ARTICOLO redatto dall’Ing. Andrea Mingolla – data pubblicazione 07/07/2026
Sette strumenti finanziari, un effetto leva fino a 2,9 miliardi di euro e un cambio di paradigma: dalla logica del contributo a fondo perduto a un ecosistema di finanza evoluta per PMI e professionisti pugliesi.
In sintesi
- Il 6 luglio 2026 la Regione Puglia ha presentato Puglia Moltiplica, il nuovo piano di azione per la crescita del sistema impresa.
- Dotazione pubblica di 360 milioni di euro, con l’obiettivo di attivare oltre 2,9 miliardi di euro di investimenti complessivi grazie a un effetto moltiplicatore che coinvolge banche e capitali privati.
- Il piano si articola in 7 strumenti finanziari: Fondo Minibond Puglia, Equity Puglia, Finanziamento JTF Taranto, MicroPrestito Puglia, Garanzia di breve termine, Venture Debt e Rilancio & Crescita.
- Partner operativi: Puglia Sviluppo, Confidi, Banca Sella, Sella Investment Banking e Cassa Depositi e Prestiti.
- Il Fondo Minibond Puglia ha già aperto le candidature il 4 giugno 2026: le imprese interessate possono muoversi da subito.
Con la presentazione di “Puglia Moltiplica” nella Sala di Jeso del Palazzo della Presidenza a Bari, la Regione Puglia inaugura una fase nuova delle proprie politiche industriali. Non si tratta di un bando isolato, ma di un pacchetto strutturato di sette strumenti finanziari pensati per accompagnare le imprese pugliesi lungo l’intero ciclo di vita: dall’avvio all’innovazione, dall’espansione sui mercati fino all’accesso a forme di finanza più evolute, come i mercati dei capitali.
Per chi opera nel settore edile, impiantistico e manifatturiero — realtà che in Puglia rappresentano una parte significativa del tessuto produttivo — il piano introduce strumenti utili sia per finanziare investimenti sia per rafforzare la struttura finanziaria dell’impresa, in affiancamento (e non in sostituzione) delle misure di credito d’imposta già attive come Nuova Sabatini o Credito d’Imposta ZES Unica.


Perché nasce Puglia Moltiplica
Il nome del piano riassume la sua filosofia: ogni euro pubblico investito è pensato per generare un effetto leva, coinvolgendo capitali privati, banche e fondi di investimento, fino a moltiplicare il valore della singola misura. La Regione, in altre parole, si propone come garante del sistema imprenditoriale pugliese, con l’obiettivo dichiarato di rendere le imprese progressivamente più autonome dalle risorse pubbliche — una scelta motivata anche dalla prospettiva di una possibile riduzione dei fondi europei nei prossimi cicli di programmazione.
Si tratta quindi di un cambio di passo rispetto al modello tradizionale basato prevalentemente su contributi a fondo perduto: Puglia Moltiplica affianca a questo modello un impianto di strumenti finanziari rimborsabili — garanzie, prestiti obbligazionari, equity, venture debt — che ampliano la capacità delle imprese di accedere al credito e ai mercati dei capitali.
I sette strumenti finanziari del piano
Il piano, sviluppato attraverso Puglia Sviluppo in collaborazione con Confidi, Banca Sella, Sella Investment Banking e Cassa Depositi e Prestiti, mette a disposizione delle imprese pugliesi sette misure differenziate in base alla fase di sviluppo e alle esigenze specifiche.

