La misura per le imprese turistiche che investono in efficienza energetica, fonti rinnovabili e digitalizzazione.
Il bando Green Tour 2026 è la misura del Ministero del Turismo, gestita da Invitalia, che mette a disposizione 109 milioni di euro per le imprese turistiche che investono in efficienza energetica, fonti rinnovabili e digitalizzazione. L’agevolazione combina contributo a fondo perduto (54%) e finanziamento agevolato (46%) su progetti da 1 a 15 milioni di euro. Le domande si presentano sulla piattaforma Invitalia dal 15 luglio al 15 settembre 2026. Finanziamenti Puglia affianca le imprese pugliesi in ogni fase, dalla verifica di ammissibilità al saldo finale.
Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2026 — a cura della redazione di Finanziamenti Puglia, consulenti esperti in finanza agevolata dal 2010.
Cosa trovi in questa guida
- Cos’è il Green Tour e a cosa serve
- A chi si rivolge: imprese turistiche pugliesi
- Quali investimenti finanzia
- Quanto si recupera: importi e intensità di aiuto
- Come funziona la graduatoria
- Scadenze e come presentare la domanda
- Gli errori da evitare
- Domande frequenti
Green Tour in sintesi: cos’è e a cosa serve
Il Green Tour 2026 è l’avviso pubblico attuativo del Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo, introdotto dal decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026) e reso operativo dal Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026. L’obiettivo è chiaro: aiutare le strutture turistiche a ridurre i consumi energetici, produrre energia pulita e digitalizzarsi, rendendole più competitive e meno esposte al caro-energia.
Per un albergo, un villaggio, un camping, un B&B o uno stabilimento balneare in Puglia significa una cosa concreta: rinnovare l’impianto fotovoltaico, cambiare la caldaia, coibentare l’edificio o installare la domotica con una copertura pubblica che può superare la metà della spesa.
| Misura | Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo — “Green Tour” |
|---|---|
| Ente gestore | Invitalia, per conto del Ministero del Turismo |
| Dotazione | 109 milioni di euro (59 mln fondo perduto + 50 mln finanziamento agevolato) |
| Investimento ammissibile | da 1 a 15 milioni di euro per programma |
| Forma dell’aiuto | 54% contributo a fondo perduto + 46% finanziamento agevolato |
| Intensità massima | fino al 65% per gli impianti da fonti rinnovabili (piccole imprese) |
| Riserva PMI | 60% delle risorse, di cui almeno il 25% a micro e piccole imprese |
| Apertura domande | 15 luglio 2026, ore 12:00 |
| Chiusura domande | 15 settembre 2026, ore 17:00 |
| Conclusione lavori | entro 18 mesi dalla concessione e comunque entro il 30 settembre 2028 |
| Modalità di selezione | procedura a sportello con graduatoria a punteggio (non click day) |
A chi si rivolge il Green Tour
Il bando è aperto alle imprese turistiche di ogni dimensione — PMI e grandi imprese — con sede operativa in Italia. In particolare possono presentare domanda:
- Imprese con codice ATECO turistico: alberghi, B&B, agriturismi, campeggi e villaggi, stabilimenti balneari e termali, ristorazione, centri benessere, strutture per congressi ed eventi.
- Imprese “turistiche di fatto”: attive da almeno 3 anni che dimostrino di aver realizzato oltre il 50% del fatturato in attività turistiche.
- Proprietari delle strutture costituiti in forma di impresa, avvalendosi dei requisiti del gestore.
- Reti d’impresa: più aziende possono presentare un piano di investimento congiunto tramite contratto di rete.
- Imprese estere con sede e partita IVA in Italia.
Requisito spesso dimenticato: per accedere è necessario aver già stipulato la polizza assicurativa contro le calamità naturali ed eventi catastrofali. Senza, la domanda è inammissibile.
Quali investimenti finanzia il Green Tour
Il cuore del bando è la distinzione tra interventi “trainanti” (obbligatori) e “trainati” (facoltativi). La regola da ricordare: almeno il 51% della spesa ammissibile deve riguardare interventi trainanti di efficienza energetica o produzione di energia da fonti rinnovabili. Sotto questa soglia, il progetto è escluso.
Interventi trainanti (obbligatori, almeno il 51%)
- Efficienza energetica: coibentazione dell’involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, caldaie a condensazione ad alta efficienza, climatizzazione intelligente, rimozione amianto, riqualificazione energetica di piscine, impianti termali e wellness.
- Energie rinnovabili: impianti fotovoltaici, solare termico, geotermia, pompe di calore e sistemi di accumulo (BESS), nei limiti dell’autoconsumo.
Interventi trainati (facoltativi)
- Sostenibilità ed ESG: giardini verticali e tetti verdi, recupero dell’acqua piovana, colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
- Digitalizzazione: building automation, intelligenza artificiale, software gestionali, reti dati e smart building.
Non sono finanziabili: impianti alimentati a combustibili fossili, beni usati, acquisto di terreni e immobili, scorte, spese di funzionamento, beni di importo inferiore a 500 euro. L’IVA è ammissibile solo se rappresenta un costo non recuperabile per l’impresa.
