Nel decreto rilancio è stato previsto il famoso e tanto atteso fondo perduto. Come stanno le cose?
I soggetti beneficiari del fondo perduto sono i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA. In altri termini sono le imprese commerciali, le imprese agricole ed i lavoratori autonomi a condizione che siano titolari di partita IVA.
Quindi rientrano tra i soggetti destinatari del contributo quelli che esercitano attività agricole (i.e. attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura; allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno 1/4 dal terreno e attività dirette alla produzione di vegetali tramite l'utilizzo di strutture fisse o mobile, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione insiste; attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali).
Due sono le condizioni che devono essere rispettate per poter fruire del contributo a fondo perduto: una di carattere reddituale e l’altra legata al calo di fatturato.
Con riguardo al requisito reddituale, la norma prevede che possono accedere al beneficio i soggetti che, nel periodo di imposta 2019, hanno avuto un ammontare di ricavi o compensi o un reddito agrario non superiore a 5 milioni di euro.
Quanto al requisito connesso al fatturato, l’art. 25, il contributo spetta soltanto ove l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Al fine di determinare correttamente questi importi, occorre fare riferimento al momento di effettuazione della cessione di beni o prestazione di servizi.
 
Calcolo del contributo a fondo perduto
L’ammontare del contributo a fondo perduto si determina applicando una data percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019:
- 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro;
- 15% per i soggetti con ricavi tra 400.000 euro e fino a un 1 milione di euro;
- 10% per i soggetti con ricavi o compensi tra 1 e 5 milioni di euro,
nel periodo d’imposta 2019 (i.e. periodo precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto).
In ogni caso, è garantito un contributo minimo per un importo pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il potenziamento del contributo sulla misura Resto al Sud è uno degli strumenti messi in campo dal decreto Rilancio per sostenere le imprese nelle regioni del Mezzogiorno. In particolare nel decreto viene introdotta una misura di sostegno al fabbisogno di circolante dei beneficiari di Resto al Sud per far fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria causata dal COVID-19.

Lo scopo della misura è quello di salvaguardare la continuità aziendale e i livelli occupazionali delle attività finanziate dalla misura agevolativa Resto al Sud. Il potenziamento della misura dovrà sostenere il rilancio produttivo dei beneficiari dell’agevolazione e la loro capacità di far fronte a crisi di liquidità correlate agli effetti socio-economici dell'emergenza sanitaria ed economica in corso.

I soggetti che hanno già beneficiato dell’incentivo previsto da Resto al Sud possono accedere quindi ad un ulteriore contributo a fondo perduto a copertura del loro fabbisogno di circolante. 

La misura del contributo è pari a 15 mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale. Per le imprese, invece, ammonta a 10 mila euro per ciascun socio, fino ad un importo massimo di 40 mila euro per ogni impresa.

Per accedere al contributo, i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, incluse le cooperative, devono aver completato il programma di spesa finanziato dalla misura Resto al Sud ed essere in possesso dei requisiti attestanti il corretto utilizzo delle agevolazioni. Inoltre, devono avere adempiuto, al momento della domanda, agli oneri di restituzione delle rate del finanziamento bancario.

Il contributo sarà erogato in un'unica soluzione dal soggetto gestore Invitalia, a seguito dello svolgimento delle verifiche sui requisiti e contestualmente all'erogazione della quota a saldo; qualora sia già stata completata l'erogazione delle risorse, il contributo sarà erogato entro 60 giorni dalla presentazione della relativa richiesta. I contributi saranno concessi a valere sulle risorse già assegnate alla misura.

COME FARE A RICHEIDERE IL CONTRIBUTO? CONTATTACI ALLA MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Avete sentito mai parlare del Piano Transizione 4.0?

Si tratta di un decreto nel quale sono contenute obiettivi, strategie ed azioni per la nuova politica industriale del Paese, in grado di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid.

Il Piano prevede la mobilitazione di 7 miliardi di euro di risorse per le imprese che maggiormente punteranno su:

  • innovazione,
  • investimenti green,
  • ricerca e sviluppo,
  • attività di design e innovazione estetica,
  • formazione 4.0.
Sono questi settori decisivi nei quali sarà sempre più fondamentale investire nei prossimi anni per favorire il processo di transizione digitale del nostro sistema produttivo, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, e accrescere le competenze tecnologiche dei lavoratori.
Il decreto definisce le modalità attuative del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. In particolare sono definiti:
  • criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta,
  • gli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta;
  • i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali.
 