Esempio applicativo — Rilancio & Crescita. Una PMI manifatturiera pugliese con un rating bancario debole ma con ordini in crescita può emettere un prestito obbligazionario da 3 milioni di euro per finanziare lo sviluppo del business e rimodulare il debito esistente, nell’ambito di un piano di rilancio strutturato
Il Basket Bond Puglia e il ruolo di Sella Investment Banking
Un elemento centrale del piano è l’affidamento del Basket Bond Puglia a Sella Investment Banking, in qualità di arranger, con oltre 320 milioni di euro destinati a investimenti, innovazione e sviluppo delle PMI e Small Mid Cap pugliesi. Il Gruppo Sella porta in questa iniziativa un’esperienza consolidata nel private debt, con oltre 60 aziende italiane già accompagnate in percorsi di crescita organica e operazioni di M&A.
Chi ha presentato il piano
Puglia Moltiplica è stato illustrato dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e dall’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro Eugenio Di Sciascio, insieme al direttore generale di Puglia Sviluppo Antonio De Vito, al condirettore generale e vice CEO di Banca Sella Giorgio De Donno, all’head of Sella Investment Banking Giacomo Sella e al direttore Business di Cassa Depositi e Prestiti Andrea Nuzzi.
Il presidente Decaro ha definito il piano un’iniezione di fiducia nel sistema imprenditoriale regionale, sottolineando come l’obiettivo sia certificare le imprese pugliesi, valorizzarne il talento e rendere il territorio più attrattivo agli occhi degli investitori istituzionali. L’assessore Di Sciascio ha evidenziato invece l’intenzione di mettere le imprese nelle condizioni di investire di più e competere meglio, utilizzando strumenti finanziari capaci di amplificare l’effetto delle risorse pubbliche.
Cosa significa per PMI e professionisti pugliesi
Per le imprese pugliesi, in particolare per le realtà del comparto edile, impiantistico e manifatturiero seguite da Finanziamenti Puglia, il piano apre alcune direttrici operative concrete:
1. Diversificazione delle fonti di finanziamento
Le imprese che finora hanno fatto affidamento quasi esclusivamente sul credito bancario tradizionale o sui contributi a fondo perduto possono ora valutare strumenti come i minibond o il venture debt per diversificare la propria struttura finanziaria.
2. Accesso al credito anche con rating non ottimale
Lo strumento Rilancio & Crescita è pensato esplicitamente per le PMI con temporanea difficoltà di accesso al credito bancario ma con un portafoglio ordini solido — una situazione comune tra le imprese impiantistiche pugliesi in fase di espansione.
3. Complementarità con gli incentivi fiscali già attivi
Puglia Moltiplica non sostituisce le misure di credito d’imposta come la ZES Unica Mezzogiorno o la Nuova Sabatini, ma può affiancarle: un’impresa può, ad esempio, utilizzare un minibond per finanziare la componente di investimento non coperta dal credito d’imposta, oppure ricorrere a una garanzia di breve termine per gestire la liquidità in attesa dei rimborsi fiscali.
Prossimi passi: come muoversi
Nelle prossime settimane la Regione avvierà un percorso di presentazione del piano sui territori, coinvolgendo Puglia Sviluppo, associazioni di categoria, ordini professionali e sistema bancario. Per le imprese pugliesi il consiglio operativo è di non attendere l’apertura di tutte le misure: il Fondo Minibond Puglia è già attivo dal 4 giugno 2026, e una verifica preventiva di ammissibilità consente di arrivare pronti al momento delle altre call.
È il nuovo piano industriale della Regione Puglia, presentato il 6 luglio 2026, che mette in campo 360 milioni di euro pubblici per attivare oltre 2,9 miliardi di euro di investimenti privati attraverso sette strumenti finanziari gestiti principalmente da Puglia Sviluppo.
Fondo Minibond Puglia 2021-2027, Equity Puglia, Finanziamento JTF Taranto, MicroPrestito Puglia, Garanzia per il breve termine, Venture Debt e Rilancio & Crescita.
No: affianca ai contributi a fondo perduto un sistema di strumenti finanziari rimborsabili, con l’obiettivo di rendere le imprese progressivamente più autonome dalle risorse pubbliche.
A PMI pugliesi con temporanea difficoltà di accesso al credito bancario ma con potenziale di mercato, con durata fino a 60 mesi e un taglio medio intorno ai 3 milioni di euro.
Le call si aprono progressivamente attraverso Puglia Sviluppo; il Fondo Minibond Puglia ha già aperto i termini il 4 giugno 2026. È consigliabile una verifica preventiva di ammissibilità con un consulente in finanza agevolata prima di presentare la candidatura.

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