Quanto si recupera: importi e intensità di aiuto
Le agevolazioni sono erogate con un mix predefinito: 54% a fondo perduto e 46% come finanziamento agevolato, da rimborsare a rate semestrali. Le intensità massime di aiuto variano in base al tipo di intervento e alla dimensione dell’impresa, con maggiorazioni importanti per chi è più piccolo:
- Fino al 65% per gli impianti da fonti rinnovabili realizzati da piccole imprese (55% medie, 45% grandi).
- +20 punti percentuali per le piccole imprese e +10 per le medie sugli interventi di efficienza energetica.
- +15 punti percentuali per gli investimenti nelle zone assistite.
- +15 punti percentuali aggiuntivi se il miglioramento della prestazione energetica supera il 40%.
Per l’erogazione è prevista una prima anticipazione del 30% del contributo a fondo perduto entro 30 giorni dalla firma del disciplinare (previa fideiussione), con saldo a conclusione dei lavori.
Come funziona la graduatoria (non è un click day)
Il Green Tour non premia chi invia prima: tutte le domande presentate nella finestra dello sportello sono considerate pervenute nello stesso istante. A fare la differenza è il punteggio, su un massimo di 100 punti, assegnato in base a criteri tecnici ed economico-finanziari. Pesano in particolare:
- la quota di investimenti trainanti di efficienza energetica (fino a 25 punti);
- gli interventi trainati e di digitalizzazione (fino a 12,5 punti ciascuno);
- la solidità economico-finanziaria dell’impresa, ricavata dall’ultimo bilancio;
- le premialità: +5 per il Rating di legalità, +5 per la certificazione di parità di genere, +10 per le certificazioni ambientali (ISO 14001, EMAS, ISO 50001, GSTC, Green Key, ecc.).
È qui che una progettazione curata fa la differenza: ottimizzare il mix di interventi e attivare le premialità può determinare l’ammissione o l’esclusione dal finanziamento.
Scadenze e come presentare la domanda
La domanda si presenta esclusivamente online sulla piattaforma di Invitalia (www.invitalia.it), nella finestra compresa tra il 15 luglio 2026 (ore 12:00) e il 15 settembre 2026 (ore 17:00). Servono:
- identità digitale del legale rappresentante (SPID, CIE o CNS);
- una casella PEC attiva iscritta al Registro delle Imprese;
- la firma digitale del legale rappresentante;
- il piano di investimento con relazione tecnica e cronoprogramma.
Importante: i lavori non devono iniziare prima della presentazione della domanda, pena la perdita dell’agevolazione. Per questo conviene muoversi adesso: la fase di preparazione del progetto è il vero collo di bottiglia.
I 4 errori che fanno bocciare la domanda
- Scendere sotto il 51% di interventi trainanti: è il vincolo non derogabile che esclude automaticamente il progetto.
- Avviare i lavori troppo presto: ogni spesa sostenuta prima della domanda è inammissibile.
- Dimenticare la polizza catastrofale: è un requisito autonomo di accesso.
- Trascurare le premialità: rinunciare ai punti di rating, parità di genere o certificazioni ambientali può costare la posizione utile in graduatoria.
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Finanziamenti Puglia affianca alberghi, villaggi, camping, B&B e stabilimenti balneari di tutta la Puglia — con sedi a San Severo, Ruvo di Puglia, Corato, Bari, Taranto, Maglie, Racale — nella partecipazione al bando: dalla verifica di ammissibilità alla costruzione del piano d’investimento, fino alla gestione della pratica su Invitalia e al saldo finale.
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Domande frequenti sul bando Green Tour
Cos’è il bando Green Tour?
È la misura del Ministero del Turismo gestita da Invitalia che finanzia, con 109 milioni di euro, gli investimenti delle imprese turistiche in efficienza energetica, fonti rinnovabili e digitalizzazione, attraverso contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.
Chi può partecipare al Green Tour?
Le imprese turistiche di ogni dimensione con codice ATECO turistico, le imprese con oltre il 50% del fatturato in attività turistiche, i proprietari delle strutture costituiti in forma d’impresa, le reti d’impresa e le imprese estere con sede in Italia, purché in possesso della polizza contro le calamità naturali.
Quanto si può ottenere con il Green Tour?
Su investimenti da 1 a 15 milioni di euro, l’agevolazione copre fino al 54% a fondo perduto più il 46% in finanziamento agevolato, con intensità che arrivano al 65% per gli impianti da fonti rinnovabili delle piccole imprese.
Quando si presentano le domande?
Dal 15 luglio 2026 (ore 12:00) al 15 settembre 2026 (ore 17:00), esclusivamente sulla piattaforma telematica di Invitalia con SPID, CIE o CNS.
Il Green Tour è un click day?
No. È una procedura a graduatoria: conta il punteggio del progetto, non l’ordine di invio della domanda.
Quali investimenti sono obbligatori?
Almeno il 51% della spesa deve riguardare interventi “trainanti” di efficienza energetica o produzione di energia da fonti rinnovabili.
Questa scheda ha finalità informative e non sostituisce la normativa ufficiale. Per la partecipazione fare riferimento al Decreto Ministeriale 16 marzo 2026 e al Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026, nonché agli avvisi pubblicati da Invitalia e dal Ministero del Turismo.
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