Il decreto Rilancio sta continuando la sua traaversata nel parlamento ed intanto subisce alcune interessanti modifiche di cui ve ne bogliamo parlare.

Tra le principali novità segnaliamo la semplificazione delle procedure per l'erogazione dei finanziamenti garantiti sia da SACE che dal Fondo PMI: in sostituzione dell'atto di notorietà, le imprese per richiedere i finanziamenti garantiti devono presentare un’autocertificazione su dati aziendali, lealtà fiscale e rispetto delle norme antimafia. Le banche, ricevuta l’autocertificazione, dovranno effettuare solo gli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio, mentre non sono tenute a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato. Viene inoltre reso obbligatorio accreditare il finanziamento ottenuto esclusivamente su un conto corrente dedicato.

Fondo di garanzia PMI: altre modifiche sono state apportate al fondo di garanzia tra cui le più rilevanti sono le novità relative ai mini prestiti garantiti dal Fondo al 100%.

  1. importo massimo finanziamenti aumentato dai 25.000 a 30.000 euro. L'importo comunque non può essere superiore alternativamente, anche tenuto conto di eventi calamitosi, al doppio della spesa salariale annua del beneficiario (per il 2019 o per l'ultimo anno disponibile), ovvero, al 25% del fatturato totale del beneficiario come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale o da altra idonea documentazione prodotta, anche mediante autocertificazione;

  2. durata finanziamento allungata da 6 anni ai 10 anni ed ampliato la platea dei soggetti interessati, ammettendo anche le società tra professionisti, le associazioni professionali, gli agenti di assicurazione, i broker;

  3. tasso di interesse: si è specificato che esso non può essere superiore al tasso di Rendistato con durata analoga al finanziamento aumentato dello 0,2%. Meno del 1%.

Per i finanziamenti superiori a 25.000 euro è stato previsto che:

  • la garanzia è rilasciata con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi;

  • nel caso di garanzia pubblica all’80% (con possibilità di coprire il restante 20% con i Confidi), i finanziamenti potranno essere restituiti oltre i 10 anni e fino a 30 anni.

Introdotta anche una previsione secondo la quale, per i prestiti concessi per la rinegoziazione, il plafond di credito aggiuntivo che deve essere erogato deve essere almeno il 25% del debito residuo in essere.

Nel Decreto Rilancio è stato previsto un fondo perdute a determinati soggetti le cui imprese siano state danneggiate dall'emergenza sanitaria da Covid19.

Cominciamo col capire chi sono i soggetti beneficiari: soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

Sotto tale aspetto il testo normativo può alimentare alcuni dubbi atteso che mentre per l’esercizio dell’impresa la titolarità di una partita IVA elimina qualsiasi incertezza, qualche perplessità potrebbe sorgere per quanto concerne l’esercizio di attività professionali. Il contributo spetta anche ai titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 TUIR a prescindere se conseguito da persone fisiche ovvero da società.

Categorie escluse: sono esclusi dal beneficio le seguenti categorie di soggetti:

  • contribuenti che hanno cessato l’attività alla data di presentazione dell’istanza;
  • enti pubblici che esercitano funzioni statali ovvero attività previdenziali, assistenziali e sanitarie ove costituiti esclusivamente a tali fini;
  • le aziende sanitarie locali;
  • enti privati di previdenza obbligatoria che esercitano attività previdenziali e assistenziali;
  • gli intermediari finanziari e le società di partecipazione (art. 162 bis TUIR);
  • professionisti e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi ai quali è stata riconosciuta un'indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro (art. 27 D.L n. 18/2020);
  • i lavoratori dello spettacolo ai quali è stata riconosciuta un'indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro (art. 38 D.L. n. 18/2020);
  • i lavoratori dipendenti e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Requisiti: le tre categorie interessate (imprenditori, lavoratori autonomi, percettori di redditi agrari) hanno diritto al contributo a fondo perduto a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore di due terzi (2/3) dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

A prescindere dall’ammontare del fatturato, il contributo spetta comunque anche ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Determinazione del contributo: l’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

In particolare, detto contributo è determinato applicando le seguenti percentuali:

  1. 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020;
  2. 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data de1 19 maggio 2020;

  3. 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata data de1 19 maggio 2020.

