Zes Unica 2026

Gennaio 2, 2026

Legge di Bilancio 2025 le misure per le imprese del Mezzogiorno (ZES Unica 2026, incentivi assunzioni, decontribuzioni)

Perché questa manovra interessa davvero il Sud

La Legge di Bilancio 2026 conferma una direzione chiara: rafforzare la ZES Unica 2026 come piattaforma “industriale” per attrarre investimenti e sostenere occupazione stabile nel Mezzogiorno. Le misure più rilevanti, per chi fa impresa in Puglia (e più in generale nel Sud), si concentrano su:

  • Credito d’imposta per investimenti (con finestre e adempimenti precisi)
  • Esoneri contributivi per nuove assunzioni/trasformazioni
  • Chiarimenti e recuperi legati alla “Decontribuzione SUD” e ad altri esoneri

1) Credito d’imposta investimenti ZES Unica: orizzonte 2026-2028 e “regole del gioco”

La norma estende l’applicazione delle disposizioni del DL 60/2024 anche agli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, prevedendo un contributo sotto forma di credito d’imposta nel limite di 100 milioni di euro per ciascun anno (2026, 2027, 2028).

Le scadenze operative da segnare in agenda Zes Unica 2026

Per accedere al credito d’imposta, la procedura è scandita da finestre annuali di comunicazione all’Agenzia delle Entrate:

  • 31 marzo – 30 maggio 2026: comunicazione delle spese ammissibili sostenute dal 1/1/2026 e di quelle previste fino al 31/12/2026
  • poi lo stesso schema si ripete per 2027 e 2028
    Inoltre, a pena di decadenza, va inviata una comunicazione integrativa (a consuntivo) per attestare la realizzazione degli investimenti indicati: 3–17 gennaio 2027 (per il 2026), e analogamente negli anni successivi.

Il punto che molti sottovalutano: “riparto” e percentuale effettiva Zes Unica 2026

Il credito fruibile non è automaticamente “pieno”: l’importo massimo utilizzabile da ciascun beneficiario è legato a una percentuale che l’Agenzia delle Entrate rende nota dopo la chiusura delle comunicazioni. Se le richieste complessive superano il plafond annuo, la percentuale scende; se invece risultano inferiori al limite di spesa, la percentuale è pari al 100%.

Governance e trasparenza

Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate collegato al meccanismo di riparto, vengono anche pubblicati dati per ciascuna regione ZES Unica e per dimensione d’impresa (micro/piccola/media/grande): numero comunicazioni, tipologia investimenti, ammontare complessivo richiesto. È un dettaglio interessante perché consente alle imprese di leggere “come si muove il mercato” nel proprio territorio.


2) Credito d’imposta ZES Unica 2026: attenzione alla comunicazione integrativa e alla documentazione

Nel testo viene ribadito un elemento cruciale: la comunicazione integrativa deve riportare (pena rigetto) l’ammontare del credito maturato sugli investimenti effettivamente realizzati, con:

  • fatture elettroniche
  • estremi della certificazione prevista dal decreto ministeriale richiamato in norma
    E, soprattutto, l’investimento “consuntivato” non può superare quello indicato in fase previsionale.

Inoltre, i modelli e le modalità di trasmissione telematica sono demandati a un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge (quindi: tempistiche rapide, e standard operativi che vanno monitorati).


3) “Contributo” 2026 (credito d’imposta) al 60,38%: una misura mirata, ma da cogliere se si rientra

Per alcune imprese che avevano già presentato nei termini la comunicazione integrativa relativa al credito d’imposta richiamato dalla norma, è previsto per il 2026 un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 60,38% dell’ammontare richiesto, a condizione di non aver ottenuto (per gli stessi investimenti) il riconoscimento del credito di imposta TRANSIZIONE 5.0

Come si attiva

Le imprese interessate devono inviare dal 15 aprile 2026 al 15 maggio 2026 una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dichiarando (ai sensi del DPR 445/2000) di non aver ottenuto quel riconoscimento alternativo. Gli elementi informativi e le modalità saranno definite da provvedimento dell’Agenzia delle Entrate entro il 16 febbraio.

Come si usa (spoiler: solo compensazione, ma con una finestra chiara)

Il contributo è utilizzabile nel 2026 esclusivamente in compensazione con F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, dal 26 maggio 2026 al 31 dicembre 2026. Inoltre, la norma specifica che non si applica il limite previsto dalla L. 244/2007 (quello che spesso “strozza” le compensazioni).


4) Incentivi lavoro 2026: esonero contributivo per assunzioni e trasformazioni, con focus ZES Unica 2026

Qui il messaggio è politico e operativo insieme: più occupazione stabile, supporto a lavoratrici svantaggiate, e sviluppo occupazionale della ZES Unica per ridurre i divari territoriali.

È autorizzata una spesa di:

  • 154 mln (2026)
  • 400 mln (2027)
  • 271 mln (2028)

Le risorse sono destinate a riconoscere un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati (escluso INAIL), per una durata massima di 24 mesi, per:

  • assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026
  • trasformazioni da tempo determinato a indeterminato nello stesso periodo (se previste).

Le regole di dettaglio (requisiti, condizioni, gestione del plafond) saranno disciplinate con decreto del Ministero del Lavoro di concerto con MEF.


5) Decontribuzione SUD: chiarimenti interpretativi e “credito” utilizzabile nel 2026

Nel testo compaiono disposizioni interpretative che chiariscono l’applicazione dell’esonero contributivo (a decorrere dal 1° luglio 2022) anche ai datori di lavoro che svolgevano attività identificate da specifici codici ATECO (Allegato XIV), nel perimetro e alle condizioni delle decisioni UE richiamate. Inoltre, è previsto che il credito derivante dal riconoscimento dei corrispondenti periodi di esonero possa essere fatto valere dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.


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