Il percorso del nuovo piano di incentivi Transizione 5.0 entra finalmente nella sua fase conclusiva. Dopo lo stallo degli ultimi mesi, il confronto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e il Ministero dell’Economia (Mef) ha prodotto una nuova bozza del decreto attuativo che introduce cambiamenti significativi per le imprese che intendono investire in digitalizzazione ed efficienza energetica.
L’agevolazione, che riguarda gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, si avvia verso la pubblicazione ufficiale, con l’apertura delle domande prevista indicativamente entro un mese. Ecco i punti chiave emersi dall’ultima revisione del testo associato al IPER-AMMORTAMENTO
1. Addio alla clausola “Made in EU”
Una delle novità più rilevanti riguarda lo stralcio della controversa clausola territoriale. Inizialmente, il decreto prevedeva l’accesso agli incentivi solo per l’acquisto di beni prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Questa limitazione è stata ufficialmente eliminata, lasciando alle imprese maggiore libertà di approvvigionamento tecnologico sul mercato globale.
2. Software in Cloud e canoni inclusi
Viene accolta una richiesta fondamentale del settore informatico: l’estensione del beneficio ai software in cloud erogati in modalità Software-as-a-Service (SaaS). Poiché questi non sono soggetti ad ammortamento tradizionale ma a canoni di abbonamento, il decreto precisa che il credito d’imposta sarà calcolato sulle quote di canone di competenza dei periodi d’imposta in cui è in vigore l’agevolazione.
3. Stretta sulle semplificazioni: torna l’obbligo di perizia
Nota dolente per le piccole medie imprese è lo stralcio della semplificazione per gli investimenti “sotto soglia”. Nella bozza precedente, per beni di costo inferiore ai 300.000 euro, era consentita un’autodichiarazione del legale rappresentante. La nuova versione richiede invece una perizia asseverata per tutti gli investimenti, indipendentemente dall’importo, per certificare le caratteristiche tecniche e l’interconnessione dei beni.
4. Il sistema delle comunicazioni (verso la quarta scadenza)
L’iter per accedere al beneficio si complica leggermente. Oltre alle tre comunicazioni già previste tramite la piattaforma del GSE, spunta l’ipotesi di una quarta comunicazione obbligatoria annuale per il monitoraggio della spesa. Ad oggi, le fasi confermate sono:
- Comunicazione preventiva: con i dati del progetto e l’ammontare dell’investimento.
- Comunicazione di conferma: entro 60 giorni, attestante il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% (valido anche per il leasing).
- Comunicazione di completamento: da inviare entro il 15 novembre 2028, corredata da perizie e certificazioni.
5. Aliquote e scaglioni annuali
Il beneficio, che si concretizza sotto forma di iperammortamento, resta confermato su tre fasce di investimento:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro.
In pratica, gli scaglioni e il massimale di 20 milioni vanno considerati come distinti nei tre anni del piano 2026, 2027 e 2028.
6. Controlli e conservazione documenti
Il GSE avrà il compito di effettuare le verifiche documentali, ma l’impresa dovrà essere pronta a esibire tutta la documentazione (fatture, documenti di trasporto, perizie) anche in caso di accertamenti ordinari da parte dell’Agenzia delle Entrate. Scompare, inoltre, il limite dei dieci anni per l’obbligo di conservazione dei documenti, rendendo ancora più critica la corretta gestione dell’archivio aziendale.
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