L’importo non può essere comunque inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva ai fini della determinazione degli interessi passivi deducibili, delle spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi e non concorre alla formazione del valore della produzione netta.

Richiesta del contributo: i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, direttamente o a mezzo intermediario delegato autocertificando la sussistenza dei requisiti entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, come definita con apposito provvedimento, da emanare, del Direttore dell’Agenzia delle Entrate con il quale saranno determinate le modalità di effettuazione dell’istanza, il suo contenuto informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro elemento necessario all’attuazione.

Puoi chiedere la nostra consulenza vi amail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Non possiamo negare l'evindenza che l'emergenza in pochi mesi ha creato tensioni finanziarie alle imprese. Intanto siamo nel 2020 ed uno dei processi gestionali e fiscali che si deve compiere è la chiusra del bilancio per l'esercizio fiscale 2019. 

A favore dei soci che effettuano conferimenti diretti all’aumento del capitale sociale di una o più società danneggiate dall’epidemia da Covid-19, il decreto Rilancio prevede il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 20% della somma conferita. Per accedere al beneficio fiscale, il socio dovrà deliberare ed eseguire il conferimento in denaro entro il termine del 31 dicembre 2020.

Sarà necessario che il totale dei benefici ottenuti da socio e società non superi la soglia massima prevista dalla Commissione europea: un elemento da non trascurare nelle valutazioni sull’opportunità del conferimento.

Il riconoscimento del credito d’imposta conseguente agli interventi di ricapitalizzazione riguarda i soci delle società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, anche semplificata e delle società cooperative, con l’esclusione degli intermediari finanziari e delle società di partecipazione non finanziaria e finanziaria, aventi sede legale e amministrativa in Italia e che abbiano:
  • un ammontare di ricavi - art. 85, comma 1, lettere a) e b), TUIR - relativo al periodo d’imposta 2019, compreso tra 5 e 50 milioni di euro;
  • a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nei mesi di marzo e aprile 2020, subito una riduzione complessiva dell’ammontare dei ricavi - art. 85, comma 1, lettera a), TUIR - rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in misura non inferiore al 33%;
  • deliberato ed eseguito - dopo l’entrata in vigore del decreto ed entro il 31 dicembre 2020 - un aumento di capitale a pagamento integralmente versato.
In questi casi il decreto prevede che i socipersone fisiche o giuridiche, per i conferimenti in denaro effettuati entro il 31 dicembre 2020 per l’aumento del capitale sociale di una o più società, beneficino di un credito d’imposta pari al 20% delle somme conferite.
L’investimento massimo del conferimento in denaro sul quale calcolare il credito d’imposta non potrà in ogni caso eccedere 2.000.000 di euro.

Nel Decreto LIQUIDITA' SONO STATI PREVISTE GARANZIAE su finanziamenti superiori a 25.000 euro fino a 800 mila euro. Le agevolazioni prevedono la garanzia prestata dallo stato a favore dell imprese fino al 90% dell'importo finanziato con l'aggiunta di un 10% del Confidi per arrivare così al 100% di garanzie sul finanziamento concesso dalla banca.

Tra la documentazione da preparare è stata introdotta l’autocertificazione, che andrà a sostituire l’atto di notorietà, per semplificare e accelerare i controlli bancari, velocizzando così l’erogazione dei finanziamenti.

L’autocertificazione potrà essere presentata sia per le richieste di prestiti con garanzia Sace che per quelli con garanzia del Fondo centrale PMI.

Le banche dovranno effettuare solo gli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio.

Nell’autocertificazione, che dovrà essere allegata alla richiesta di finanziamento, il titolare o il rappresentante dell'impresa dovrà dichiarare:

  • che l'attività è stata limitata o interrotta dall’emergenza Covid-19 o dalle misure anti-contagio, prima delle quali sussisteva una condizione di continuità aziendale;

  • che i dati forniti sono veritieri e completi;

  • che il finanziamento coperto dalla garanzia è richiesto per sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che sono localizzati in Italia;

  • di rispettano le norme antimafia;

  • di non avere ricevuto condanne definitive negli ultimi 5 anni per reati fiscali;

  • che non sia oggetto di provvedimenti cautelari.

Finanziamenti Puglia - Consulenza GRATUITA - Bandi - Finanza Ordinaria - Finanza Agevolata - Reti d'Impresa - Formazione Aziendale - Mob. +39 3409701477
Webmaster: FlavioDIpi&Sperti
Privacy Policy Cookie Policy