Approvato il Decreto Crescita 2019: cosa prevede in favore delle imprese e professionisti? Leggi questo articolo.
DECRETO CRESCITA 2019

Aprile 26, 2019

Arriva il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri, in seconda deliberazione, al Decreto Legge “Crescita”. La norma introduce misure urgenti per la crescita economica ed interventi in settori industriali in crisi, promuovendo al suo interno, diverse novità a favore di imprese e professionisti. 

Il presente estratto nasce con lo scopo di comunicare ai clienti e soggetti interessati, una selezione non esaustiva ma sintetica degli strumenti che riteniamo essere opportuni per la crescita e lo sviluppo d’impresa nel territorio pugliese. In ogni sintesi proposta potete cliccare all’interno del riquadro, dove previsto, per essere trasferiti sui diversi siti dove trovare maggiori approfondimenti.

SUPER AMMORTAMENTO: in questa legge è stato deciso di re-introdurre la misura a favore di imprese e professionisti. Il super-ammortamento è pari al 130% del costo di acquisto, per gli investimenti in beni strumentali. E’ stata prevista l’estensione del periodo agevolabile fino al 30 giugno 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. Non sono previsti cambiamenti rispetto all’ultima versione della misura, quindi le agevolazioni non riguarderanno autovetture, immobili ed altri beni con coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%. E’ cumulabile con altri strumenti previsti nel pacchetto cd. Industria 4.0.

REVISIONE MINI IRES: Rispetto ed in sostituzione dell’attuale normativa vigente è stata prevista un’Ires Agevolata sugli utili reinvestiti del 22,5% nel 2019, 21,5% nel 2020, 20,5% nel 2021, e 20% nel 2022).

NUOVA SABATINI: La Nuova Sabatini sarà migliorata, viene eliminato il limite dei 2 milioni, portato a 4 milioni, per richiedente con l’abrogazione della dicitura presente nella norma originaria. Viene semplificata la procedura di verifica con l’ammissione di autodichiarazioni. Inoltre, in caso di finanziamento di importo non superiore a 100.000 euro il contributo viene erogato in un’unica soluzione e non più in sei rate.

CREDITO DI IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO: Questa misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2023, ma sono apportati significativi tagli sulla percentuale agevolata. Era prevista la chiusura al 31 dicembre 2020 invece arriva la proroga proprio con questo decreto il quale dovrebbe estendere la possibilità di fruire del credito d’imposta anche al periodo compreso tra il 2021 e il 2023, stabilizzando la misura dell’incentivo al 25%. 

Per il calcolo della spesa incrementale bisognerà prendere a riferimento la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2019, quindi, nella generalità dei casi, il parametro storico sarà rideterminato sulla base delle attività di R&S svolte nel triennio 2016-2018.

In cosa consiste in breve la misura e cosa prevede: limite massimo del credito di imposta per attività di R&S è € 10 milioni ad impresa. Certificazione: il credito di imposta è esigibile solo dopo l’avvenuta certificazione da parte di un revisore (la norma decorre a partire dal 01 gennaio 2018). Relazione tecnica: la legge di stabilità 2018 ha introdotto l’obbligo da parte dell’imprese che svolgono attività intra-muros di predisporre e conservare una relazione tecnica dalla quale si evince le finalità, i contenuti e i risultati delle attività R&S. La relazione deve essere firmata dal responsabile di progetto e controfirmato dal legale rappresentante dell’impresa (la norma decorre a partire dal 01 gennaio 2018). La legge di Bilancio ha introdotto alcune novità in materia di costi elegibili per progetti R&S e ha ripristinato la doppia aliquota di aiuto sulle spese sostenute. Di seguito sono riportati in elenco i costi per tipologia e la relativa percentuale agevolata (dal 2020 fino al 2023).

  1. personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo. Contributo concesso: 25%;

   a-bis) personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo. Contributo concesso: 25%;

  1. quote di ammortamento spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per attività di R&S e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto. Contributo concesso: 25%
  2. contratti stipulati con università/enti di ricerca/organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di R&S ammissibili al credito d’imposta; contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta. Contributo concesso: 25%

c-bis) contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate nella lettera c) per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente. Contributo concesso: 50%

  1. competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne. Contributo concesso: 25%

d-bis) materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Contributo concesso: 25%

* sugli investimenti R&S incrementali rispetto al triennio 2021-2023

MENO TASSE PER I CERVELLI IN FUGA: Dal 2020 chi decide di tornare in Italia per almeno 2 anni, dopo essere stato all’estero per almeno 2 anni, pagherà per 5 anni le tasse solo sul 30% del reddito. Vale per ulteriori 5 anni per chi si trasferisce al Sud, ha figli o compra casa. Prolungati da 4 a 6 anni gli sconti per il rientro dei “cervelli in fuga”. C’è anche la soluzione per i ricercatori già rimpatriati e che hanno ricevuto cartelle perché non iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.

MINI BOND: PIU’ VANTAGGI PER LE PMI; Sarà più efficiente ed economico utilizzare i mini-bond come forma di finanziamento diretto per una PMI. Il decreto Crescita ha, infatti, esteso le garanzie statali a favore di questa forma di finanziamento alternativo per rilanciare l’utilizzo dello strumento dalle potenzialità ancora inespresse. In particolare, con l’obiettivo di “sostenere l’accesso a canali alternativi di finanziamento da parte delle imprese con numero di dipendenti non superiore a 499”, viene istituita un’apposita sezione del Fondo centrale di Garanzia per la concessione di garanzie a sostegno di programmi strutturati di sviluppo. 


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