Nel presente BLOG, sono pubblicate con AGGIORNAMENTO GIORNALIERO le domande/informazioni/osservazioni pervenute via mail da parte dei clienti/utenti del sito FianziamentiPuglia in merito alle loro esigenze di creare una nuova impresa, avviare nuovi investiment, ampliare l'impresa esistente, investimenti in internalizzazione, creazione di reti di impresa. Ad ogni domanda sarà fornita SEMPRE una o più risposte. In casi specifici, nei quali è utile richiedere una risposta formale all'ente gestore de bando,  l'ing. Mingolla si farà carico di inviare una FAQ e pubblicare la risposta nel BLOG.All0interno di ogni FAQ avete la possibilità di lasciare uno o più commenti.


  Manifesta le tue esigenze e sarai contattato dalla nostra Area Sviluppo


 

ll Brand FinanziamentiPuglia raggruppa diversi professionisti con esperienza specialistica nel campo della FINANZA AGEVOLATAmettendo a disposizione del cliente, in una della cinque sedi ubicate nel territorio della Regione Puglia, le approfondite conoscenze per supportarlo nella creazione d'impresa o nello sviluppo del proprio business.Per conoscere chi siamo clicca il link accanto (CHI SIAMO) 

Per qualsiasi chiarimento scrivi una mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Il titolo 2 capo 3 della Regione Puglia è una misura strutturale presente nei programmi operativi della regione puglia per sostenere i nuovi investimenti promossi da professionisti o piccole e medie imprese in sedi operative ubicate nel territorio ugliese. Le imprese che decidono di avviare un programma di investimento per finalità di importo minimo pari a 30 mila euro e destinati alla realizzazione di nuove unità produttive, ampliamento unità produttive esistenti, diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per prodotti mai realizzati o cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente possono beneficiare di determinati aiuti a fondo perduto.

Per semplicità di esposizione all'utente non preparato sulla finanza agevolata dico questi fondo perduti si suddividono in due tipologie: un fondo perduto sugli interessi sostenuti dall'impresa in virtù del finanziamento o mutuo bancario ottenuto per la copertura delle spese in opere murarie ed assimilabili (se previste) ed un fondo perduto del 35% per le piccole e micro imprese o 30% per le medie imprese  per l'acquisto di nuovi macchinari, attrezzature, hardware, software ed arredi al quale si somma anche il fondo perduto sulla quota di intessi sostenuta dall'impresa sempre per il finanziamento o mutuo bancario ricevuto per la copertura delle spese.

La novità di cui vorrei parlarvi è in seno ad un settore specifico e cioè le attività che fanno riferimento al codice ateco 47.30.00 - commercio al dettaglio di carburante per autotrazione. Se l'impresa con questo codice ateco decide di avviare investimenti limitatamente alla realizzazione di impianti tecnologicamente innovativi volti all'erogazione di combustibile efficiente e alternativo (gas naturale compresso o liquefatto, biogas, idrogeno, elttrico, bocombustibile, combustibili sintetici, etc...) questi interventi potranno essere agevolati.

Se interessati ad una consulenza potete contattarmi al 340/9701477 ing. Mingolla Andrea


 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
La guerra in Ucraina ha creato l’interruzione delle catene di approvvigionamento di gas e alcune tipologie di materie prime e avviato un processo di aumento dei prezzi dei fattori di produzione correlabili anche all’applicazione delle misure economiche restrittive comprese le sanzioni imposte dall’Unione europea e dai suoi partner internazionali.
Lo imprese nazionali hanno subito un contraccolpo importante in termini di aumenti appunto dei costi dei fattori produttivi in maniera improvvisa ed insostenibile per il mercato attuale.
Lo stato come risposta alle difficoltà pocanzi indicate ha previsto col decreto aiuti il potenziamento dell’intervento del Fondo di garanzia PMI, previa approvazione della Commissione Europea, per i finanziamenti concessi successivamente al 18 maggio 2022 (data di entrata del decreto) e fino al 31 dicembre 2022 e finalizzati alla realizzazione di obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici. Il potenziamento della garanzia del Fondo PMI può arrivare al 90%.
La garanzia è concessa:
  • entro il limite di 5 milioni di euro, per un importo massimo del finanziamento assistito da garanzia non superiore al maggiore tra il 15% del fatturato annuo totale medio degli ultimi 3 esercizi conclusi (se l'impresa ha iniziato la propria attività successivamente al 31 dicembre 2019, deve fare riferimento al fatturato annuo totale medio degli esercizi effettivamente conclusi) e il 50% dei costi sostenuti per l’energia nei 12 mesi precedenti il mese della richiesta di finanziamento;
  • a titolo gratuito, nei confronti delle imprese, localizzate in Italia, che operino in uno o più dei 26 settori indicati nell’allegato I del Temporary Framework crisi Ucraina-Russia.

