnovata, del celebre incentivo per il Mezzogiorno: più semplice, più generosa e — soprattutto — quasi interamente a fondo perduto, quindi senza obbligo di banche o di debiti da restituire.
In questa guida ti spieghiamo in modo chiaro chi può accedere, quanto puoi ottenere, cosa puoi finanziare e come muoverti per non commettere errori. Tutte le informazioni derivano dal Decreto Direttoriale dell’8 ottobre 2025 e dalla documentazione ufficiale di Invitalia.
Cos’è Resto al Sud 2.0 e chi lo gestisce
Resto al Sud 2.0 nasce dall’articolo 18 del Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito nella Legge 95/2024) ed è finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. A gestirlo operativamente è Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa.
L’obiettivo è dichiarato: trattenere i talenti al Sud e trasformare le idee dei giovani in imprese vere. Per farlo, lo Stato mette sul piatto una dotazione complessiva di 356,4 milioni di euro.

A chi si rivolge: i requisiti
Puoi candidarti se hai tra i 18 anni compiuti e i 35 non ancora compiuti e ti trovi in almeno una di queste condizioni:
- Inoccupato, inattivo o disoccupato — non svolgi lavoro dipendente e non hai una partita IVA attiva (inclusi sia chi cerca lavoro sia chi non lo cerca);
- Disoccupato del Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori);
- Working poor — lavori, ma il tuo reddito è così basso da generare un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti.
L’attività deve essere stata avviata nel mese precedente alla domanda e deve risultare ancora inattiva al momento della presentazione. In una società, la maggioranza delle quote deve essere in capo ai giovani con i requisiti.
In quali forme puoi avviare l’attività
Lavoro autonomo, impresa individuale, S.n.c., S.a.s., S.r.l., società cooperativa, libera professione (anche in forma individuale) e società tra professionisti.
Resto al Sud 2.0 in Puglia: i territori ammessi
La misura copre tutto il Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per chi vuole avviare un’attività a Bari, Foggia, Taranto, nel Salento o ovunque in regione, è una delle leve più forti oggi disponibili.
Se la tua idea è radicata in Puglia, Resto al Sud 2.0 ti permette di partire con risorse che non dovrai restituire. È il momento giusto per chiederti: cosa cambierebbe nel tuo progetto se il capitale d’avvio non fosse più un problema?
Cosa puoi finanziare: i settori ammessi
Resto al Sud 2.0 è trasversale e copre quasi tutti i settori:
- Attività produttive di industria e artigianato, inclusa la trasformazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura;
- Servizi alle persone e alle imprese;
- Turismo;
- Commercio;
- Attività libero-professionali, individuali o in forma societaria.
Attenzione: è esclusa la produzione primaria nei settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.
Le agevolazioni: voucher o contributo
Qui sta il cuore della misura. Devi scegliere uno dei due strumenti — sono alternativi e non si cumulano tra loro — in base alla dimensione del tuo progetto.

