Resto al SUD

Ottobre 2, 2023

incentivi per l’avvio di nuove imprese costituite in maggioranza da giovani di età compresa tra i 18 e 55 anni e professionisti

Ultimi aggiornamenti per Resto al Sud: estensione dell’incentivo agli under 56

08/01/2021

Resto al Sud amplia la platea dei beneficiari e si rivolge agli imprenditori fino a 55 anni d’età. È questa la novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2021, che ha innalzato il precedente limite di 45 anni anche nell’intento di sostenere una delle categorie più in sofferenza del mercato del lavoro post-Covid: i cinquantenni che hanno perso il posto di lavoro o che rischiano di perderlo nei prossimi mesi.

L’incentivo diventa pertanto una concreta possibilità di uscita dall’attuale condizione di difficoltà per un universo di lavoratrici e lavoratori in grado di esprimere – in una prospettiva di autoimpiego che può valorizzare le competenze maturate nel corso della loro vita professionale – una progettualità d’impresa qualificata e consapevole.

Si aprono quindi nuovi scenari di intervento per lo strumento agevolativo gestito da Invitalia: dalle iniziative di workers byout (ex dipendenti che si associano per creare una nuova impresa in grado di “rigenerare” la loro azienda entrata in crisi) a quelle avviate da donne che si riappropriano della dimensione lavorativa dopo averla messa da parte per esigenze familiari, dalle nuove attività intraprese da ex dirigenti in esubero a quelle in grado di investire sullo scambio inter-generazionale, integrando in compagine sociale il “mestiere” di chi per anni ha svolto un certo tipo di lavoro con l’entusiasmo e la spinta innovativa dei più giovani.

Resto al Sud rafforza quindi la propria efficacia come strumento “anti-crisi” ad ampio raggio, forte anche del suo progressivo potenziamento che nel tempo si è tradotto nell’apertura alle libere professioni, nell’estensione dell’ambito geografico di intervento e nella maggiore incidenza del fondo perduto, che è salito al 50% (l’altra metà è erogata come finanziamento bancario a tasso zero, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI). Le agevolazioni coprono il 100% delle spese di start up o sviluppo d’impresa, con un finanziamento massimo che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.


Chi può chiedere le agevolazioni?

Puoi chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:

  • hai età compresa tra 18 e 55 anni
  • sei residente in una di queste regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o in 116 comuni delle regioni del cratere sismico di Lazio, Marche ed Umbria. Puoi anche trasferire la residenza in una delle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero)
  • Non sei già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017
  • Non risulti già beneficiario di altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio
  • Non sei titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminatoe/o ti impegni a non esserlo per tutta la durata del finanziamento
  • Non risulti titolare di partita IVA movimentata, nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (solo per il comparto delle attività libero professionali)

Chiariamo cosa vuol dire esattamente “compreso tra 18 e 55 anni”. Vuol dire che alla data di presentazione della domanda devi avere una età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti.


Cosa significa che non devo essere titolare di “attività d’impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017”?

Significa che:

  • nel caso di ditta individuale, non devi essere titolare di partita iva movimentata
  • nel caso di società, non devi essere rappresentante legale di società iscritte al registro delle imprese e attive

La titolarità di impresa viene valutata al 21 giugno 2017. Quindi non puoi presentare la domanda se risulti titolare di impresa in esercizio a quella data, anche se nel frattempo l’impresa è cessata o è stata ceduta.


Quali sono i settori ammessi?

  • Attività nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli e pesca
  • Fornitura di servizi all’imprese e alle persone
  • Turismo
  • Attività libero professionali

Quali attività sono escluse dalle agevolazioni? 

Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa. A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione della Misura Resto al Sud al comparto delle attività libero professionali, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla lettera M del Codice Ateco – attività professionali, scientifiche e tecniche.


Quali spese sono escluse dalle agevolazioni?

Le agevolazioni non coprono le seguenti spese:

  • beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback
  • beni e servizi di proprietà di uno o più soci del beneficiario nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado
  • investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature
  • il cosiddetto “contratto chiavi in mano”
  • commesse interne
  • macchinari, impianti e attrezzature usati
  • spese notarili, imposte, tasse
  • acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione o destinati al trasporto in conservazione condizionata dei prodotti
  • acquisto di beni di importo unitario inferiore a 500 euro, ad eccezione delle spese afferenti al capitale circolante 
  • progettazione, consulenze ed erogazione delle retribuzioni ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse
  • scorte, tasse e imposte (l’IVA realmente e definitivamente sostenuta dal soggetto beneficiario è una spesa ammissibile solo se non è da egli stesso recuperabile)

Le spese ammissibili?

  • Sono ammissibili, tra le spese per il capitale circolante, le spese pubblicitarie contabilizzate tra i costi di esercizio. A titolo esemplificativo, sono ammissibili: volantini, brochures, cartelloni pubblicitari, biglietti da visita etc. Non sono ammissibili, invece, le spese pubblicitarie che si configurano come investimenti di durata pluriennale e che vengono iscritte tra le immobilizzazioni come, ad esempio, la redazione di piani promozionali di marketing, i video pubblicitari et similia.
  • Sono ammissibili le spese per acquisto attrezzature, macchinari, impianti, programmi informatici, servizi per le tecnlogie di informazione e della telecomunicazione connessi alle esigenze produttive dell’impresa
  • Sono finanziabili le spese in opere murarie, se riguardano l’adeguamento della sede aziendale alle esigenze produttive/organizzative dell’attività proposte, nel limite massimo del 30% del programma di spesa complessivo.
  • Sono ammissibili i costi per la realizzazione del sito internet, purché il sito sia legato alle esigenze produttive/gestionali o promozionali dell’impresa.
  • Sono ammissibili le spese per acquisto di automezzi soltanto se sono strettamente necessari alla produzione di beni o all’erogazione dei servizi indicati nel progetto imprenditoriale (a titolo meramente esemplificativo: imprese edili, di pulizia, servizi funebri); sono inammissibili quelli destinati ad attività consulenziali e/o a libere professioni.

Come funzionano le agevolazioni?

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese ammissibili e sono così composte:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci.

Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale
  • fino a un massimo di 40.000 euro per le società

Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei contributi concessi.

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