 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Slitta di 6 mesi il termine iniziale di rimborso del capitale per i piccoli prestiti fino a 30.000 euro garantiti dal Fondo PMI. Nella versione del decreto Ucraina licenziata dal Senato, infatti, la durata del periodo di preammortamento viene allungata da almeno 24 mesi ad almeno 30 mesi. Per effetto dell’estensione, quindi, PMI, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, associazioni professionali, società tra professionisti ed Enti del Terzo Settore potranno continuare il pagamento della sola quota di interessi, anziché della rata piena (capitali e interessi), per ulteriori 6 mesi.

[fonte: ipsoa.it]


 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Dal 3 al 24 maggio 2022, le imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio possono presentare le istanze per l’accesso al contributo a fondo perduto del decreto Sostegni ter.

I soggetti interessati possono trasmettere le istanze per accedere alle agevolazioni a partire dalle ore 12:00 del 3 maggio 2022 e fino alle ore 12:00 del 24 maggio 2022. Le risorse complessivamente disponibili ammontano a 200 milioni di euro.

Chi può presentare la domanda

Possono presentare domanda di contributo le imprese che svolgono in via prevalente una delle attività di commercio al dettaglio i cui codici ATECO 2007 rientrano tra quelli identificati nella classificazione delle attività economiche: 47.19, 47.30, 47.43, 47.71, 47.72, 47.75, 47.76, 47.77, 47.78, 47.79, 47.82, 47.89 e 47.99, ovvero in una delle attività ricomprese nei gruppi 47.5 e 47.6.
Per accedere al contributo, alla data di presentazione della domanda, le imprese devono:
  • presentare un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni di euro;
  • aver subìto una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019;
  • avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato e risultare regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel Registro delle imprese per una delle attività ammissibili;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall'articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014, fatta eccezione per le microimprese e le piccole imprese, che possono accedere alle agevolazioni anche se già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
  • non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera d), del D.Lgs. n. 231/2001.

Chiarimenti in merito ai requisiti di accesso

Importanti indicazioni in merito ai requisiti di accesso sono fornite nell’ambito delle FAQ pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico.
In particolare, il Ministero precisa che:
  • non possono richiedere il contributo i soggetti “only REA”. Per accedere al contributo, spiega il Ministero, devono ricorrere tutti gli elementi di cui all’articolo 2082 del codice civile, relativi alla definizione di “imprenditore”, esercitati in via prevalente. Tale necessaria condizione non è peraltro sufficiente; ad essa deve infatti aggiungersi l’ulteriore requisito della evidenza formale dell’impresa, consistente nella iscrizione della medesima nel Registro delle Imprese (sezione ordinaria o sezione speciale). Pertanto, pur esercitando un’attività economica, i soggetti “only-REA” (ad esempio gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi), non sono ammissibili alle agevolazioni in quanto non definibili “imprese”
  • non possono accedere al contributo i soggetti che esercitano solo in via secondaria una delle attività ammissibili;
  • sono escluse le imprese costituitesi e/o che hanno avviato la propria attività nel 2021 non potranno accedere al contributo, non essendo possibile confrontare il fatturato del 2021 con quello del 2019;
  • ai fini della quantificazione della riduzione del fatturatorilevano i ricavi di cui all'articolo 85, comma 1, lettere a) e b), del TUIR relativi ai periodi d’imposta 2019 e 2021;
  • al fine della determinazione dalla riduzione di fatturato, per un’impresa che svolge più di una attività economica, i ricavi devono riferirsi a quanto complessivamente conseguito nell’esercizio di riferimento;
  • al fine della determinazione della riduzione del fatturato, per le imprese costituite nel corso dell’anno 2019 - ad esempio il 1° ottobre 2019 - si potrà far riferimento ai valori degli imponibili delle fatture emesse e dei corrispettivi certificati nel periodo ottobre-dicembre 2019 (ipotizzando il caso di soggetti con esercizio coincidente con anno solare) e al valore dei medesimi importi registrati nel corrispondente periodo del 2021;
  • per i soli rivenditori, in base a contratti estimatori, di giornali, di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici, per i distributori di carburante e i rivenditori di tabacchi e beni di monopolio, il valore dei ricavi può essere determinato, alternativamente, secondo le modalità di cui all'articolo 18, comma 10, del D.P.R. n. 600/1973. Il medesimo criterio di quantificazione dovrà essere applicato per la determinazione degli ulteriori valori reddituali riportati nella presente istanza.