La maggiorazione di 10.000 € sul voucher
Solo per il voucher, puoi ottenere 10.000 € in più (passando da 40.000 a 50.000 €), se lo richiedi in domanda e si verifica almeno una di queste condizioni:
- almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale oppure orientati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico;
- acquisti, per almeno il 50% della maggiorazione, consulenze tecnico-specialistiche erogate da Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS, per innovazione, prototipi o certificazioni ambientali ed energetiche.
Spese ammissibili
Con Resto al Sud 2.0 puoi finanziare:
- Opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (solo con il contributo e nel limite del 50% delle spese ammesse);
- Macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
- Programmi informatici e servizi ICT: licenze software, piattaforme digitali, app;
- Immobilizzazioni immateriali: sviluppo di prodotti e servizi tecnologici, portali web, ideazione di marchi e denominazioni;
- Prototipi, modelli, stampi e matrici;
- Certificazioni ambientali ed energetiche.
Regola d’oro: le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda. Qualsiasi fattura datata prima è esclusa.
Come funziona la domanda: niente click day
Questo è il punto che fa la differenza rispetto ad altri bandi. Resto al Sud 2.0 funziona con procedimento valutativo a sportello: le domande vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. Non c’è la corsa al clic del click day e non c’è una graduatoria a punteggio finale. Conta presentare una domanda completa, corretta e ammissibile, il prima possibile.
La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma di Invitalia, ed è necessario:
- identificarsi con SPID, CIE o CNS;
- compilare la domanda e caricare gli allegati (per il contributo serve il piano d’impresa);
- firmare digitalmente e inviare; serve una PEC attiva per le comunicazioni;
- per il contributo è previsto anche un colloquio da remoto con Invitalia.
Ogni iniziativa può presentare una sola domanda (una seconda è ammessa solo in caso di diniego definitivo della prima). Invitalia delibera entro 90 giorni dalla presentazione.
Punteggi e premialità
Anche se non c’è graduatoria, esiste una soglia minima di ammissibilità pari a 17 punti, sia per il voucher sia per il contributo. Il punteggio premia la coerenza tra il tuo profilo e l’attività, la qualità della descrizione dell’idea e delle spese, e alcune premialità:
- la frequenza del corso di formazione ENM (Ente Nazionale per il Microcredito), fino a 10 punti;
- l’apertura di un conto corrente vincolato/dedicato con versamento iniziale, fino a 10 punti;
- la presenza di un socio di minoranza con almeno 5 anni di esperienza nello stesso settore, fino a 10 punti.
Il tutoring incluso
Non sei lasciato solo. Ogni iniziativa ammessa riceve servizi di tutoring:
- Tutoring di supporto tecnico (erogato da Invitalia): quattro incontri per l’avvio dell’attività e la rendicontazione delle spese;
- Tutoring gestionale (erogato dall’ENM): affiancamento su marketing, contrattualistica, rapporti con fornitori e banche, sostenibilità finanziaria, per i mesi successivi all’avvio.
Si può cumulare con altri incentivi?
Sì, nel rispetto del regime de minimis (Reg. UE 2023/2831, massimale di 300.000 € in tre anni) e su spese distinte. Gli abbinamenti più efficaci, soprattutto per i progetti manifatturieri in Puglia, sono:
- Nuova Sabatini, per il contributo sugli interessi dei finanziamenti per macchinari e beni strumentali;
- Credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno, sui beni strumentali e immobili al Sud.
Prima di cumulare più strumenti, verifica sempre il plafond de minimis residuo sul Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA). Un errore nel calcolo può compromettere l’intera agevolazione: è uno degli aspetti su cui ti affianchiamo direttamente.
Scadenze: quanto tempo hai
Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025 e resta attivo fino a esaurimento delle risorse. Il termine ultimo, perentorio e non prorogabile, per la richiesta di erogazione a saldo è il 30 giugno 2028. In pratica: prima presenti una domanda solida, prima accedi alle risorse, in un fondo che procede in ordine cronologico.
In sintesi: Resto al Sud 2.0 = fondo perduto per under 35 del Sud · voucher fino a 50.000 € al 100% oppure contributo fino al 75% su investimenti fino a 200.000 € · domanda online su Invitalia, a sportello · soglia 17 punti · cumulabile con Nuova Sabatini e ZES Unica · saldo entro il 30/06/2028.
Perché affidarti a Finanziamenti Puglia
Il fondo perduto è un’opportunità, ma il dettaglio fa la differenza tra una domanda ammessa e una respinta: il calcolo corretto delle spese, un piano d’impresa solido, la scelta dello strumento giusto tra voucher e contributo, la gestione del colloquio e del de minimis. Noi di Finanziamenti Puglia seguiamo imprese e professionisti del territorio in ogni fase, dalla valutazione dei requisiti fino alla rendicontazione.
link esterno: SE VUOI, PUOI VERIFICARE LE INFORMAZIONI ANCHE ATTRAVERSO IL SITO DI INVITALIA ISTITUZIONALE:https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20

Chi può richiedere Resto al Sud 2.0?
Chi può richiedere Resto al Sud 2.0?
I giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 non ancora compiuti che siano inoccupati, inattivi, disoccupati, disoccupati del Programma GOL oppure working poor, e che avviano un’attività in Puglia o in un’altra regione del Mezzogiorno.
Quanto fondo perduto si può ottenere?
Puoi scegliere tra un voucher di avvio fino a 40.000 € (elevabile a 50.000 € con la maggiorazione) al 100% a fondo perduto, oppure un contributo pari al 75% fino a 120.000 € e al 70% nella fascia tra 120.000 € e 200.000 €.
Vale anche in Puglia?
Sì. La Puglia è una delle otto regioni ammesse, insieme ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia.
È un click day o una graduatoria?
Nessuno dei due. Le domande sono valutate a sportello, in ordine cronologico e fino a esaurimento risorse. Conta presentare una domanda completa e ammissibile il prima possibile.
Si può cumulare con altri incentivi?
Sì, nel rispetto del regime de minimis (massimale 300.000 € in tre anni) e su spese distinte. Gli abbinamenti più comuni sono Nuova Sabatini e Credito d’imposta ZES Unica.
Entro quando vanno rendicontate le spese?
Il termine ultimo, perentorio e non prorogabile, per la richiesta di erogazione a saldo è il 30 giugno 2028.




