Scoperta Imprenditoriale II 2026: 505,8 milioni di euro per la Ricerca e Sviluppo delle imprese pugliesi
Domande dal 7 ottobre 2026: come funziona il bando del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale fino a 5 milioni di euro.

In breve: Scoperta Imprenditoriale II è il nuovo bando del Fondo per la Crescita Sostenibile che mette a disposizione 505.801.524,89 euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati nelle regioni meno sviluppate, Puglia compresa. Possono partecipare imprese di ogni dimensione, dalla micro alla grande impresa. Le domande si presentano dal 7 ottobre 2026 sulla piattaforma del Soggetto gestore. Le agevolazioni coprono fino all’80% dei costi tra finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.
Perché questo bando riguarda la tua impresa
Se guidi un’impresa manifatturiera, impiantistica o industriale in Puglia e da tempo hai un progetto di innovazione nel cassetto — un nuovo processo produttivo, un prodotto da sviluppare, una tecnologia da testare — probabilmente ti sei scontrato con lo stesso ostacolo di sempre: i costi di ricerca e sviluppo non si autofinanziano. Servono competenze tecniche, prototipi, collaborazioni con centri di ricerca, e un capitale che l’attività ordinaria fatica a liberare senza mettere a rischio la liquidità aziendale.
Nel frattempo, i concorrenti che riescono a innovare guadagnano terreno su prodotto, processo e mercato. Restare fermi, in questo scenario, non è una scelta neutra: è un costo che si paga in competitività persa.
Cos’è Scoperta Imprenditoriale II
Con il decreto direttoriale del 6 agosto 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stabilito termini e modalità di presentazione delle domande per Scoperta Imprenditoriale II, l’intervento agevolativo previsto dal decreto ministeriale 19 maggio 2026 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 luglio 2026, n. 151) a valere sul Fondo per la Crescita Sostenibile.
Lo strumento sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale coerenti con le aree tematiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, con un focus specifico sulle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs): intelligenza artificiale, cybersicurezza, big data, tecnologie cloud, supercalcolo, tecnologie quantistiche e blockchain, tra le altre.
Il punto chiave per un’impresa pugliese: il bando è riservato ai territori delle “regioni meno sviluppate” — Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia — che godono quindi di un canale dedicato e di intensità di aiuto più favorevoli rispetto al resto del Paese.
Quante risorse sono disponibili?
La dotazione complessiva è di 505.801.524,89 euro. Di questi:
- il 60% è riservato ai progetti presentati da PMI e reti di imprese;
- all’interno di questa riserva, il 25% è ulteriormente destinato a micro e piccole imprese.
Chi può presentare domanda
Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione — micro, piccola, media e grande — che abbiano almeno due bilanci approvati alla data di presentazione della domanda e che esercitino attività industriali, agroindustriali o artigiane, oltre ai Centri di ricerca. Organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all’industria possono partecipare come co-proponenti di un progetto congiunto.
Che forma deve avere il progetto
I progetti devono avere costi ammissibili compresi tra 1 e 5 milioni di euro e una durata tra 18 e 36 mesi. È obbligatoria la forma collaborativa, secondo una di queste due modalità:
- Progetto congiunto: massimo tre soggetti proponenti (compresa la capofila), di cui almeno una micro, piccola o media impresa, ciascuno con almeno il 10% dei costi ammissibili, tramite contratto di rete o altra forma contrattuale di collaborazione;
- Progetto singolo con collaborazione esterna: una micro, piccola o media impresa (o una piccola impresa a media capitalizzazione) che coinvolge soggetti esterni indipendenti — servizi di ricerca, consulenza R&S, ricerca contrattuale — per almeno il 10% dei costi complessivi.
Quanto puoi ottenere: le agevolazioni nel dettaglio
Le agevolazioni si compongono di due forme concesse in concorso tra loro, nei limiti delle intensità massime GBER:

Per gli Organismi di ricerca il contributo diretto alla spesa è pari al 60% per la ricerca industriale e al 40% per lo sviluppo sperimentale.
Le spese ammissibili comprendono personale tecnico e ricercatori, strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, servizi di consulenza e ricerca contrattuale, spese generali e materiali (queste ultime due, forfettarie, fino al 20% dei costi diretti).
Come funziona la valutazione della domanda
Il Soggetto gestore (Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale) esamina le domande in ordine cronologico di presentazione giornaliera. La valutazione istruttoria assegna un punteggio secondo tre criteri:
- caratteristiche del soggetto proponente (capacità tecnico-organizzativa, qualità delle collaborazioni, solidità economico-finanziaria) — soglia minima 18 punti;
- qualità della proposta progettuale (fattibilità tecnica, rilevanza dei risultati, grado di innovazione) — soglia minima 25 punti;
- impatto del progetto (interesse industriale, potenzialità di sviluppo) — soglia minima 12 punti.
Per essere ammesse, le domande devono raggiungere un punteggio complessivo di almeno 70 punti. Sono previste inoltre due premialità: +2 punti per chi possiede la certificazione della parità di genere e +3 punti per chi è iscritto nell’elenco del rating di legalità.
Le date da segnare in agenda
24 settembre 2026 — apertura della procedura di compilazione guidata della domanda sul sito del Soggetto gestore.
7 ottobre 2026, ore 10:00 — apertura ufficiale dello sportello per la presentazione delle domande, in via esclusivamente telematica, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 18:00, su fondocrescitasostenibile.mcc.it.
Un elemento da non sottovalutare: le domande vengono istruite in ordine cronologico giornaliero e, in caso di esaurimento delle risorse nella stessa giornata, prevale il progetto con il punteggio più alto sull’indicatore di solidità economico-finanziaria. Arrivare pronti al 7 ottobre, con documentazione tecnica e dichiarazioni sostitutive già predisposte, fa la differenza tra l’accesso e l’esclusione dal fondo.

Le domande più frequenti su Scoperta Imprenditoriale II
Un’impresa può presentare più domande?
No. Ogni soggetto proponente, in forma singola o congiunta, può presentare una sola domanda di accesso alle agevolazioni. Fanno eccezione gli Organismi di ricerca, che possono partecipare a più progetti congiunti.
In quanto tempo si conosce l’esito della domanda?
L’istruttoria si articola in due fasi: verifica di completezza e ammissibilità formale (20 giorni) e valutazione di merito (fino a 90 giorni complessivi dalla presentazione della domanda). In caso di esito positivo, il Ministero adotta il decreto di concessione entro 30 giorni dalla presentazione della documentazione integrativa richiesta.
Come vengono erogate le agevolazioni?
In non più di cinque stati di avanzamento semestrali più il saldo finale, oppure tramite anticipazione fino al 90% previa fideiussione bancaria o assicurativa. La prima richiesta di erogazione va presentata entro 18 mesi dal decreto di concessione, pena la revoca.
È obbligatorio collaborare con un centro di ricerca?
Non è obbligatorio, ma è premiante: la collaborazione con Organismi di ricerca (come co-proponenti o prestatori di servizi per almeno il 10% dei costi) è uno degli elementi di valutazione del criterio “caratteristiche del soggetto proponente” e può incidere sul punteggio finale.
Fonti normative
- Decreto ministeriale 19 maggio 2026 (G.U. 2 luglio 2026, n. 151)
- Decreto direttoriale 6 agosto 2026 — Termini e modalità di presentazione delle domande
- Pagina ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
- Piattaforma del Soggetto gestore (MCC)
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al 12 agosto 2026 sulla base della normativa vigente. Per una valutazione puntuale della propria situazione aziendale si consiglia di contattare Finanziamenti Puglia o di consultare la documentazione ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.