Contributo “teorico”

Il contributo “teorico” spettante è determinato applicando alla differenza tra l'ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l'ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d’imposta 2019 una delle seguenti percentuali:
  • 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 50%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 da 400.000 a 1.000.000 di euro;
  • 40%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 da uno a 2 milioni di euro.
Come chiarito dal Ministero dello Sviluppo Economico del modello di istanza:
  • per la determinazione dell’“ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2019” occorre dividere l’importo complessivo dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 per il numero dei mesi in cui la partita IVA è stata attiva per il medesimo periodo. Pertanto, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, nel caso di partita IVA attivata anteriormente al 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo dei ricavi realizzati nel periodo d’imposta 2019 per 12 mesi. Nel caso, invece, di partita IVA attivata, ad esempio, il 1° aprile 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo dei ricavi realizzati a partire dal mese di aprile per 9 mesi;
  • per la determinazione dell’“ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021” occorre dividere l’importo complessivo dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 per il numero dei mesi in cui la partita IVA è stata attiva per il medesimo periodo.

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
Abbiamo predisposto questa breve presentazione per comunicarvi che il Consiglio dei Ministri del 2 maggio 2022 ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti.

 
Con il provvedimento si è inteso contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, potenziando strumenti a disposizione e creandone di nuovi, con particolare riguardo ai seguenti ambiti:
  • energia, con misure per ridurne il costo, semplificare ulteriormente i procedimenti autorizzatori per la realizzazione di nuovi impianti e potenziare la produzione energetica nazionale;
  • imprese, con misure per assicurare liquidità alle imprese colpite dalla crisi ucraina, fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, assicurare produttività e attrazione degli investimenti;
  • lavoro, politiche sociali e servizi ai cittadini, con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione, nonché per il personale, il trasporto pubblico locale, le locazioni, i servizi digitali;
  • Credito d’imposta per gli autotrasportatori riconosciuto nella misura del 28% delle spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l’acquisto del gasolio da parte degli autotrasportatori utilizzato in veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore per far fronte all’eccezionale incremento del costo del carburante.

  • previa autorizzazione della Commissione europea, il decreto stabilisce che SACE S.p.A. può concedere, sino al 31 dicembre 2022, garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito per finanziamenti sotto qualsiasi forma concessi alle imprese che debbano fronteggiare esigenze di liquidità riconducibili alle conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi ucraina, ivi compresa la necessità di aprire credito a supporto delle importazioni di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subito rincari;
  • previa autorizzazione della Commissione europea, la garanzia del Fondo centrale di garanzia, nella misura massima del 90%, potrà essere concessa in relazione a finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici;
  • specifico riferimento alle PMI agricole e della pesca e dell’acquacoltura: previa autorizzazione della Commissione europea, potrà essere concessa la garanzia diretta dell’ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare pari al 100% dell’importo del finanziamento a beneficio delle PMI che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime;
  • Fondo per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina: sono stati stanziati 200 milioni di euro per il 2022 per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese che abbiano perduto fatturato a causa dalla contrazione della domanda a seguito della crisi ucraina, abbiano registrato l’interruzione di contratti e progetti esistenti, siano state coinvolte nella crisi delle catene di approvvigionamento. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico saranno definite le modalità attuative della misura.

Rafforzamento dei crediti d’imposta

Sono stati previsti diversi crediti di imposta di cui noi abbiamo deciso di comunicare quelli più afferenti le nostre imprese clienti ed i settori nei quali abbiamo acquisito maggiore competenza professionale di consulenza:
  • per investimenti in beni immateriali 4.0: l’aliquota del credito d’imposta previsto dalla legge n. 178/2020 è aumentata, sino 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni, dal 20 al 50%;

  • per formazione 4.0: le aliquote del credito d’imposta previsto dalla legge n. 160/2019 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese);
  • Al fine di promuovere l'interdisciplinarità dei corsi di studio e la formazione di profili professionali innovativi e altamente specializzati che possano soddisfare i fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e dalle filiere produttive nazionali, le università possono promuovere “Patti territoriali per l’alta formazione per le imprese” con soggetti pubblici e privati e ricevere un contributo statale a titolo di co-finanziamento, in particolare al fine di colmare i divari territoriali. I Patti devono recare la puntuale indicazione di progetti volti, tra l’altro, a potenziare l’offerta formativa nelle materie STEM - Science, Technology, Engineering and Mathematics, integrate con altre discipline umanistiche e sociali.
Finanziamenti Puglia - Consulenza GRATUITA - Bandi - Finanza Ordinaria - Finanza Agevolata - Reti d'Impresa - Formazione Aziendale - Mob. +39 3409701477
Webmaster: FlavioDIpi&Sperti
Privacy Policy Cookie Policy